Miguelturra

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Miguelturra
comune
Miguelturra – Stemma Miguelturra – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Bandera Castilla-La Mancha.svg Castiglia-La Mancia
Provincia Bandera Provincial de Ciudad Real.png Ciudad Real
Territorio
Coordinate 38°57′52.92″N 3°53′27.96″W / 38.9647°N 3.8911°W38.9647; -3.8911 (Miguelturra)Coordinate: 38°57′52.92″N 3°53′27.96″W / 38.9647°N 3.8911°W38.9647; -3.8911 (Miguelturra)
Altitudine 635 m s.l.m.
Superficie 118,37 km²
Abitanti 13 344 (2001)
Densità 112,73 ab./km²
Comuni confinanti Almagro, Carrión de Calatrava, Ciudad Real, Fernán Caballero, Picón, Pozuelo de Calatrava
Altre informazioni
Cod. postale 13170
Prefisso (+34) 926
Fuso orario UTC+1
Targa CR
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Spagna
Miguelturra
Miguelturra – Mappa
Sito istituzionale

Miguelturra è un comune spagnolo di 13.344 abitanti, della provincia di Ciudad Real, situato nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia, nel territorio del Campo di Calatrava.

Localizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune occupa una superficie di 117,4 km² dividisi nel confine principale e nel territorio separato di Peralbillo. La popolazione di Miguelturra (miguelturreños o - internamente al comune - churriegos) è di 13.344 abitanti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Durante il Basso Medioevo, Miguelturra fu una delle protagoniste del gelo continuo fra la Corona di Castiglia e l'Ordine di Calatrava. Questi temevano la presenza di Ciudad Real (sotto esclusiva direzione del re ed a scarsa distanza da Miguelturra) nel mezzo dei propri domini feudali, infatti non mancavano le scaramuccie tra i cavalieri dell'Ordine e le autorità della città. Allo stesso tempo, i calatravos favorivano commercialmente Miguelturra col fine di rovinare l'economia della vicina rivale. Gli astii arrivarono al punto algido durante la crisi del secolo XIV, nel quale i ciudarrealeni (soprannominati culipardos per il colore delle uniformi) entrarono a Miguelturra e la incendiarono in 7 occasioni. Da questi ripetuti incendi deriva il nome della località, attribuendone il soprannome di Miguel Turrado (da "Miguel Quemado" cioè "Miguel Bruciato") che poi divenne Miguelturra.

Chiesa del Cristo di Miguelturra (comunemente, Torre Gorda), vista dai vicini giardini

Storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Oggi, Miguelturra e Ciudad Real sono separate da un terreno di appena cinquecento metri. È prevedibile che la crescita urbanistica della zona finirà con l'unire quelle che anticamente furono due popolazioni nemiche; nonostante la natura (politica, sociale e culturale) di entrambe le popolazioni, continua mostrando le differenze fra il territorio rurale di Daimiel ed i nuovi capoluoghi di provincia, nel cui sviluppo Ciudad Real come paradigma.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Feste[modifica | modifica sorgente]

A Miguelturra c'è una ricca tradizione culturale che prende forma nelle feste e celebrazioni, che si susseguono durante tutto l'anno così:

  • Carnavale; quello di Miguelturra è considerato uno dei migliori carnevali di Castiglia la Mancia: dichiarato di Interesse Turistico Regionale, ed in procinto di ottenere la dechiarazione di Interesse Turistico Nazionale, tiene la manifestazione più importante il martedì di Carnavale dove migliaia di persone da tutta la Spagna e del mondo accorrono tra le strade, i parchi ed il Palazzo del Carnavale.
  • Feste patronali dal 7 al 15 settembre in onore della Vergine della Stella, patrona di Miguelturra e dei quattro ordini militari del campo di Calatrava (Santiago, Calatrava, Alcantara e Montesa).
  • Fieste di maggio la domenica dopo il 3 in onore del patrono del paese SS. Cristo della misericordia,
  • Sant'Antonio a gennaio,
  • San Cristobal la seconda domenica di luglio
  • Festeggiamento del Quartiere Oriente,Vergine della Salute ha luogo la 3ª settimana di luglio,
  • Vergine Bianca ad agosto nel Peralbillo,
  • San Marco a Peralbillo,
  • La Purissima Concezione, festività in cui si accendono numerosi focolai per le strade (notte tra il 7 e l'8 dicembre)
Auditorio Polivalente di Miguelturra

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Apparizione di Nostra Signora della Stella[modifica | modifica sorgente]

(Patrona di Miguelturra e dei quattro ordini militari della provincia di Ciudad Real)

Liberata La Mancia dal potere mussulmano, tra la sconfitta delle Navas di Tolosa nell'anno 1212, apparirono miracolosamente le statue e le sculture, molte romaniche, della Vergine, che anni prima furono nascoste nelle caverne e nei nascondigli. Una bella tradizione, trasmessa in forma orale, di generazione in generazione, e che risale al secolo XIII, narra l'apparizione della Vergine Maria a Miguelturra:

Nel secolo XIII degli umili pastori si trovavano con propri greggi di pecore in una verde prateria circondata da alberi, prossima all'eremo di Santa Marina. Al crepuscolo apparve una stella dalla luce splendente nel cielo, e vino che scendevano insieme al piccolo tempio, ma arrivati al suolo, stranamente, scomparvero.

Questa scena si ripetette varie notti finché i pastori sorpresi raccontarono quello che successe, diffondendosi rapidamente la notizia in tutto il paese.

Le persone informate accorsero al posto indicato per vedere cosa significasse, successivamente arrivarono i responsabili municipali ed i sacerdoti della parrocchia, che ordinarono di fare uno scavo in quel luogo.

E, felice scoperta, apparve una grotta con dentro un'immagine della Vergine Maria, seduta in un ricca poltrona di madreperla, col Bambino Gesù nel proprio grembo, circondata di luce da tutte le parti.

La fecero uscire della grotta con gran giubilo di tutto il popolo, portandola all'eremo di santa Marina, che da allora si chiamerà Nostra Signora della Stella, nome col quale si annuncia la sua apparizione, restando esposta nell'altare maggiore, dove riceve il più caloroso omaggio del popolo e di innumerevoli devoti (uscendo in processione l'8 settembre e il 15) che vengono anche da altri luoghi in cerca di guarigione.

L'immagine dalla pelle scura, il cui volto divino denotava grande antichità, circondata da un ricco rostillo, col qualefu avvolta successivamente, secondo un antico testo dell'anno 1776.

Il suo eremo era visitatissimo e famoso nei secoli XIV,XV e XVI, in questo secolo e concretamente nelle relazioni topografiche di Filippo II, anno 1579 si cita espressamente l'eremo di Nostra Signora della STELLA

Nell'incisione dell'anno 1776 si legge:

"VERDADERO RETRATO DE LA MILAGROSA IMAGEN DE NTRA. SEÑORA DE LA ESTRELLA, PATRONA DE LA VILLA DE MIGUELTURRA, QUE SE VENERA EN SU IGLESIA DE LAS RELIGIOSAS MERCEDARIAS DESCALZAS DE DICHA VILLA, EN EL CAMPO DE CALATRAVA"

NELLO STESSO TESTO SONO DESCRITTI 6 DEI MOLTI MIRACOLI FATTI DALLA VERGINE:

  • 1. esce in processione per l'eliminazione della piaga delle cavallette
  • 2. spegne un grande incendio in alcune messi
  • 3. una donna con un grave handicap andò dalla Vergine e tornò a casa sua risanata
  • 4. una donna cieca si perse nella campagna e la Vergine le diede la vista
  • 5. salva la vita di una bimba di 13 mesi investita da un carro
  • 6. fanno uscire un bimbo morto da un pozzo e gli ridà la vita.

Siccome l'eremo era di gran fama, i marchesi di Trevigno, d.FRANCISCO TREVILLO E DAVILA. e sua moglie Mª VELARDE TREVIÑO MARCHESA DI GOTOR decisero di istituirvi una fondazione nel 1785.

DETTA FONDAZIONE DEL CONVENTO FU ANNUNCIATA AD UN CAVALIERE CALATRAVO, CHE VIVEVA NEL CAMERINO DELLA VERGINE E STANDO IN ORAZIONE SENTì LE CAMPANELLE DELLA SIGNORA E DIRIGENDOSI IL CAVALLIERE ALLA SACRA IMMAGINE LE DISSE:

-MADRE MIA CHE SIGNIFICA QUESTO?

-E LA VERGINE GLI DISSE:

"Le mie figlie che vengono a fondare l'ordine della grazia"

Si conserva un quadro all'interno del convento dov'è rappresentato queste evento, dove un cavalliere calatravo sta inginocchiato avanti all'immagine. Nella parte inferiore del quadro si legge: EXVOTO.

Così l'immagine della Vergine della Stella si trova a Miguelturra dal secolo XIII a causa della sua miracolosa apparizione.

Miracolose sudorazioni del Santissimo Cristo della Misericordia[modifica | modifica sorgente]

Le prime sudorazioni di cui si ha conoscenza si riferiscono all'anno 1720, secondo visitatori dell'Ordine di Calatrava, nella sala del municipio e di fronte alla scala che dà accesso a questa c'è, appeso alla parete, un'immagine del santissimo Cristo, questo dipinto che misura 46 cm, col passar del tempo si oscurò e sì cancellò quasi del tutto.

Il 31 dicembre del 1764 alle ore nove della sera, il dipinto iniziò ad inumidirsi ritornando a dare forma sia all'immagine che alla croce lasciandole perfettamente visibili.

Questo prodigio durò fino alle tre del mattino, i giorni 5 e 6 di gennaio del 1765, il 16 febbraio del 1766 e la notte del 1º gennaio del 1768 si ripetettero le sudorazioni dell'immagine. Questi avvenimenti miracolosi furono visibili per tutti quelli che si trovavano presenti incluso il giudice ecclesiastico di Ciudad Real col suo seguito.

Il popolo di Miguelturra a partire da queste cinque sudorazioni fatte dall'immagine, lo prese sotto la propria protezione e lo chiama da allora Cristo della misericordia.

La devozione all'immagine crebbe rapidamente e si propagò fino ai paesi più lontani della provincia.

Per questa devozione e la quantità di persone che lo visitavano, si accordò di fare, all'immagine sacra, un eremo la cui costruzione ritardò quarant'anni e ancora non completata (eremo del Cristo della misericordia o affettuosamente "torre gorda" - torre grossa)

Ai primi di aprile del 1815 l'immagine fu tolta dalla parete del municipio e posta sopra una cassa di legno per essere successivamente spostata solennemente all'eremo, per collocarla nella nicchia centrale costruita a tale scopo nell'altare maggiore. Il dipinto del Cristo nella contesa del 36 fu martellato ed il vandalo ricevette come castigo divino il taglio della mano, del dipinto sono conservati solo due angioletti ai piedi e la punta superiore della Croce, L'intero corpo del Cristo sparì. Attualmente il dipinto sta esattamente dove si trovava anticamente, ma coperta da una tavola di legno, dove si trova l'immagine di un crocifisso per poter essere portato in processione, la seconda domenica di maggio.

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