Mirza Shafi Vazeh

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Mirza Shafi Vazeh

Mirza Shafi Vazeh (in lingua azera Mirzə Şəfi Vazeh e in lingua persiana میرزا شفیع واضح; Gäncä, 1796Tbilisi, 1852) è stato un poeta azero, noto anche come "il saggio di Gäncä", classico bilingue in azero e persiano,[1] che continuò le tradizioni classiche della poesia azera del XIV secolo e i suoi versi furono tradotti in quasi tutte le lingue europee.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo nonno Muhammed Shafi era un nobile di Gäncä e suo padre, Kerbelayi Sadykh, un architetto al palazzo di Javad Khan, l'ultimo regnate di Gäncä. Il giovane Shafi ebbe la sua prima istruzione alla madrasa, dove studiò arabo e persiano. Vazeh interruppe gli studi alla madrasa dopo la morte dei suoi genitori e di suo fratello, e per la sua posizione audace contro l'ignoranza e l'arretratezza del clero. Iniziò a lavorare come calligrafo usando le sue eccezionali abilità di scrittura per trascrivere libri e, successivamente, divenne segretario e custode del patrimonio nella casa di Pusta-khanum, figlia di Javad Khan.

Nel 1840 si trasferì a Tbilisi dove, con l'aiuto del suo ex allievo Mirzə Fətəli Axundov, ottenne la posizione di professore in una scuola di ragazzi. A Tbilisi, Vazeh si dedicò sempre più alla letteratura. Nel 1844 fondò la società letteraria Divan-i Hikmet che raccolse molti intellettuali azeri, russi e stranieri che vivevano a Tbilisi.

Monumento a Mirza Shafi Vazeh a Tbilisi

Tra i membri di questa società c'era Friedrich von Bodenstedt, un poeta e viaggiatore tedesco, che divenne amico di Vazeh e studente di lingua e letteratura azera e persiana. Vazeh raramente mise i suoi versi in forma scritta, a causa dell'alto costo delle penne, della carta e dell'inchiostro e i suoi amici trascrissero la maggior parte delle sue opere durante i loro incontri. Von Bodenstedt fu uno degli scribi e tradusse le poesie di Vazeh in tedesco, al suo ritorno in Germania. Il suo primo libro su Shafi era intitolato Mille e un giorno in Oriente.[2][3] Questo conteneva il racconto del soggiorno di Bodenstedt in Asia e diverse delle poesie di Shafi. L'editore gli chiese di separare le poesie dal racconto e nel 1851 queste vennero pubblicate in un libro dal titolo Die Lieder des Mirza Schaffy (Le canzoni di Mirza Shafi),[4] che conteneva molte altre poesie.[2] Il libro venne tradotto in inglese da Elsa d'Esterre-Keeling nel 1880 diventando molto popolare e poi ripubblicato e tradotto in altre lingue europee. Tuttavia, dopo la morte di Vazeh, nel 1852, Bodenstedt negò che l'autore fosse stato Vazeh, sostenendo che i versi erano suoi e li aveva presentati come appartenenti a Vazeh per aggiungere un'aria esotica al libro e aumentarne la popolarità. Mentre la verità di questa affermazione è difficile da determinare perché in Germania non sono stati trovati manoscritti originali di Shafi,[5] non c'è dubbio che le sue poesie siano state distorte e aggiunte alla traduzione. Solo alcuni manoscritti originali sono sopravvissuti fino ad oggi in Azerbaigian. Due sono stati trovati nel 1964.[6]

I versi di Vazeh, che sono stati tradotti e pubblicati in tutta Europa nel XIX secolo, hanno avuto attenzione in Azerbaigian solo all'inizio del XX secolo. I filologi azeri, S. Mumtaz e H. Hamidzade, hanno svolto un ruolo fondamentale nella raccolta e nella pubblicazione dei versi originali di Vazeh che erano giunti al loro tempo. Nella sua poesia, Vazeh glorifica le gioie della vita, la saggezza e la bontà dell'uomo. Egli fu anche critico del clero e accusato di essere un apostata.[6]

La ricerca degli scritti di Shafi non è ancora completa e continua in Azerbaigian fino ad oggi.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ HAMID ALGAR, ḎU'L-LESĀNAYN , "possessor of two tongues"; epithet often bestowed upon bilingual poets., in Encyclopædia Iranica. URL consultato il 1º maggio 2011.
  2. ^ a b "The Songs of Mirza-Schaffy" (1876) Lippincott's Magazine, Vol.17 pp.367–375
  3. ^ Friedrich von Bodenstedt, Richard Waddington (traduttori) (1851) The Morning-Land; or, A Thousand and One Days in the East, Richard Bentley, London
  4. ^ Die Lieder des Mirza-Schaffy (1851) tradotte da Friedrich Bodenstedt (tedesco)
  5. ^ a b mirzeshefivazeh.org en.mirzeshefivazeh.org, su en.mirzeshefivazeh.org. URL consultato il 28 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. ^ a b Alboma Qayıt (June 4, 2014) "Mirzə Şəfi Vazeh/Mirza Shafi Vazeh adlı birinin Şəkilləri", Facebook

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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