Mikania

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Mikania
Starr 031108-0005 Mikania scandens.jpg
Mikania scandens
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Eupatorieae
Genere Mikania
Willd., 1803
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Eupatorieae
Sottotribù Mikaniinae
R.M. King & H. Rob., 1980

Mikania Willd., 1803 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (sottofamiglia Asteroideae, tribù Eupatorieae, sottotribù Mikaniinae). È anche l’unico genere della sottotribù Mikaniinae.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere è stato dato dal botanico, farmacista e micologo tedesco Carl Ludwig Willdenow (Berlino, 22 agosto 1765 – Berlino, 10 luglio 1812), nella pubblicazione ”Species Plantarum. Editio Quarta. Berolini [Berlin]” del 1803[2], in onore di Josef Gottfried Mikan (1743-1814), professore all’Università di Praga[3]. La sottotribù è stata definita per la prima volta dai botanici Robert Merrill King (1930-2007) e Harold Ernest Robinson (1932-) nella pubblicazione “Phytologia; Designed to Expedite Botanical. 46(7): 447 (1980)” pubblicata a New York nel 1980.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Normalmente le specie di questo genere hanno un habitus legnoso simile alla vite; in altri casi sono delle erbe (o arbusti) perenni, erette, poco ramificate e prive di rosetta basale. L’altezza di queste piante varia da 3 metri a 15 metri.[3][5][6]

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie normalmente sono opposte o disposte a spirale; sono da sessili a lungamente picciolate. La lamina ha un contorno da lineare a ampiamente ovato (possono essere anche palmate a 3 -7 nervi), la base è strettamente cordata; la consistenza è membranosa o coriacea; i margini sono interi o dentati o ondulati. Le superfici sono glabre o pubescenti (a volte anche tomentose).

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Le infiorescenze sono composte da capolini terminali sia sui cauli principali che quelli laterali. Possono essere sia cimose che corimbose che tirsoidi con capolini sessili o pedicellati. I capolini sono formati da un sub-involucro cilindrico composto da 4 squame (o brattee) sub-uguali e persistenti nel cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori tutti tubulosi[7]. Le squame sono disposte su due serie (le due copie sono dispose in modo embricato). Il ricettacolo è piatto e privo di pagliette. Diametro dell’involucro: da 1 a 4 mm.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tetra-ciclici (con quattro verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo è composto da cinque elementi).[7] Sono inoltre actinomorfi e ermafroditi. I fiori per capolino sono 4.

Sezione del fiore

Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:

* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]

I sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.

Le corolle hanno una forma ad imbuto o sono variamente campanulate; il colore è bianco oppure rosa. La superficie esterna può essere glabra oppure glandolosa; quella interna (in particolare nella gola o sui lobi) può essere papillosa. La forma dei lobi va da triangolare a strettamente oblunga.

L’androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo.[7] Le antere hanno un ampio collare e sporgono dalla gola della corolla. Le appendici apicali delle antere sono lunghe o più lunghe che larghe.

Il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[7] La base dello stilo spesso è priva di un nodo evidente, è glabra e qualche volta è papillosa. I bracci dello stilo (gli stigmi) sono strettamente lineari e non sono ampi all’apice; possono inoltre essere poco o tanto papillosi. Le linee stigmatiche sono marginali.[9]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. La forma dell’achenio è prismatica con 4 – 10; la superficie è glabra o pubescente, a volte con ghiandole punteggiate. Il carpoforo ha una forma breve-cilindrica. Il pappo è composto da numerose (da 30 a 60) setole barbate, persistenti a forma capillare con celle apicali ottuse o acute e disposte su 1 - 2 serie.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questo genere sono in prevalenza neotropicali e alcune sono pantropicali. La distribuzione quindi è prevalentemente in America (Centrale e Meridionale): zone temperato-umide e zone tropicali (bacino dell’Amazzonia). Meno di una decina sono distribuite nelle zone tropicali del Vecchio Mondo (Africa e Asia).[10]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo, se presente – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questo genere (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). La sottofamiglia Asteroideae è una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae, mentre Eupatorieae è una delle 21 tribù della sottofamiglia. La tribù Eupatorieae a sua volta è suddivisa in 17 sottotribù (Mikaniinae è una di queste).

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Il genere si compone di circa 450 specie. I caratteri più distintivi di questo gruppo sono i capolini con quattro brattee involucrali e quattro fiori, la sporgenza degli stami dalle corolle. Da un punto di vista filogenetico il genere Mikania, nell’ambito della tribù delle Eupatorieae occupa una posizione abbastanza basale (più primitiva) e sembra essere abbastanza vicino alle specie del genere Piqueria, con le quali ha in comune il basso numero di fiori per capolino.[13]

Il numero cromosomico delle specie del genere varia da 2n = 32 fino a 2n = 108.[5]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

L’entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[14]

  • Morrenia Kunze
  • Kanimia Gardner
  • Corynanthelium Kunze
  • Wikstroemia Spreng.
  • Carelia Juss. ex Cav.
  • Catophyllum Pohl ex Baker
  • Willoughbya Neck. ex Kuntze
  • Willugbaeya Neck.

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Alcune specie di questo genere (Mikania micrantha) sono considerate invasive in quanto dotate di una crescita molto veloce (80 mm in 24 ore per una pianta giovane) e quindi capaci di sviluppare una considerevole biomassa in poco tempo soffocando persino alberi.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 13 gennaio 2015.
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 1º luglio 2012.
  3. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 1º luglio 2012.
  4. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 1º luglio 2012.
  5. ^ a b Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 530
  6. ^ Funk & Susanna, pag. 738
  7. ^ a b c d Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 8
  8. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ Judd 2007, pag. 523
  10. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 1º luglio 2012.
  11. ^ Judd 2007, pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  13. ^ Robinson 2009, pag. 739
  14. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 1º luglio 2012.
  15. ^ APFISN, Mile-a-minute weed (Mikania micrantha) in Newsletter of the Asia-Pacific Forest Invasive Species Network – Volume 8 – Febbraio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]