Minerali ferrosi

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Campione di roccia con cristalli ottaedrici di magnetite
Campione di ematite botroidale

I minerali ferrosi sono quei minerali da cui può essere estratto, tramite lavorazioni specifiche, il ferro metallico. Tra i minerali del ferro si trovano anche la pirite (FeS2), utilizzata per la produzione di zolfo e acido solforico, l'ilmenite e la goethite. Nell'industria i minerali del ferro sono utilizzati per innumerevoli applicazioni tra cui la più comune riguarda la produzione dell'acciaio.

Il ferro in natura si trova infatti solitamente sotto forma di ossidi come magnetite (Fe3O4) o ematite (Fe2O3), entrambi ossidi di ferro. I minerali ferrosi estratti dal sottosuolo vengono frantumati, lavati, e se sotto forma di polveri, compattati in mattonelle. È opinione ormai assodata che il primo tipo di ferro utilizzato dall'uomo fosse di origine meteoritica e quindi rinvenuto in natura allo stato metallico e che solamente intorno al XII secolo a.C. si sviluppò la tecnologia, necessaria per ottenere il ferro dai minerali che lo contengono attraverso processi di riscaldamento e battitura.

Produzione mondiale[modifica | modifica wikitesto]

I maggiori produttori di minerali ferrosi nel 2019[1]
Posizione Paese Produzione (milioni di tonnellate)
1 Australia Australia 919
2 Brasile Brasile 405
3 Cina Cina 351
4 India India 238
5 Russia Russia 97
6 Sudafrica Sudafrica 72
7 Ucraina Ucraina 63
8 Canada Canada 58
9 Stati Uniti Stati Uniti 46
10 Svezia Svezia 35

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