Mio fratello è figlio unico (album)

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Mio fratello è figlio unico
ArtistaRino Gaetano
Tipo albumStudio
Pubblicazione1976
Durata28:08
Dischi1
Tracce8
GenereRock
Pop
EtichettaIt
RegistrazioneRoma
FormatiLP
Rino Gaetano - cronologia
Album precedente
(1974)
Album successivo
(1977)
Singoli

Mio fratello è figlio unico è il secondo album in studio del cantautore italiano Rino Gaetano, pubblicato nel 1976 dalla It.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione originale dell'album non erano presenti i testi delle canzoni, ma soltanto uno dei singolari monologhi che Gaetano era solito scrivere sui suoi dischi. Il titolo dell'album esprime il disagio e la quasi emarginazione di chi negli anni settanta si comportava "normalmente".

L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 14[1].

Tra i brani contenuti vi sono Berta filava e l'omonimo Mio fratello è figlio unico, tra le più note del cantautore crotonese. Il secondo brano, inoltre, fu utilizzato come colonna sonora del film italiano del 2004 Lavorare con lentezza del regista Guido Chiesa, oltre ad aver ispirato il titolo del film omonimo del 2007 di Daniele Luchetti, con Elio Germano e Riccardo Scamarcio.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Rino Gaetano.

  1. Mio fratello è figlio unico – 3:16
  2. Sfiorivano le viole – 4:58
  3. Glu glu – 2:34
  4. Cogli la mia rosa d'amore – 4:02
  5. Berta filava – 3:40
  6. Rosita – 3:51
  7. Al compleanno della zia Rosina – 3:48
  8. La zappa... il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga – 4:30

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone omonima, inserita nell'album tributo E cantava le canzoni, è stata rivisitata dal gruppo rock Afterhours, alla fine degli anni novanta.
  • La canzone che dà il titolo all'album è stata suonata anche dai Ministri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rolling Stone: e siamo al numero 100!, Rolling Stone Italia, 30 gennaio 2012. URL consultato il 1º luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2014).

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