Misure di sicurezza

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Le misure di sicurezza sono provvedimenti previsti dai vari sistemi penali, adottate per finalità terapeutiche, rieducative e risocializzanti delle persone ritenute socialmente pericolose.

Può essere promossa l'educazione o la cura a seconda delle esigenze al fine di neutralizzare la pericolosità del soggetto. Vanno distinte dalla pena (che ha una funzione retributiva[non chiaro] quando il soggetto è condannato ed è proporzionata al reato commesso).

Misure di sicurezza nell'ordinamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

Le misure di sicurezza possono essere rinnovate ad intervallo di sei mesi, a seguito di una valutazione in cui emerge che la pericolosità permane. Si può applicare la misura di sicurezza a qualsiasi soggetto che, anche se non punibile o non imputabile, abbia commesso un delitto o un quasi delitto (artt. 49 e 115 codice penale). Il soggetto è socialmente pericoloso perché si ritiene probabile che commetta altri reati.

Le misure di sicurezza possono applicarsi solo se la legge lo prevede nella singola fattispecie di reato. È il giudice, dove previsto, a valutare se sussiste la pericolosità sociale del reo. Il giudice valuta la pericolosità sociale attenendosi ai criteri stabiliti dall'articolo 133 codice penale, valutando quindi elementi oggettivi e soggettivi del reato e del reo ovvero la gravità, i mezzi e le modalità del reato commesso e la capacità a delinquere del reo (carattere, precedenti penali, condotta di vita).

È tuttavia prevista anche la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, definita anche come misura di prevenzione, che è applicata dal Tribunale penale ordinario, su proposta dell'autorità di Pubblica Sicurezza, a persone che, benché non siano condannate per nessun reato, sono sospettate di vivere di proventi illeciti, non potendo dimostrare di avere fonti di reddito dimostrabili ovvero di essere in contatto con la criminalità organizzata.

Condizioni e termini[modifica | modifica wikitesto]

Le misure di sicurezza (esclusa la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, definita anche come misura di prevenzione) si applicano soltanto se si verificano due condizioni, ovvero l'esistenza di un reato commesso e della pericolosità del reo. La prima condizione può subire una deroga eccezionale soltanto nel caso del delitto impossibile e dell'accordo o istigazione senza commissione (semi-reati).

La legge n. 81/2014, che ha convertito il D.L. n. 52/2014, ha stabilito che: “le misure di sicurezza detentive provvisorie o definitive, compreso il ricovero nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, non possono durare oltre il tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, avuto riguardo alla previsione edittale massima”. In passato le misure di sicurezza erano state oggetto di numerose critiche, poichè il legislatore non aveva previsto una durata massima e la misura poteva estendersi sino alla morte del soggetto. La durata della misura di sicurezza è comunque 'relativa', il magistrato di sorveglianza è tenuto a controllare periodicamente il reo (art. 208 c.p.) per verificare se persista la pericolositá sociale.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Le misure di sicurezza si dividono in:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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