Mio caro assassino

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Mio caro assassino
Mio caro assassino.omicidio Patty Shepard.jpg
Patty Shepard in una scena
Paese di produzioneItalia, Spagna
Anno1972
Durata105 min
Generegiallo, noir
RegiaTonino Valerii
SoggettoRoberto Leoni,
Franco Bucceri
SceneggiaturaTonino Valerii,
Roberto Leoni,
Franco Bucceri,
José Gutiérrez Maesso
ProduttoreRoberto Cocco
FotografiaManuel Rojas
MontaggioFranco Fraticelli
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaClaudio Cinini,
Francesco Canet
CostumiFiorenzo Senese
TruccoVittorio Biseo
Interpreti e personaggi

« C'era una volta una bambina, e ogni bambino che muore, è come se morisse l'ultimo fiore del mondo »

(L'investigatore Luca Peretti, durante la ricostruzione dei fatti)

Mio caro assassino è un film del 1972 diretto da Tonino Valerii.

Negli USA è uscito con il titolo My Dear Killer.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il commissario di polizia Luca Peretti decide d'indagare su un caso che ritiene sospetto: un investigatore assicurativo viene ritrovato con la testa mozzata da una ruspa e, subito dopo, l'operaio addetto all'uso della ruspa impiccato. La polizia pensa a un omicidio colposo seguito dal suicidio per sensi di colpa, ma Peretti scopre, grazie a un particolare indizio, che l'operaio è stato ucciso da qualcuno. Scopre, indagando, che l'investigatore stava indagando sul caso Moroni, un vecchio caso di rapimento e omicidio: anni prima Stefania, la piccola figlia d'un ricco industriale, era stata rapita e al momento di pagare il riscatto anche il padre fu rapito ed entrambi furono lasciati morire d'inedia in un bunker. L'investigatore dell'agenzia aveva scoperto qualcosa e aveva deciso di vendere le informazioni ai familiari delle due vittime.

Il commissario passa quindi a interrogare le persone collegate alla famiglia della bambina, i Moroni: la madre della bambina, affetta da alcuni problemi mentali sorti dopo la morte della figlia; la maestra dell'asilo; l'anziano zio Beniamino, molto legato alla nipotina; lo zio Oliviero, privo d'una mano a causa d'un incidente; la moglie di quest'ultimo; lo zio materno, piuttosto ricco; e il maggiordomo di famiglia. Ma l'assassino, nel timore d'essere scoperto, uccide di volta in volta le persone implicate nella vicenda, dato che neppure lui sa cosa avesse scoperto esattamente l'investigatore: prima strangola la moglie dello stesso investigatore, poi fa a pezzi con una sega circolare la maestra di Stefania e infine arriva a uccidere anche Mattia, il vecchio guardiano d'una piccola baracca vicina al luogo dell'omicidio dell'investigatore assicurativo. Giungendo nel posto dove Stefania e suo padre erano morti, Peretti capisce che, prima di morire, Stefania aveva lasciato un indizio per fare identificare il suo carceriere, forse in uno specchio. Una notte, l'assassino tenta d'uccidere un'anziana signora venuta in possesso, senza saperlo, dello specchio con l'indizio; il colpevole viene però messo in fuga dal commissario che, trovato lo specchio, scopre chi è l'assassino.

Assieme alla polizia, va con lo specchio a casa della famiglia Moroni, dove racconta la gelosia del colpevole nei confronti del padre della bambina, che ha ucciso la piccola Stefania e suo padre per poi uccidere freddamente vittime innocenti, senza sapere che in realtà era destinato al fallimento a causa proprio di quello specchio, la cosa che l'investigatore aveva scoperto. Viene quindi rivelato il dettaglio che ha fatto capire a Peretti la verità: Stefania, prima di morire, aveva disegnato sul retro dello specchio la figura del suo carceriere, rimarcandone una particolarità. Aveva infatti disegnato un uomo privo d'una mano, per indicare la menomazione dello zio Oliviero.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando la maestra di scuola di Stefania non riesce a dormire e guarda la televisione, si vedono le scene iniziali di Django, di Sergio Corbucci.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]