Milena Canonero

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Milena Canonero (Torino, 13 luglio 1949) è una costumista italiana che lavora per produzioni cinematografiche e teatrali.

Per il suo lavoro nell'industria cinematografica ha vinto quattro volte l'Oscar ai migliori costumi ed è stata nominata per nove volte.[1] Tra le sue collaborazioni più importanti: Stanley Kubrick, Francis Ford Coppola, Sophia Coppola, Sydney Pollack, Roman Polanski e Wes Anderson. [2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Torino, dopo aver compiuto gli studi di storia e arte del costume a Genova, si trasferisce a Londra. Nella capitale inglese ha l'opportunità di incontrare personalità del cinema e del teatro. Il suo primo lavoro sarà per uno spot pubblicitario di Hugh Hudson. Incontra Stanley Kubrick e sua moglie Christiane attraverso il giornalista Riccardo Aragno grande amico della famiglia Kubrick, e inizia a lavorare nel cinema a fianco del celebre regista.[3]

Milena lavora anche nel settore del montaggio e Kubrik le offre il primo incarico da costumista per Arancia meccanica. Per il celebre film di Kubrick la Canonero ha ideato look diventati poi iconici, come la bombetta del protagonista interpretato da Malcolm MCDowell, simbolo dell'english establishment dissacrato dalla paura e dall'inquietudine che il personaggio provocava.[4] Le affida le stesse mansioni per Barry Lyndon, per cui si aggiudica l'Oscar insieme a Ulla-Britt Søderlund. Hugh Hudson le affida i costumi di Momenti di gloria, storia di due atleti ambientata negli anni venti. Il suo lavoro aiuta il film a trascendere dall'ordinario e le regala il suo secondo Oscar.

Viene nominata all'Oscar altre cinque volte, per film come La mia Africa, Dick Tracy, Tucker - Un uomo e il suo sogno, Titus, L'intrigo della collana. [5] Nel 2007 viene premiata ancora una volta con l'Academy Award per Marie Antoinette di Sofia Coppola. Nello stesso anno lavora ai costumi per I Viceré di Roberto Faenza e Il treno per il Darjeeling di Wes Anderson. Nel 2010 collabora con Joe Johnston per Wolfman. Nel 2015 vince il quarto Academy Award per il film di Wes Anderson Grand Budapest Hotel, la sua nona nomination.[6][7] Nel 2017, al Festival di Berlino, le viene assegnato l'Orso d'oro alla carriera.

Negli anni '90 ha firmato la sua prima scenografia per il film Single white female di Barbet Schroeder. Milena Canonero ha anche lavorato nella produzione cinematografica, per alcuni film tra i quali Good morning Babilonia (1987) di Paolo e Vittorio Taviani e Naked tango (1990) di Leonard Schrader. Nel 2018 una selezione di costumi da lei disegnati per Marie Antoinette di Sophia Coppola sono stati esposti al Museo del Tessuto di Prato. [8]

Nel 2015 alcune delle sue creazioni sono state esposte a Palazzo Braschi, a Roma, nell'ambito di una mostra dedicata ai costumisti italiani.[9] Ha creato una sua linea di abbigliamento e collaborato con grandi marchi come Prada.[5] Milena Canonero ha anche curato la regia di un cortometraggio pubblicitario e di un film dedicato al costumista italiano Piero Tosi, che lei ha sempre considerato come maestro e al quale ha dedicato l'Oscar ricevuto per Gran Budapest Hotel.[10]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

È sposata dal 1980 con l'attore Marshall Bell e vive a Los Angeles.[senza fonte][11]

Estetica[modifica | modifica wikitesto]

Milena Canonero ha uno stile unico e riconoscibile, l'uso del costume non è solo a fini naturalistici, ma al contrario diventa mezzo ulteriore di espressione per il regista e i suoi personaggi. I costumi diventano loro stessi degli attori della storia, portandone agli estremi le potenzialità espressive. Questo è evidente nelle collaborazioni con i registi più particolari, come Kubrick, e più estrosi come Anderson. La sua mano si riconosce dall'attenzione quasi ossessiva ai dettagli e dall'acuto perfezionismo, ad esempio per Barry Lyndon lavorò su dei costumi originali del XVIII secolo seguendo il modello viscontiano di Piero Tosi.[12]

Sempre attenta al rispetto del contesto storiografico, la Canonero è famosa per condurre lunghe ricerche per confezionare i suoi costumi. Per i costumi premiati all'Oscar di Gran Budapest Hotel, invece, si è ispirata ai quadri di Klimt. Altra tendenza tipica della costumista italiana è quella di mischiare dettagli di diverse epoche storiche. Esempio iconico è quello delle sneakers acutamente posizionate sul set settecentesco di Marie Antoinette di Sofia Coppola, chiaro segno della volontà del film di attualizzare il personaggio della regina.[13]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Costumista[modifica | modifica wikitesto]

Costumi indossati durante le riprese del film Barry Lyndon, che ottenne nel 1976 l'Oscar ai migliori costumi

Scenografa[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 21 dicembre 2015[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Milena Canonero: «Il mio consiglio? Curiosità, passione e tenacia», su VanityFair.it, 24 novembre 2019. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  2. ^ Milena Canonero: la regina italiana dei costumi, su Inchiostro Virtuale, 25 febbraio 2017. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  3. ^ Lisa Fornaciari, Milena Canonero, una costumista da Oscar, su Quotidianpost, 23 febbraio 2015. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  4. ^ Oscar 2015: chi è Milena Canonero, su Panorama, 23 febbraio 2015. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  5. ^ a b Mattia Sheridan, Ecco chi è Milena Canonero, la signora dello stile a Hollywood, su Interris.it, 23 febbraio 2015. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  6. ^ Oscar 2015, Milena Canonero fa poker, su tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  7. ^ Un po' di Prato nella festa degli Oscar - Cronaca - il Tirreno
  8. ^ Gli affascinanti costumi di "Marie Antoinette", il film da Oscar di Sophia Coppola, su Il Tirreno, 9 febbraio 2018. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  9. ^ "I vestiti dei sogni", una mostra per celebrare l'arte dei grandi costumisti italiani, su la Repubblica, 16 gennaio 2015. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  10. ^ Milena Canonero, Orso d'oro: "Sono onorata ma qui ci dovrebbe essere Piero Tosi", su la Repubblica, 16 febbraio 2017. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  11. ^ Chi è Milena Canonero, la costumista che vince l'Oscar [FOTO], su Pourfemme, 23 febbraio 2015. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  12. ^ CANONERO, Milena in "Enciclopedia del Cinema", su www.treccani.it. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  13. ^ Milena Canonero, una vita dedicata ai costumi, su Grazia, 16 febbraio 2017. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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