Mio fratello è figlio unico (album)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Mio fratello è figlio unico perché non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato, non ha mai pagato per fare l'amore e non ha mai vinto un premio aziendale »
(Rino Gaetano - Mio fratello è figlio unico)
Mio fratello è figlio unico
Artista Rino Gaetano
Tipo album Studio
Pubblicazione 1976
Durata 28 min : 08 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere Rock
Pop
Etichetta IT ZSLT 70029
Registrazione Roma
Rino Gaetano - cronologia
Album precedente
(1974)
Album successivo
(1977)

Mio fratello è figlio unico è il secondo album del cantautore italiano Rino Gaetano. Tra i brani contenuti vi sono Berta filava e Mio fratello è figlio unico, tra le più note del cantautore crotonese. Mio fratello è figlio unico seguì l'album di esordio Ingresso libero, rispetto al quale ebbe un successo decisamente superiore.

Nel 33 giri originale non erano presenti i testi delle canzoni, ma soltanto uno dei singolari monologhi che Gaetano era solito scrivere sui suoi dischi. Il titolo dell'album esprime il disagio e la quasi emarginazione di chi negli anni settanta si comportava "normalmente".

La prima traccia del disco è stata utilizzata anche come colonna sonora del film italiano del 2004 Lavorare con lentezza del regista Guido Chiesa, mentre il titolo dell'album ha ispirato il titolo di un altro film del 2007 di Daniele Luchetti, con Elio Germano e Riccardo Scamarcio.

L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 14.[1]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Rino Gaetano.

  1. Mio fratello è figlio unico – 3:17
  2. Sfiorivano le viole – 4:58
  3. Glu glu – 2:34
  4. Cogli la mia rosa d'amore – 4:02
  5. Berta filava – 3:40
  6. Rosita – 3:51
  7. Al compleanno della zia Rosina – 3:48
  8. La zappa… il tridente, il rastrello, la forca, l'aratro, il falcetto, il crivello, la vanga – 4:30

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Rino Gaetano - voce
  • Gaio Chiocchio - sitar
  • Arturo Stalteri - pianoforte, organo, clavicembalo, eminent, moog
  • Massimo Buzzi - batteria, aggeggi, tumbe
  • Luciano Ciccaglioni - chitarra, banjo, mandolino
  • Piero Ricci - basso
  • Tony Formichella - sassofono tenore
  • Rodolfo Bianchi - sassofono soprano, sassofono tenore
  • Michelangelo Piazza - cori
  • Baba Yaga - cori

Cover[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone omonima, inserita nell'album tributo E cantava le canzoni, è stata rivisitata dal gruppo rock degli Afterhours, che nell'occasione incidono per la prima volta in lingua italiana.
  • La canzone che dà il titolo all'album è stata suonata anche dai Ministri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica