Mnemiopsis leidyi

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Noce di mare
Mnemiopsis leidyi - Oslofjord, Norway.jpg
Mnemiopsis leidyi
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Radiata
Phylum Ctenophora
Classe Tentaculata
Ordine Lobata
Famiglia Bolinopsidae
Genere Mnemiopsis
Agassiz, 1860
Specie M. leidyi
Nomenclatura binomiale
Mnemiopsis leidyi
A. Agassiz, 1865
Serie tipo
Mnemiopsis gardeni
Agassiz, 1860
Sinonimi

Mnemiopsis gardeni
Agassiz, 1860
Mnemiopsis mccradyi
Mayer, 1900

La Noce di mare (Mnemiopsis leidyi A. Agassiz, 1865) è uno ctenoforo appartenente alla famiglia Bolinopsidae. Al genere Mnemiopsis Agassiz, 1860 appartengono altre due specie: la M. gardeni e la M. mccradyi, con un'area di distribuzione diversa; l'opinione più accreditata è però che le tre specie siano forme zoologiche diverse della M. leidyi anche se mostrano un certo polimorfismo dovuto agli adattamenti ambientali[1][2][3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Mnemiopsis viene facilmente scambiata per una medusa per via della sua trasparenza, ma è lontano dall'esserlo.

Il corpo trasparente ed ovale presenta sei lobi, di cui due sono evidenti a prima vista (ogni grosso lobo si alterna con due piccoli), sui quali sono disposte delle fila di pettini ciliati; due fila per ogni grosso lobo ed una sola per ogni lobo piccoli. Questi cigli brillano di una luce blu-verde quando vengono stimolati dalla luce o dal contatto. Usa i suoi numerosi tentacoli per nutrirsi, essi però, a differenza dei cnidari, non sono urticanti per l'uomo: sono colloblasti adesivi che non emettono nessuna tossina che sono disposti lungo due lunghi e fini tentacoli che fluttuano nell’acqua[4]. L'intero corpo è costituito al 97% da acqua ed ha dimensioni ridotte: misura circa 7–12 centimetri di lungo per 2,5 cm di largo.

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

È una specie originaria dell'Atlantico introdotta con l'acqua di zavorra delle navi cisterna nel Mar Nero[5], nel Baltico[2][6] e nel Caspio. Con il tempo ha colonizzato anche altri mari fino a raggiungere anche il Mediterraneo orientale[7][8].

Vive nelle acque poco profonde ed eutrofizzate. Le specie sono molto tolleranti ai cambiamenti ambientali (sono eurialine e euriterme) e di conseguenza molto resistenti: si possono sviluppare sia in estuari del mar Baltico che in acque calde e povere in ossigeno.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

La Mnemiopsis è un animale carnivoro che si nutre di zooplancton, tra cui anche i crostacei ed altri ctenofori, oltre a larve ed uova di pesce[6]. I suoi predatori sono in genere vertebrati, fra i quali pesci ed uccelli, ma anche altro zooplancton, come le specie di Beroe o diverse meduse Scyphozoa.

Il successo ecologico della M. leidyi è dovuto alla sua capacità di utilizzare le sue ciglia per generare una corrente che trascina grandi volumi d'acqua per essere filtrati, senza che le sue prede possano notarlo[9]. Questa "predazione furtiva" fa della Mnemiopsis un predatore generalista molto efficace, che cattura una vastissima gamma di prede microplantoniche (ossia di circa 50 μm), dei copepodi (+/- 1 mm) e delle larve di pesci (fino a 3 mm o più)[9]. L'efficacità e la polivalenza di questo meccanismo rende la M. leidyi una specie distruttrice e molto invadente quando non controllata dai suoi predatori.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

È ermafrodito, quindi capace di auto-fertilizzarsi. Le gonadi contengono gli ovari, mentre grappoli di spermatofori sono presenti nel gastroderma. La fecondazione avviene esternamente, di notte, con le uova e gli spermatofori rilasciati nella colonna d'acqua. Le uova rilasciate sviluppano rapidamente uno strato esterno spesso dopo aver toccato l'acqua salata. In tal modo, possono essere prodotti da un esemplare adulto anche 10 mila uova in aree dove le prede sono abbondanti. Le Mnemiopsis sono fertili appena raggiungono una dimensione di circa 15 mm.

Pericolosità[modifica | modifica wikitesto]

La Mnemiopsis stata inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo.

I danni sono dovuti alla sua prolificità e al suo regime alimentare a base di zooplancton. Si è calcolato, ad esempio, che la sua presenza è all'origine del calo del 80% del zooplancton del mar Caspio[10][8]. Forti ripercussioni sull'ambiente e sull'economia ha avuto la sua introduzione nel mar Nero. In altri mari il suo impatto è stato importante, anche se minore, probabilmente a causa della presenza di predatori o di altri planctofagi. La dannosità deriva dalle conseguenze del suo sviluppo (si adatta molto facilmente ai nuovi ambienti, sopportando ampie variazioni di temperatura), poiché la diminuzione di zooplancton riduce direttamente[11] o indirettamente[12] le popolazioni ittiche locali[4].

Il caso del mar Nero[modifica | modifica wikitesto]

Nel mar Nero è stata introdotta negli anni '80, mentre era presente in quelle acque una sola specie di ctenofori, la Pleurobrachia pileus; la prima registrazione della M. leidyi nel mar Nero data del 1982[13]. L'invasione della M. leidyi è probabilmente iniziata grazie all'involontario trasporto nelle acque di zavorra delle navi mercantili.

Nel 1989, la popolazione nel mar Nero avera raggiunto livelli altissimi con circa 400 esemplari per m³ d'acqua[14]. Negli anni seguenti, a causa dell'intenso consumo delle fonti di cibo, la popolazione si è ridotta. Nel mar Nero, le M. leidyi si nutrono di uova e larve di pesci pelagici, riducendone fortemente la popolazione, con pesanti effetti sul commercio locale delle acciughe Engraulis encrasicholus che tra l'altro competono per le stesse risorse alimentari[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Seravin L.N., The systematic revision of the genus Mnemiopsis (Ctenophora, Lobata) II: Species attribution of Mnemiopsis from the Black Sea and the species composition of the genus Mnemiopsis. in Zoologičeskij žurnal, vol. 73, nº 11, 1994, pp. 19-34.
  2. ^ a b (EN) Hans G. Hansson, Ctenophores of the Baltic and adjacent Seas - the invader Mnemiopsis is here! (PDF) in Aquatic Invasions, vol. 1, nº 4, 2006, DOI:10.3391/ai.2006.1.4.16.
  3. ^ (EN) Bayha KM, McDonald JH, Gaffney PM, Molecular systematics of the invasive Ctenophore Mnemiopsis sp. in Proceedings of The Third International Conference on Marine Bioinvasions, La Jolla, California, University of Delaware, 2003.
  4. ^ a b È arrivato lo ctenoforo Mnemiopsis leidyi su www.reefcheckitalia.it. URL consultato il 2015-05-26.
  5. ^ (EN) Vinogradov, M.E., Shushkina, E.A., Musaeva, E.I., Sorokin, Yu.P., Ctenophore Mnemiopsis leidyii (A. Agassiz) (Ctenophora: Lobata) – a newly introduced species in the Black Sea in Okeanologiya, vol. 29, nº 2, 1989, pp. 293-299.
  6. ^ a b (EN) Kube, S., Postel L., Honnef C., Augustin, C. B., Mnemiopsis leidyi in the Baltic Sea - distribution and overwintering between autumn 2006 and spring 2007 (PDF) in Aquatic Invasions, vol. 2, nº 2, 2007, pp. 137–145. URL consultato il 26 maggio 2015.
  7. ^ La noce di mare sul litorale Toscano — ARPAT - Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana
  8. ^ a b (EN) Shiganova, T.A., Mirzoyan, Z.A., Studenikina, E.A., Volovik, S.P., Siokou-Frangou, I., Zervoudaki, S., Christou, E.D., Skirta, A.Y., Dumont, H.J., Population development of the invader ctenophore Mnemiopsis leidyi in the Black Sea and other seas of the Mediterranean basin in Marine Biology, vol. 139, 2001, pp. 431-445.
  9. ^ a b Sean P. Colin, John H. Costello, Lars J. Hansson, John O. Dabiri, Stealth predation and the predatory success of the invasive ctenophore Mnemiopsis leidyi (abstract) in PNAS, vol. 170, nº 40, 2010, pp. 17223-17227, DOI:10.1073/pnas.1003170107. URL consultato il 26 maggio 2015.
  10. ^ (EN) Ivanov, V.P., Kamakin, A.M., Ushivtsev, V.B., Shiganova, T.A., Zhukova, O.P., Aladin, N.V., Wilson, S.I., Harbison, G.R., Dumont, H.J., Invasion of the Caspian Sea by the comb jellyfish Mnemiopsis leidyi (Ctenophora) in Biological Invasions, vol. 2, 2000, pp. 255-258.
  11. ^ La noce di mare preda anche le uova di pesci.
  12. ^ La sua dieta riduce il cibo disponibile per le altre specie, influenzando la distribuzione della piramide alimentare.
  13. ^ (EN) Zaika V. Ye., Sergeyeva N. G., Morphology and development of Mnemiopsis mccradyi (Ctenophora, Lobata) in the Black Sea in Zoologicheskiy Zhurnal, vol. 69, nº 2, 1990, pp. 5–11.
  14. ^ a b (EN) Kube S., Postel L., Honnef C., Augustin C. B., Mnemiopsis leidyi in the Baltic Sea - distribution and overwintering between autumn 2006 and spring 2007 (PDF) in Aquatic Invasions, vol. 2, nº 2, 2007, pp. 137–145, DOI:10.3391/ai.2007.2.2.9.

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