Miracolo eucaristico di Offida

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di Sant'Agostino a Offida, dove si trovano le reliquie del miracolo eucaristico

Il miracolo eucaristico di Offìda secondo la tradizione sarebbe avvenuto nel 1273 nella città di Lanciano (località oggi nota per il più antico miracolo eucaristico che sarebbe avvenuto nell'VIII secolo): una donna, su invito di una fattucchiera cui si era rivolta, gettò un'ostia consacrata sul fuoco, ma la particola si sarebbe trasformata in carne, da cui sarebbe sgorgato sangue abbondante; le reliquie sono ancora visibili nel santuario di Sant'Agostino di Offida.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Foto del centro storico di Lanciano, città dove si compì il miracolo eucaristico

Secondo la tradizione, i fatti avvennero nel 1273, in una stalla del quartiere di Colle Erminio a Lanciano (o anche rione Lancianovecchio): una donna chiamata Ricciarella, volendo riconquistare l'amore del marito, il mercante Giacomo Stasio, si rivolse ad una fattucchiera (secondo delle versioni una ebrea), che le consigliò di preparare una pozione cuocendo sul fuoco un'ostia consacrata che avrebbe preso alla Santa Messa dalla vicina chiesa di Sant'Agostino. Ricciarella nascose l'ostia presa durante la messa; giunta nella stalla di casa sua, mise un coppo sul fuoco e vi pose dentro l'ostia che, improvvisamente, si sarebbe tramutata in carne e avrebbe cominciato a grondare sangue. La donna, terrorizzata, nascose tutto sotto un cumulo di paglia della stalla e corse a casa.

Interno della cappella di Santa Croce a Lanciano (via dei Frentani), costruita sopra la stalla del miracolo avvenuto. Presso l'altare l'ostensorio con parti dell'ostia bruciata, consegnata a Lanciano nel 2003

Tuttavia Ricciarella non riuscì a tenere il segreto a lungo: allarmata anche da strani presagi (pare che il cavallo del marito rifiutasse di entrare nella stalla e si inginocchiasse sulla soglia, come riportato in una tela devozionale conservata nel museo civico diocesano), dopo pochi giorni confessò tutto al priore del convento agostiniano di Lanciano, fra Giacomo Diotallevi, che portò le reliquie in chiesa. Recatosi ad Offida nel 1280, portò con sé le reliquie, che attualmente si trovano in parte a Lanciano (restituite nel 2003) e in parte nel santuario di Sant'Agostino ad Offida, custodite in un'artistica croce d'argento dorato, appositamente realizzata da un orafo veneziano nel XIV secolo. Papa Bonifacio VIII confermò il possesso delle reliquie alla chiesa di Offida. Tuttora, nella cittadina marchigiana, si commemora l'evento ogni 3 maggio con una grande festa religiosa.

Cappella della Santa Croce del Miracolo a Lanciano[modifica | modifica wikitesto]

Nel luogo dove era situata la stalla di Ricciarella a Lanciano, fu costruita una cappella, dedicata alla Santa Croce, tuttora esistente e visitabile in via dei Frentani. La chiesa risale al 1583 ed è composta da un piccolo edificio attaccato agli altri palazzi rinascimentali del rione Lancianovecchia: possiede facciata semplice con finestrone e portale in pietra, con elementi classici nell'architrave e nei capitelli in stile greco. Il campanile a vela collega in un arco la chiesa a un palazzo, e funge da ingresso a un vicolo che porta al ghetto ebraico di San Lorenzo.

L'interno a navata unica con altare centrale, ha alcuni dipinti barocchi raffiguranti il miracolo "de lu Frijacrìste" (come è detto in dialetto) e l'altare centrale con l'ostensorio delle reliquie e un quadro con Sant'Agostino.

In questo luogo sono stati riportati alcuni frammenti delle Sacre Reliquie, precisamente nel 2003. Una vasta documentazione è riportata nel retro cappella, dietro l'altare, stanza voltata a crociera, con privilegi, bolle papali e vescovili, e ricognizuoni di storici e scienziati.

Testimonianze[modifica | modifica wikitesto]

Tra i documenti che testimoniano l'evento, si conservano le bolle redatte da alcuni papi: Bonifacio VIII, Giulio II, Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, Paolo IV, Pio IX, i quali concessero anche indulgenze particolari. Tra i doni votivi, ci sono anche due anelli pontifici, donati dai papi Pio II e Paolo II.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raffaele Iaria, I miracoli eucaristici in Italia, Edizioni Paoline, 2005, pag. 55

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Carducci, Il miracolo eucaristico di Offida e il santuario, Grafiche Angelini, Ascoli Piceno, 1995
  • Sergio Meloni e Istituto San Clemente I Papa e Martire, I miracoli eucaristici e le radici cristiane dell'Europa, ESD Edizioni Studio Domenicano, 2007
  • Catalogo della Mostra internazionale "I MIRACOLI EUCARISTICI NEL MONDO", Prefazione del cardinale Angelo Comastri, Edizioni San Clemente, 2006
  • Renzo Allegri, Il sangue di Dio. Storia dei miracoli eucaristici, Ancora Editrice, 2005
  • Raffaele Iaria, I miracoli eucaristici in Italia, Edizioni Paoline, 2005
  • Nicola Nasuti, L'Italia dei prodigi eucaristici, Edizioni Cantagalli, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cattolicesimo Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cattolicesimo