Moby Dick

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Moby Dick
Titolo originale Moby-Dick or The Whale
Moby-Dick FE title page.jpg
Frontespizio della prima edizione americana del 1851
Autore Herman Melville
1ª ed. originale 1851
1ª ed. italiana 1932
Genere romanzo
Sottogenere avventura
Lingua originale inglese
Ambientazione New Bedford, nave baleniera Pequod, Oceano Atlantico
Protagonisti Il capitano Achab
Antagonisti Il capodoglio chiamato Moby Dick
(EN)

« There she blows!-there she blows! A hump like a snow-hill! It is Moby Dick! »

(IT)

« Laggiù soffia! Laggiù soffia! La gobba come una montagna di neve! È Moby Dick! »

(dal Capitolo 133, La caccia)

Moby Dick o La balena è un romanzo del 1851 scritto da Herman Melville.

Il libro, capolavoro della letteratura americana della cosiddetta American Renaissance, fu pubblicato in due versioni differenti nel 1851: in ottobre a Londra - dall'editore Bentley - col titolo The Whale ("La balena") con modifiche fatte dall'autore e dall'editore per emendare il testo dalle parti considerate oscene, blasfeme e dalle ironie verso la Corona britannica; in novembre a New York - presso l'Editore Harper & Brothers - col titolo definitivo Moby-Dick, or The Whale ("Moby Dick, ossia la balena"), ma soggetta a vari passaggi di mano ed errori di copiatura.

Il romanzo, dedicato all'amico Nathaniel Hawthorne, fu accolto assai tiepidamente dai lettori: alla morte di Melville, nel 1891, ne furono vendute poco più di tremila copie.[1]

In una lettera a Hawthorne, Melville definiva il suo romanzo come il "libro malvagio" [2] poiché il protagonista del racconto era il male, della natura e degli uomini, che egli però voleva descrivere senza rimanerne sentimentalmente o moralmente coinvolto.

La trama del libro si può riassumere assai brevemente come il viaggio di una baleniera, il Pequod, comandata dal capitano Achab, a caccia di balene e capodogli, e in particolare della enorme balena bianca (in realtà un capodoglio), che dà il titolo al romanzo, verso la quale Achab nutre una smisurata sete di vendetta. Tuttavia in Moby Dick c'è molto di più: le scene di caccia alla balena sono intervallate dalle riflessioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche del protagonista Ismaele, alter ego dello scrittore, che trasforma il viaggio in un'allegoria e al tempo stesso in un'epopea epica.

Sul modello dell'opera settecentesca Tristram Shandy di Laurence Sterne, demistificatore del romanzo, genere letterario più in voga ai suoi tempi, anche l'opera di Melville vuole essere fuori dagli schemi tradizionali narrativi: il contenuto enciclopedico e allo stesso tempo fortemente digressivo richiede che la lettura sia accompagnata dall'interpretazione, in quanto l'autore utilizza un gran numero di citazioni di storie epiche, shakespeariane, bibliche che rendono Melville quasi un precursore del modernismo, come quello in particolare di James Joyce.

Moby Dick fu tradotto in italiano per la prima volta nel 1930 dallo scrittore Cesare Pavese che non riuscì a farlo pubblicare. Solo nel 1932 l'editore Carlo Frassinelli lo fece stampare nella sua neonata casa editrice [3] come primo titolo della collana Biblioteca europea diretta da Franco Antonicelli. La prima traduzione integrale italiana fu di Pietro Meneghelli, nel 1995, per le edizioni Newton. A fine 2015, per Einaudi, è stata pubblicata un nuova traduzione integrale italiana, opera di Ottavio Fatica.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Herman Melville.

Moby Dick fu pubblicato nel 1851, durante il periodo che è stato chiamato il Rinascimento americano, il quale vide la pubblicazione di opere letterarie come La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne (1850), La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe (1852) così come Walden (1854) di Henry David Thoreau e la prima edizione di Foglie d'erba di Walt Whitman (1855).

Due avvenimenti reali costituirono la genesi del racconto di Melville. Il primo è l'affondamento nel 1820 della baleniera Essex di Nantucket, dopo l'urto con un enorme capodoglio a 3200 km dalla costa occidentale del Sud America. Il primo ufficiale Owen Chase, uno degli otto sopravvissuti, riportò l'avvenimento nel suo libro del 1821 Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso capodoglio al largo dell'Oceano Pacifico. [4]

Il secondo evento fu la presunta uccisione, attorno al 1830, del capodoglio albino Mocha Dick nelle acque al largo dell'isola cilena di Mocha. Si raccontava che Mocha Dick avesse venti o più ramponi conficcatigli nel dorso da altri balenieri e che sembrava attaccare le navi con una ferocia premeditata come raccontò l'esploratore Jeremiah N. Reynolds, nel maggio 1839 sul The Knickerbocker.[5]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il narratore, Ismaele, è un marinaio in procinto di partire da Manhattan. Nonostante «sia oramai piuttosto vecchio del mestiere» per le esperienze vissute nella marina mercantile, questa volta ha deciso che per il suo prossimo viaggio s'imbarcherà su una baleniera. In una notte di dicembre giunge così alla Locanda dello Sfiatatoio, presso New Bedford (Massachusetts), accettando di dividere un letto con uno sconosciuto al momento assente. Quando il suo compagno di branda, un tatuatissimo ramponiere polinesiano chiamato Queequeg, fa ritorno a ora tarda e scopre Ismaele sotto le sue coperte, i due uomini si spaventano reciprocamente, ma diventeranno amici e decideranno di salpare insieme dall'isola di Nantucket sulla Pequod un «... "bastimento vecchio e inusitato...; /... una nave della vecchia scuola, piuttosto piccola... /Stagionata e tinta dalle intemperie di tutti e quattro gli oceani. Un veliero cannibale, che si ornava delle ossa cesellate dei suoi nemici» con le quali è stata adornata."

Il capitano Achab, che sembra non essere sulla nave, viene descritto da uno degli armatori come «un grand'uomo, senza religione, simile a un dio», il quale «è stato all'università e insieme ai cannibali». Poco dopo sul molo i due amici s'imbattono in un misterioso uomo dal nome biblico di Elia che allude a future disgrazie che colpiranno Achab. Il clima di mistero cresce la mattina di Natale quando Ismaele vede delle oscure figure nella nebbia vicine al Pequod, che proprio quel giorno spiega le vele.

Moby Dick

All'inizio sono gli ufficiali della nave a dirigere la rotta, mentre Achab se ne sta rinchiuso nella sua cabina. Il primo ufficiale è Starbuck, un Quacchero serio e sincero che si dimostra anche un abile comandante; in seconda c'è Stubb, spensierato e allegro, sempre con la sua pipa in bocca; il terzo ufficiale è Flask, tozzo e di bassa statura e del tutto affidabile. Ciascun ufficiale è responsabile di una lancia con il proprio ramponiere.

Qualche tempo dopo la partenza, finalmente Achab, una mattina, fa la sua comparsa sul cassero della nave. La sua è un'imponente e impressionante figura con una gamba che gli manca dal ginocchio in giù che è stata rimpiazzata da una protesi realizzata con una mascella di capodoglio. Achab svela all'equipaggio che il vero obiettivo della caccia è Moby Dick, un vecchio ed enorme capodoglio, dalla pelle chiazzata e con una gobba pallida come la neve, che lo ha storpiato durante il suo ultimo viaggio a caccia di balene. Il primo ufficiale Starbuck che vorrebbe invece cacciare le balene e ritornarsene tranquillamente a casa rifuggendo dall'odio e dalla vendetta alla fine obbedirà al suo capitano.

Durante la prima calata della lance per inseguire un gruppo di balene Ismaele riconosce gli uomini intravisti nella foschia prima che il Pequod salpasse. Achab aveva in segreto portato con sé il proprio equipaggio, incluso un ramponiere chiamato Fedallah (a cui si fa anche riferimento come 'il Parsi'), un enigmatico personaggio che esercita una sinistra influenza su Achab al quale profeterà che la morte li colpirà assieme.

Il romanzo descrive numerosi "gam", incontri fra due navi in mare aperto [6] durante i quali per Achab c'è un'unica domanda che sempre pone all'equipaggio delle altre navi: «Avete visto la Balena Bianca?»

Queequeg

Quando il Pequod entra nell'Oceano Pacifico Queequeg si ammala mortalmente e chiede al carpentiere della nave che gli venga costruita una bara che non gli servirà poiché alla fine deciderà di continuare a vivere. La bara diviene così la sua cassa portaoggetti che poi verrà calafatata e adattata per rimpiazzare il gavitello del Pequod.

Achab rampona Moby Dick

Da equipaggi di altre baleniere giungono notizie su Moby Dick. Il capitano Boomer del Samuel Enderby, che ha perso un braccio proprio a causa della balena, si stupisce di fronte al bruciante bisogno di vendetta di Achab. Dalla nave Rachele arriva una richiesta di aiuto per ricercare il figlio più giovane del capitano andato disperso assieme alla sua barca durante un recente scontro con la balena bianca. Ma il Pequod adesso è davvero vicino a Moby Dick e Achab non si fermerà di certo per soccorrerli. Infine viene incrociata la Letizia mentre il suo capitano sta facendo gettare a mare un marinaio ucciso da Moby Dick. Starbuck, sentendo vicino il disastro, implora vanamente Achab per l'ultima volta di riconsiderare la sua sete di vendetta.

Il giorno dopo, il Pequod avvista Moby Dick. Per due giorni l'equipaggio insegue la balena, che infligge loro numerosi danni, compresa la scomparsa in mare del ramponiere Fedallah che al terzo giorno Moby Dick, riemergendo, mostra ormai morto avviluppato dalle corde dei ramponi. Il capodoglio che nuota lontano dal Pequod non cerca la morte dei balenieri mentre Achab vuole la sua vendetta. Starbuck esorta un'ultima volta Achab a desistere, osservando che:

« Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu che insensato cerchi lei! »
(Moby Dick, Cap. 135)

Achab ignora per l'ennesima volta la voce della ragione e continua con la sua caccia sventurata. Poiché Moby Dick aveva danneggiato due delle tre lance che erano salpate per cacciarlo, l'imbarcazione di Achab è l'unica rimasta intatta. Achab rampona la balena, ma la corda del rampone si rompe. Moby Dick si scaglia allora contro il Pequod stesso, il quale, danneggiato gravemente, comincia ad affondare. Achab rampona nuovamente la balena ma questa volta il cavo gli si impiglia al collo e viene trascinato negli abissi oceanici dall'immersione di Moby Dick. La lancia viene quindi inghiottita dal vortice generato dall'affondamento della nave, nel quale quasi tutti i membri dell'equipaggio trovano la morte. Soltanto Ismaele riesce a salvarsi, aggrappandosi alla bara-gavitello di Queequeg, e dopo un intero giorno e un'intera notte viene fortunosamente recuperato dalla Rachele.

Il viaggio[modifica | modifica wikitesto]

The Voyage of the Pequod from the book Moby Dick by Herman Melville: una delle dodici mappe basate su opere letterarie britanniche e americane prodotte dalla Harris-Seybold Company di Cleveland tra il 1953 e il 1964.
« Ora, il Pequod era salpato da Nantucket proprio all'inizio della Stagione Equatoriale. Nessuna impresa al mondo avrebbe pertanto consentito al suo capitano di compiere la grande traversata verso sud, di doppiare Capo Horn, e poi, risalendo a nord per sessanta gradi di latitudine, di giungere in tempo nel Pacifico equatoriale per battere le sue acque. Egli avrebbe dunque dovuto attendere la stagione successiva. Nondimeno, la partenza prematura del Pequod forse era stata scelta segretamente da Achab proprio in considerazione di questo insieme di cose. Infatti, egli aveva innanzi a sé un'attesa di trecentosessantacinque giorni e altrettante notti, e invece di passarla a terra soffrendo impaziente, avrebbe impiegato quel lasso di tempo in una caccia mista, nel caso in cui la Balena Bianca, trascorrendo le vacanze in mari molto lontani dai suoi periodici siti di alimentazione, avesse mostrato la sua fronte rugosa al largo del Golfo Persico, o nella Baia del Bengala, o nei Mari della Cina, o nelle altre acque frequentate dalla sua specie. E così i monsoni, i pamperi, i maestrali, gli harmattan, gli alisei, tutti i venti, insomma, tranne il levante e il simun, avrebbero potuto sospingere Moby Dick entro il cerchio tracciato dalla scia del Pequod, nel suo tortuoso zigzagare per il mondo. »
(Capitolo 44)

Dunque il capitano Achab non doppia Capo Horn, ma il Capo di Buona Speranza: si dirige dunque a Sud, poi a Est, raggiungendo l'Oceano Pacifico attraverso l'Oceano Indiano.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Per il puritano Melville la lotta epica tra Achab e la balena rappresenta una sfida tra il Bene e il Male. Moby Dick riassume, inoltre, il Male dell'universo e il demoniaco presente nell'animo umano. Achab ha l'idea fissa di vendicarsi della balena che lo ha mutilato e a ciò si unisce una furia autodistruttiva: «La Balena Bianca gli nuotava davanti come la monomaniaca incarnazione di tutte quelle forze malvagie da cui certi uomini profondi si sentono rodere nell'intimo....» (trad. di Cesare Pavese).

Ma la balena rappresenta anche l'Assoluto che l'uomo insegue e non può conoscere mai:

« Ma non abbiamo ancora risolto l'incantesimo di questa bianchezza né trovato perché abbia un così potente influsso sull'anima; più strano e molto più portentoso, dato che, come abbiamo veduto, essa è il simbolo più significativo di cose spirituali, il velo stesso, anzi, della Divinità Cristiana, e pure è insieme la causa intensificante nelle cose che più atterriscono l'uomo!.....[7] »

Quanto alla rappresentazione nel romanzo della natura, essa è un'entità tremenda e fascinosa (il mare, gli abissi) e può essere vista come esempio di Sublime romantico: lo spruzzo intermittente della balena è come un soffio potente per cui i marinai «non avrebbero potuto rabbrividire di più, eppure non provavano terrore, ma piuttosto un piacere....» [8]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Ismaele[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Call me Ishmael. »

(IT)

« Chiamatemi Ismaele. »

(Inizio del libro)

Ismaele è il narratore dell'epico racconto e così si presenta ai lettori: «Chiamatemi Ismaele» (Call me Ishmael). Il nome ha origine biblica, nella Genesi infatti Ismaele è il figlio di Abramo e della schiava Agar, cacciati nel deserto. Sicché "Chiamatemi Ismaele" è come dire "Chiamatemi esule, vagabondo". Descrive poco di se stesso: solo che ha le spalle larghe e ch'è newyorkese.

Il capitano Achab[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Capitano Achab.

Il capitano Achab guida l'intero equipaggio attraverso la folle impresa di caccia del bianco capodoglio che ai suoi occhi ha le sembianze del biblico Leviatano, che egli deve uccidere poiché la morte del mostro è ormai la sua unica, folle ragione di vita. «Roso di dentro e arso di fuori dagli artigli fissi e inesorabili di un'idea incurabile» Achab deve vendicarsi di Moby Dick che gli ha divorato e tranciato una gamba quando «.. venne allora che il corpo straziato e l'anima ferita sanguinarono l'uno nell'altra [e] ... Achab e l'angoscia giacquero coricati insieme nella stessa branda.»

Moby Dick[modifica | modifica wikitesto]

Moby Dick è una balena immaginaria con i fianchi flagellati da ramponi. Ha «tre buchi alla pinna di tribordo», vari ramponi conficcati nei fianchi e uno sfiatatoio enorme.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Queequeg è un nativo di una fittizia isola polinesiana chiamata Kokovoko o Rokovoko. Suo padre era un Gran Capo, un Re; suo zio un Gran Sacerdote. È il primo personaggio importante incontrato da Ismaele nella Locanda dello Sfiatatoio. Sul Pequod sarà il primo ramponiere. Descritto con curiosità e rispetto da Ismaele, non si separa mai da Yojo, il suo piccolo idolo che egli venera come una divinità. È protagonista di alcuni atti eroici tra cui il salvataggio di Tashtego che stava per morire dopo essere precipitato nella testa di un capodoglio morto dal quale si stava estraendo lo spermaceti.
  • Starbuck è il primo ufficiale del "Pequod", nativo di Nantucket. Quacchero, viene descritto fisicamente come alto e magro, e di carattere severo e coscienzioso. Egli è «l'uomo più cauto che si possa trovare nella baleneria», prudente ma non codardo, sarà uno dei più riluttanti ad assecondare il folle piano di Achab. Come tutto l'equipaggio perisce in mare dopo un ennesimo tentativo di uccidere la balena bianca.
  • Stubb è il secondo ufficiale, nativo di Capo Cod, descritto come un uomo allegro e spensierato, apparentemente indifferente ad ogni pericolo e minaccia, collezionista e fumatore di pipe.
  • Flask è il terzo ufficiale, nativo di Tisbury, un giovane tozzo e rubicondo, baleniere intrepido benché poco sensibile al fascino del mare.
  • Tashtego è il secondo ramponiere, un indiano nativo del "Capo Allegro", originariamente terra di guerrieri-cacciatori, che ora forniva a Nantucket molti dei suoi più audaci ramponieri.
  • Daggoo è il terzo ramponiere, «un gigantesco negro selvaggio», imbarcatosi spontaneamente da giovane su una nave baleniera dal suo villaggio nativo in Africa. [9]
  • Pip, abbreviazione di Pippin, un nero di piccola statura, suonatore di tamburello: è un marinaio un po' stralunato e goffo; durante gli inseguimenti alle balene inevitabilmente finisce in mare e quando per la seconda volta accade viene abbandonato nell'oceano e ripescato solo molte ore dopo, completamente impazzito. Emarginato dall'intero equipaggio, viene invece accolto da Achab, che lo sente suo simile nella follia.
  • Fedallah è un misterioso asiatico (Parsi) dai capelli a turbante, che sembra legato come un'ombra ad Achab da un influsso quasi telepatico: sarà lui a predire con una strana profezia la fine di entrambi.
  • Lana Caprina è il cuoco di bordo che viene schernito da Stub durante la cena a base di pinna di balena.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo di Melville ha notevolmente influenzato gli autori successivi e ha generato innumerevoli citazioni in opere successive.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti e animazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Moby Duck è un personaggio della Disney ispirato al romanzo; appare in Paperino con Moby Duck (sulla scia d'una balena).
  • Nella serie a fumetti Bone di Jeff Smith sono presenti vari riferimenti (spesso parodistici) al romanzo.
  • Nel manga e anime One Piece la Moby Dick è il nome della più grande nave della flotta di Barbabianca, uno dei più forti pirati di tutto il manga.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Il videogioco Metal Gear Solid V: The Phantom Pain contiene numerosi riferimenti nella trama e nei personaggi al romanzo di Meville, tra gli altri al protagonista nelle prime fasi del gioco viene assegnato Ahab (refrain di Achab) come pseudonimo, viene salvato da un personaggio che si presenta proprio con la frase "Chiamami Ismaele", il suo elicottero da estrazione durante le missioni è chiamato Pequod.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cristina Taglietti, «Non chiamatelo Ismaele. Trasposizioni. I segreti e le soluzioni della nuova versione del capolavoro di Melville pubblicato da Einaudi», domenica 8 novembre 2015, «La Lettura, Corriere della Sera», p.16
  2. ^ «Ho scritto un libro malvagio e mi sento innocente come un agnello;» (Lettera a Nathaniel Hawthorne, 17 novembre 1851, in The Portable Melville, a cura di J. Leyda, Penguin, Harmondsworth 1978, p. 453.)
  3. ^ "Frassinelli", a cura di Antonella Fiori, in Storia dell'editoria d'Europa, Shakespeare & Company Futura, Firenze, 1995
  4. ^ Nathaniel Philbrick, In the Heart of the Sea: The tragedy of the whaleship Essex.
  5. ^ D. Graham Burnett, Trying Leviathan: The Nineteenth-Century New York Court Case That Put the Whale on Trial and Challenged the Order of Nature, Princeton University Press, 2010 p.130, nota 66
  6. ^ «GAM. Sostantivo. Un incontro amichevole di due (o più) baleniere, di solito in zona ... lance: mentre, nel frattempo, i due capitani restano a bordo di una delle navi,» Gli equipaggi di norma si fanno visita reciprocamente. Avvengono spesso scambi di lettere, nel caso una nave abbia della corrispondenza per qualche membro dell'altra imbarcazione, e gli uomini possono inoltre parlare di avvistamenti di balene o di altre notizie. (Herman Melville, Moby Dick, Adelphi)
  7. ^ Op. cit.
  8. ^ Op. cit.
  9. ^ In alcuni testi anche "Deggu" (Enciclopedia dei ragazzi, Volume 11, Arnoldo Mondadori Editore, 1968, p.472) o "Dagoo" (Paolo Gulisano, Fino all'abisso. Il mito moderno di Moby Dick, Ancora editrice, 2013
  10. ^ Roberto Vecchioni, Canzone per Sergio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Moby Dick ovvero La balena, versione integrale a cura di Cesare Pavese, collana Biblioteca europea n.2, Torino, Frassinelli, 1932, pp. 884 (2 volumi), ISBN mancante.
  • Moby Dick ovvero La balena, traduzione di Cesare Pavese riveduta e migliorata, Torino, Frassinelli, 1941, pp. 892 (2 volumi), ISBN mancante.
  • Moby Dick (2 voll.), trad. e introduzione di Nemi D'Agostino, collana Garzanti per tutti: I grandi libri, Milano, Garzanti, 1966.
  • Moby Dick ovvero La balena, introduzione di Claudio Gorlier, traduzione di Renato Ferrari, Tesori della Narrativa Universale, Novara, De Agostini, 1982, pp. 619 (2 volumi), ISBN mancante.
  • Moby Dick ovvero La balena, introduzione di Fernanda Pivano, trad. Cesarina Minoli, Oscar Classici n.86, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, [1958] 1986, pp. 723, ISBN 88-04-28372-6.
  • Moby Dick, trad. e cura con un saggio introduttivo di Ruggero Bianchi (titolo: Il bianco oggetto del desiderio, pp. XII-XCIII), collana I Grandi Scrittori. Sezione americana, Milano, Mursia, 1993, pp. XCIV-538, ISBN 88-425-1578-7.
  • Moby Dick, trad. Lucilio Santoni, collana Ennesima, Guaraldi, 1995.
  • Moby Dick, ovvero la Balena, traduzione e cura di Pietro Meneghelli, Roma, Newton Compton, 1995.
  • Moby Dick o la balena, Traduzione di Bernardo Draghi, collana I classici classici, Milano, Frassinelli, 2001.
  • Moby-Dick o La balena, introduzione di Fernanda Pivano, traduzione di Cesarina Melandri Minoli, revisione e note a cura di Massimo Bacigalupo, con un saggio di Harold Bloom, collana Oscar Grandi Classici, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2004, pp. 784, ISBN 978-88-04-52516-5.
  • Moby-Dick ovvero La balena, illustrazioni Paul Durand, Corticelli, Milano, Ugo Mursia, 2007, ISBN 978-88-425-3869-1.
  • Moby Dick, a cura di Pina Sergi, con un saggio di Harold Bloom, Milano, BUR, 2004, pp. XXIX-706, ISBN 88-17-00329-8.
  • Moby Dick, Traduzione e cura di Alessandro Ceni, collana Universale.I Classici n.2194, Milano, Feltrinelli, 2007, pp. 689, ISBN 978-88-07-82194-3.
  • Moby-Dick o La Balena, traduzione e cura di Giuseppe Natale, collana Letterature, Torino, UTET, 2010, pp. L-938, ISBN 978-88-02-08159-5.
  • Moby Dick, trad. B. Gioni, collana Classici tascabili n.65, Milano, Dalai Editore, 2011, ISBN 978-88-60-73974-2.
  • Moby Dick, traduzione di Ottavio Fatica, collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2015, ISBN 978-88-06-21186-8.
  • Moby Dick, traduzione di Pina Sergi, con saggio di Harold Bloom, illustrazioni di Rockwell Kent, collana Classici BUR deluxe, Milano, 2015,

Testi critici[modifica | modifica wikitesto]

  • Rotte di lettura attorno a "Moby Dick", Genova, Marietti-Teatro di Genova, 1992.
  • Bianchi, Ruggero, Invito alla lettura di Melville, Milano, Mursia, 1997.
  • Perosa, Sergio (a cura di), Le traduzioni italiane di Herman Melville e Gertrude Stein, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, 1997.
  • Stella, Maria, Cesare Pavese traduttore, Roma, Bulzoni, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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