Mirella Izzo

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Mirella Izzo (Genova, 23 aprile 1959) è un'attivista italiana, considerata tra i personaggi di riferimento del panorama transessuale italiano. Impegnata nella tutela dei diritti civili e umani delle persone transessuali, anche a livello politico, è fondatrice di Crisalide AzioneTrans ONLUS, che presiedette dal 1999 al 2006. Essa stessa transessuale, si autodefinisce «pansessuale» e «lesbica»[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mirella Izzo è nata a Genova nel 1959. Fin dall'infanzia avvertì un costante disagio rispetto al genere di nascita - aumentato a causa della precoce mascolinizzazione dovuta a trattamenti con steroidi anabolizzanti - e da difficoltà di relazione con gli altri bambini maschi, accompagnata a fantasie sessuali fin dall'età di sei anni[2].

Non sapendo comprendere l'origine del proprio disagio, sperimentò molte situazioni spesso estreme: a 14 anni iniziò a militare nel movimento anarchico e visse in prima fila il cosiddetto Movimento del '77 e fumò per la prima volta la cannabis[2]; progettò anche di abbandonare la famiglia per vivere in un appartamento in comune con gli amici[2].

Intorno ai 15-16 anni sperimentò l'LSD e aderì al movimento underground italiano Re Nudo; a 17 anni conobbe il maestro spirituale Osho e prese il sannyas diventando un cosiddetto Arancione. Fu impedita a recarsi in India per trovare il maestro a causa della sua minore età[2].

Ancora minorenne conobbe una transessuale dalla quale fu iniziata alla sessualità, sia attiva che passiva[2]; a 20 anni ebbe il suo primo rapporto eterosessuale completo[2].

A causa della forte conflittualità nella sua sfera sessuale fin dall'età di 17 anni aveva assunto psicofarmaci contro l'esaurimento nervoso; uno di essi, a base di sulpiride, normalmente indicato alle donne, gli provocò una ginecomastia (anomalo sviluppo delle mammelle in un corpo maschile)[2]. Le conflittualità cessarono dopo il matrimonio, avvenuto a 26 anni: questo, giunto al termine di una psicoterapia durata circa un anno, ebbe come risultato l'abbandono dei farmaci e la fine dello stato di esaurimento[2].

Il matrimonio in sé, comunque, si rivelò fallimentare per via dei differenti background culturali della coppia: sua moglie era infatti rigidamente cattolica, e la sua personalità mal si conciliava con la propria, sempre desiderosa di sperimentare nuove situazioni[2].

I primi "indizi" di transessualismo furono anche quelli che segnarono la fine del matrimonio: preceduti da travestitismo e fantasie femminili, quando si manifestarno appieno portarono alla separazione e alla perdita di tutti gli amici[2]; dopo un decennio in cui la sua sessualità fu più o meno rimossa e caratterizzato da frequentazioni eterosessuali, nel 1998 giunse la definitiva presa di coscienza e l'inizio del cammino di transizione dal sesso maschile a quello femminile[2]. Questo comportò problemi sia in famiglia che sul lavoro (all'epoca era dipendente delle Poste), ambiente nel quale fu costretta a subìre mobbing per circa un triennio[2].

Nel 1999, nel pieno della terapia ormonale per la transizione, fondò l'associazione Crisalide AzioneTrans come circolo genovese di ArciTrans[2]; cofondatore fu Matteo Manetti, a sua volta in transizione da donna a uomo.

Manifestazione di Crisalide AzioneTrans durante il Gay pride 2004 a Milano

Mirella Izzo rivendica di essere stata la prima a portare in Italia il sostantivo transfobia (dall'inglese Transphobia[3]) nel 2005, nell'intento di introdurre un termine che sottolineasse caratteristiche, analogie e differenze rispetto al più diffuso "omofobia"[4].

Vari sono stati gli atti intrapresi da Mirella Izzo come presidente di Crisalide: tra i primi in ordine di tempo figura la proposta (maggio 2000) di detassazione delle pratiche legali per la rettifica anagrafica e sessuale. La proposta fu accolta dal deputato Maura Cossutta che intraprese l'iter legislativo per farla diventare legge, successivamente approvata alla fine dell'anno tramite decreto presidenziale[5].

Nel 2005, successivamente all'approvazione della Gender Recognition Act, legge britannica che consente la modifica di nome proprio e indicativo di genere a prescindere da interventi chirurgici genitali, lanciò a tutte le associazioni GLBT italiane un appello pubblico[6] ad abbandonare l'istanza della cosiddetta "piccola soluzione"[6] che, a imitazione di una vecchia legge tedesca, permette il solo cambio di nome e non di genere in assenza di intervento chirurgico sui genitali, e di abbracciare l'istanza di una legge all'inglese anche per l'Italia.

Nel 2006, in seguito a diagnosi di fibromialgia, si dimise dalla carica di presidente di Crisalide, mantenendo però quella di presidente onoraria. A causa di ciò chiese anche la messa in quiescenza dal lavoro per cause invalidanti.

Più recentemente ha caldeggiato la riforma degli standard diagnostici (psichici e fisici) cui sono sottoposte le persone transessuali, in gran parte ritagliati sulle indicazioni di un'organizzazione privata, l'ONIG (Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere): Izzo contesta l'uso abusivo e discriminatorio della psicoterapia, da lei definita «coatta» imposta nei confronti di persone transessuali[7], contrariamente ai dettami della moderna psicologia, in quanto, tra l'altro, prolungando di un tempo non quantificabile il percorso diagnostico, è fonte di inutili e spesso insostenibili esborsi economici[7].

A gennaio 2010 si è fatta promotrice della nascita di Crisalide Pangender, associazione nata sulle ceneri di Crisalide AzioneTrans, sciolta formalmente il 1º dicembre 2009; la nuova associazione, riprendendo e ampliando le tematiche della defunta AzioneTrans, indende in primo luogo combattere qualsiasi stereotipo di genere e sessuale, sia sul piano culturale che quello legislativo[8].

Attività culturale[modifica | modifica wikitesto]

Di orientamento sessuale dichiaratamente lesbica, Mirella Izzo ha affrontato tale apparente contraddizione in vari articoli, tendenti a rimarcare la differenza tra identità di genere e orientamento sessuale. La tematica fu da lei trattata poco dopo il suo percorso di transizione, nel 2001, e in seguito ampliata[9], anche a spiegazione del fatto che molte persone transessuali, come capitò a lei prima della transizione di genere, provassero attrazione per persone del sesso biologico opposto al proprio. Più recentemente, il tema è stato ripreso in Translesbismo (2009).

Un altro tema trattato in maniera estensiva è il cosiddetto "transfemminismo", declinato come opposizione al maschilismo di matrice giudeo-cristiana, che vede nell'espressione femminile un motivo di vergogna e isolamento, e che colpisce anche coloro, donne o transgender, che tradiscono il modello femminile a misura dell'uomo[10].

A latere di tale attività, ha curato anche la redazione di libri, articoli per la stampa (sul quotidiano Liberazione) e la rubrica La posta di Mirella per il sito web di GAY.tv[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mirella Izzo, in GAY.tv. URL consultato l'8 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2011).
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Autobiografia 1959 - 1999, in mirellaizzo.it. URL consultato l'8 aprile 2010.
  3. ^ (EN) Trans Accessibility Project: Transphobia In The Women's Movement, in Queen's Human Right Office. URL consultato l'8 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2010).
  4. ^ Omofobia e transfobia: due parole diverse per due significati diversi per due origini diverse ma con un unico risultato: l'odio ed il pregiudizio, su crisalide-azionetrans.it. URL consultato l'8 aprile 2010.
  5. ^ Dpr 3/11/2000, n. 396: Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127, su gazzette.comune.jesi.an.it, pp. articolo 95. URL consultato l'8 aprile 2010.
  6. ^ a b Necessario un cambio di strategia e obiettivi sulla tutela della privacy e sulla legge per il cambiamento anagrafico del genere sessuale: piccola soluzione? È troppo piccola per noi... troppo piccolina, su crisalide-azionetrans.it. URL consultato l'8 aprile 2010.
  7. ^ a b L'ONIG ci ripensa?, su mirellaizzo.blogspot.com.
  8. ^ Statuto di Crisalide Pangender, art. 2 (PDF) [collegamento interrotto], su pangender.it. URL consultato l'8 aprile 2010.
  9. ^ L'omosessualità transgender: un sommerso che emerge, su blogs.myspace.com. URL consultato l'8 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2009).
  10. ^ Il Medioevo prossimo venturo nei sogni della Chiesa cattolica: il maschilismo sconfitto dal movimento di liberazione delle donne cerca di rifarsi su gay, lesbiche e transessuali [collegamento interrotto], su azionetrans.it. URL consultato l'8 aprile 2010.
  11. ^ La posta di Mirella : Quando una legge per le persone trans? [collegamento interrotto], su gay.tv. URL consultato l'8 aprile 2010.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]