Microespressioni

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Le microespressioni sono quelle espressioni emozionali del volto che hanno una brevissima durata, ovvero un quarto di secondo. Se superano questa durata sono definite semplicemente espressioni di mimica facciale.

Tutte le espressioni emozionali possono presentarsi come microespressioni. Esse sono ricche di significato in quanto rivelano appieno un’emozione nascosta.

Le microespressioni sono state scoperte da E. A. Haggard e K. S. Isaacs nel 1966[1] durante l’analisi del comportamento non verbale in psicoterapia. Lo studio delle microespressioni venne approfondito successivamente altri autori, come Paul Ekman, che ne teorizzò l'universalità sulla base degli studi di Charles Darwin. Tali contributi risultano preziosi anche nelle applicazioni dell’analisi del comportamento facciale in vari settori, nonché nel proseguimento della ricerca sperimentale.[2]

A differenza delle normali espressioni, è molto difficile controllare le microespressioni e spesso svelano, come i lapsus, intenzioni nascoste o emozioni che non si vogliono mostrare. Vengono perciò utilizzate dagli esperti di "psicologia della menzogna" per scoprire la verità. Se non si ha un particolare talento o una grande esperienza, per riconoscere con certezza una microespressione è preferibile registrare un filmato e usare il fermo-immagine.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: [[Mimica facciale delle emozioni]].

Esse sono pressappoco le stesse mimiche facciali che appaiono nelle espressioni e nelle microespressioni; le fondamentali sono sei; anomalie tra il parlato e la mimica, una mimica sforzata e altro possono essere indicatori di menzogna o reticenza. Le sei microespressioni fondamentali (esiste in più l'espressione cosiddetta neutrale, e la felicità, ovvero il sorriso genuino e ben tirato sulla faccia) sono[3]:

  • disgusto: naso arricciato, labbro superiore rialzato
  • disprezzo: labbro superiore che si alza, in maniera asimemtrica
  • tristezza: occhi fuori fuoco, angoli della bocca all'ingiù, lacrime
  • paura: sopracciglia alzate e stirate, palpebre superiori sollevate, palpebre inferiori rilasciate, labbra leggermente allungate orizzontalmente e indietro per le orecchie, occhi bene aperti
  • rabbia: sopracciglia in giù insieme, restringimento delle labbra, pupilla contratta (come nel caso di molta luce)
  • sorpresa: occhi spalancati, sopracciglia alzate, bocca aperta o semiaperta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Haggard, E. A., & Isaacs, K. S. (1966). Micro-momentary facial expressions as indicators of ego mechanisms in psychotherapy. In L. A. Gottschalk & A. H. Auerbach (Eds.), Methods of Research in Psychotherapy (pp. 154-165). New York: Appleton-Century-Crofts.
  2. ^ libera elaborazione del testo tratto da http://www.neurocomscience.org/index.php/non-verbale-volto.html
  3. ^ Microexpression

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]