Miguel Alvarez

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Miguel Alvarez
Alvarez Miguel.png
Universo Oz
Lingua orig. Lingua inglese
Autore Tom Fontana
1ª app. in Il Paradiso
Ultima app. in Exeunt omnes
Interpretato da Kirk Acevedo
Voce italiana Alessio Cigliano
Sesso Maschio
Luogo di nascita Cuba Cuba
Affiliazione El Norte

Miguel Alvarez è uno dei personaggi principali della serie tv statunitense Oz, interpretato dall'attore Kirk Acevedo.

Storia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Miguel Alvarez è il detenuto numero 97A413, condannato il 3 febbraio del 1997 per aggressione a mano armata e omicidio preterintenzionale di secondo grado, a 15 anni di carcere con possibilità di vigilata non prima di due. È il personaggio principale dei Latinos ed è membro di El Norte. Suo padre e suo nonno sono entrambi detenuti ad Oz, mentre lui è stato incarcerato per aver aggredito un uomo anziano che gli aveva accidentalmente graffiato la macchina. Cresciuto in un quartiere ispanico molto povero, Alvarez fa quello che può per sopravvivere. Comunque è lui il vero nemico di se stesso, in quanto reagisce prima di pensare. Viene spesso messo in isolamento ed è in continua lotta con il direttore Glynn e Carmen Guerra, anche se è considerato uno dei pochi salvabili da McManus e padre Ray Mukada.

Stagione 1[modifica | modifica wikitesto]

Appena arrivato ad Oz, Alvarez viene accoltellato. Non compare più finché non viene a sapere che la ragazza sta per partorire, inizialmente non vuole assistere al parto, poi suo nonno e suo padre lo convincono ad andarci; tuttavia il figlio muore in quanto lui e Maritza si drogavano anche durante la gravidanza di lei. Affranto, Miguel inizia a diventare un pezzo grosso tra i Latinos e diventa il loro leader. Durante la rivolta, Alvarez fa parte dei cinque leader e si occupa di tenere d'occhio gli ostaggi ed è particolarmente brutale con molti di loro. A differenza degli altri capi della rivolta, Alvarez finisce in infermeria dopo essere stato colpito da un proiettile sparato da un agente della SORT.

Stagione 2[modifica | modifica wikitesto]

Alvarez ritorna in Paradiso, e i Latinos stanno per decidere se diventare partner degli Italiani e degli Zombie o se gestire il traffico di droga da soli. Peter Schibetta, il figlio di Nino gli chiede di diventare suo socio se riesce ad uccidere Simon Adebisi. Anche l'africano gli chiede lo stesso, così Alvarez decide di aspettare senza far nulla. In seguito il direttore Glynn convoca Alvarez per farsi dire chi è che ha stuprato la figlia, ma Alvarez lo tortura evitando di dirglielo. Quando Miguel chiede ad Adebisi di entrare nel traffico della droga con lui, questi rifiuta perché non è stato aiutato e così i Latinos si stancano del modo passivo di Alvarez di guidare El Norte e quando arriva Raoul Hernandez, il comando passa nelle sue mani. Quest'ultimo odia Alvarez perché è "troppo bianco" e per provare di avere i "cojones", Miguel si vede costretto ad accecare un AC, tal Eugene Rivera. Alvarez evita così di essere ucciso da El Cid, ma come risultato si guadagna l'isolamento.

Stagione 3[modifica | modifica wikitesto]

In isolamento, Alvarez è ridotto a bere la propria urina per sopravvivere, poiché gli AC si "dimenticano" di dargli da mangiare da quando ha accecato Rivera. Mukada, Peter Marie e Nathan credono che Alvarez debba uscire dall'isolamento in quanto ha iniziato a ferirsi tagliandosi e ha cercato di impiccarsi. Quando esce viene accettato in El Norte e quando affronta Jason Cramer, il capo dei gay, nell'incontro di boxe viene sconfitto a causa delle droghe somministrategli da Ryan O'Reily. Alvarez viene deriso dagli altri detenuti e quindi Hernandez è di nuovo in collera con lui. In seguito aiuta Adebisi a sbarazzarsi di due neri per il controllo della droga e ha modo, stando in Paradiso, di interagire con Rivera in un incontro. Hernandez comincia a pensare che Alvarez lo stia tradendo e quando i Latinos vengono messi in buca perché trovati in possesso di tette, Raoul dà la colpa a Miguel. Così Ricardo e Guerra tentano di uccidere Alvarez, che invece accoltella Ricardo uccidendolo e ritorna in isolamento, mentendo a Glynn riguardo allo stupro della figlia.

Stagione 4[modifica | modifica wikitesto]

In isolamento, Alvarez viene stuzzicato da Louis Bevilaqua, che lo vuole morto per vendicare il cugino Carlos Ricardo. In palestra William Giles uccide Bevilaqua, ma allo stesso tempo pugnala Alvarez. In ospedale sta per essere ucciso da Martinez, ma fa in tempo a scappare ed evadere da Oz insieme ad Agamemnon Busmalis attraverso un tunnel in piena notte.

Trovato sul confine col Messico e riportato ad Oz, viene messo nuovamente in isolamento. Accetta poi la proposta di Glynn di fare la spia in Paradiso e allo stesso tempo tenta di rientrare in El Norte, capeggiato ora da Enrique Morales. Quest'ultimo non disprezza Alvarez, ma Guerra e Vasquez ancora sì e proprio questi viene accoltellato da Miguel che finisce in isolamento e per sempre fuori da El Norte.

Stagione 5[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i detenuti in isolamento vengono reintegrati in Paradiso. Alvarez chiede una tregua a Guerra, chiedendogli di colpirlo con un coltello nella spalla. Guerra tenta di colpirlo al petto, ma Alvarez si salva e quando torna dall'ospedale viene affiancato da un giovane detenuto, Jaime Velez, che lo ha ammirato per il suo coraggio e gli chiede di diventare suo sottoposto. Miguel gli chiede di uccidere Guerra, ma sarà Velez a morire. Per redimersi della morte di Velez, Alvarez chiede di partecipare ad un programma di addestramento di cani guida e lo fa principalmente per darlo all'agente Rivera. Sapendo che lui a casa parla spagnolo, fa sì che il cane obbedisca agli ordini sia in inglese che in spagnolo. Alvarez è entusiasta di ciò che ha fatto, ma Glynn non lo aiuta riguardo alla richiesta di libertà vigilata e uno dei membri della commissione, Luis Ruiz, lo accusa con costanti domande negative e alla fine lo insulta, finendo colpito con un pugno in faccia da Miguel che viene sbattuto in isolamento.

Stagione 6[modifica | modifica wikitesto]

Alvarez viene rilasciato dall'isolamento e finalmente fa pace con Chico Guerra. Morales gli offre di tornare coi Latinos se fa la spia sui movimenti di Redding. Alvarez rifiuta dicendo di voler rimanere pulito per avere la possibilità di uscire in vigilata. Quando Morales muore, Guerra gli chiede di diventar il capo di El Norte, ma anche stavolta rifiuta, anche se de facto ci si riferisce a lui. In seguito viene a sapere che la sua ragazza, Maritza, lo sta tradendo col suo miglior amico e che Wolfgang Cutler, un detenuto ariano, gli lascia l'intera eredità. Schillinger gli chiede di dare tutto alla moglie di Cutler, Cathy Jo, ma quando i due si incontrano per firmare le carte del testamento si sentono attratti l'un l'altro e si danno appuntamento in sala visite. A Vern non va giù la situazione e così insieme agli altri ariani attacca Alvarez in palestra e fa in modo che la vedova Cutler non venga più.
Nel frattempo Alonzo Torquemada, capo dei gay, vuole Miguel come suo partner nella vendita del "destiny" e anche come amante. Intanto McManus convince Ruiz ad avere un colloquio con Alvarez, ma il capo della commissione per la vigilata dice di essere cresciuto nello stesso quartiere di Miguel e che odia chi, come lui, infanga il nome degli ispanici e quindi non gli concederà mai la libertà. Frustrato, si concede alle droghe di Torquemada e accetta di copulare con lui.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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