Michele Spera

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Michele Spera (Potenza, 23 maggio 1937) è un designer italiano. Dagli anni Sessanta ha lavorato con continuità per un partito politico, il Partito repubblicano di Ugo La Malfa. Progetta corporate identity per l'industria e la grande committenza. Ha pubblicato vari libri sulla grafica. Dal 1982 lavora insieme al figlio Gerardo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Michele Spera ha studiato architettura a Roma con Del Debbio, Perugini e Longo. Nello stesso periodo vince una borsa di studio per cartellonisti, allievo di Manfredo e Brini. Progetta corporate identity per l'industria e la grande committenza. Scrive Massimo Bucchi su Repubblica nel 1996: “È il rappresentante della grande tradizione di un Sud che ha sempre prodotto, non in contrapposizione con se stesso ma semplicemente con i suoi stereotipi, un pensiero lucido e astratto sempre anticipatore della realtà storica e sociale I suoi manifesti sono ancora l'esempio di uno stile che ha trovato epigoni, ma ben pochi successori. I suoi lavori sono già visione del mondo, in una sorta di finalissimo visionario in cui l'estetica diventa impegno civile.” Dal 1962 al 1995 è art director del Partito Repubblicano chiamato da Ugo La Malfa a inventarne l'immagine che diventa un “caso” definito da Giovanni Anceschi “paradigmatico”. Ha disegnato molti marchi tra cui quelli delle industrie automobilistiche Nuova Innocenti, con la i corsiva che ruotata di 45 gradi a sinistra diviene una N, e Maserati (entrambe nell'epoca della gestione De Tomaso), dell'Istituto della Enciclopedia Treccani settore audiovisivi, del TG2, delle Tribune elettorali e della Tribuna dell'Accesso per la RAI, dell'Aeroporto di Verona Villafranca, dell'Unioncamere, del Mediocredito della Basilicata, ecc. Dal 1980 lavora insieme al figlio Gerardo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 è tra i promotori dell'associazione grafici e fotografi pubblicitari romani. Collabora a “La botte e il violino” diretta da Leonardo Sinisgalli, fonda con Mario Lunetta, Renzo Vespignani, Corrado Cagli, Lamberto Pignotti, Elio Mercuri, e altri amici la rivista “Iconografia”. Dal 1962 è art director del Partito repubblicano chiamato da Ugo La Malfa a costruire la nuova immagine del partito emergente. Sarà poi uno stretto collaboratore di Giovanni Spadolini e di Bruno Visentini. Nel 1969 è membro della Commissione Beni Culturali del Pri. Dal 1969 al 1972 è docente di packaging all'ISIA di Roma. Nel 1970 è docente di tecnologia grafica all'Istituto statale d'arte di Pomezia. Dal 1974 al 1995 è art director all'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani per il settore Audiovisivi e didattica multimediale e coordina le nuove enciclopedie e i prodotti multimediali. Dal 1976 al 1978 ha la cattedra di Immagine coordinata all'Isia di Urbino insieme a Bob Noordam Giancarlo Iliprandi, Michele Provinciali e Pino Tovaglia. Nel 1974 collabora al settimanale “L'Espresso”, diretto da Livio Zanetti. Nel 1982 compie a Milano un'esperienza all'Olivetti di Carlo De Benedetti, invitato da Renzo Zorzi ad assumerne l'art direction. Dal 1980 al 1993 è consulente dell'Unioncamere e di varie Camere di Commercio nell'ambito del sistema camerale italiano. Dal 1988 al 1992 è consulente per l'immagine del Gruppo Banca Mediterranea. Nel 1990 è membro del Comitato tecnico-scientifico del Centro di Disegno Industriale di Montevideo, nominato dal Ministero degli Affari Esteri. Nel 1990 è invitato dalla North Carolina State University a tenere corsi di design nell'anno accademico, dall'Istituto di cultura di Rio De Janeiro e di San Paolo, dalla facoltà di Architettura di Roma. Dal 1993 al 1996 è consulente delle Edizioni Socrates che edita libri di Wim Wenders, Philip Glass, Julian Beck, Key Jarret, John Cage e dello stesso Michele Spera. Dal 1994 al 1997 è consulente del CTP, Comitato Territoriale Paritetico per la sicurezza sul lavoro. Nel 1996 insegna a Roma al Centrostudi Comunicazione Enrico Cogno & Associati e dirige al Ciofs un corso di formazione della CEE per grafici editoriali. Nel 1997 è membro del comitato scientifico degli incontri interdisciplinari sul design italiano organizzato da Forum e In/Arch. Dal 1997 è docente al Corso di laurea in Disegno industriale per la comunicazione visiva all'Università di Roma “La Sapienza”, Prima Facoltà di Architettura. Nel 2002 è membro del Comitato tecnico-scientifico dell'Istituto Europeo di Design a Roma. Dal 2003 collabora con la S3 Studium diretta da Domenico De Masi. Lavori di Michele Spera sono in Musei italiani e al Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell'Università di Parma.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Grafica e politica, Teatro Sannazzaro, con un saggio di Roberto Mango, Studio Arti Visive, Napoli 1973.
Grafica e comunicazione, Palazzo Comunale di Siena, con un saggio di Elio Mercuri, prefazione di Enzo Carli, Comune di Siena 1974.
Dodici marchi, con un saggio di Gillo Dorfles, Edizioni Saged, Roma 1976.
Segno grafico, Perugia, Foligno, Terni, Narni, con un saggio di Licisco Magagnato, Studio Arti Visive, Roma 1977.
Spiragli, con un saggio di Alberto Bevilacqua, Editrice Ter, Roma 1981.
L'immagine del verde, con un saggio di Carlo Ludovico Ragghianti, prefazione di Giovanni Spadolini, Studio Artivisive, Roma 1983.
Bianco, rosso, il verde, alla ricerca degli italiani, con un saggio di Licisco Magagnato, prefazione di Mauro Dutto, Studio Artivisive, Roma 1984.
Una politica, un'immagine; materiali grafici di Michele Spera per il Partito repubblicano, con un saggio di Giulio Carlo Argan, introduzione di Giovanni Spadolini, Editrice La Ragione, Roma 1987. Pgg 280.
194 storie di un segno, con un saggio di Domenico De Masi, Edizioni Socrates, Roma 1996. Pgg 500.
La progettazione grafica tra creatività e scienza. Le lezioni di Michele Spera alla Prima Facoltà di Architettura, Università di Roma “La Sapienza”, con un saggio di Tonino Paris, Gangemi Editore, 2001. P.gg 400.
La vita è segno, a cura di Cesare de Seta, Electa Napoli, 2004. Pgg 192.
Abecedario del grafico, con un saggio di Tonino Paris, Gangemi Editore, 2005. Pgg 600.
L'immagine del Partito Repubblicano, una rilettura, 1962/2008, con un saggio di Francesco Nucara, Gangemi Editore, 2008. Pgg 448.

I luoghi del perduto, (con Alessandro Cecchi Paone), Firenze, Edizioni della FNP Cisl, 2014

Emigranti di poppa, emigranti di prua (con Raffaella Spera), con un saggio di Domenico De Masi, Gangemi Editore, 2016. Pgg 144

Graphic design between creativity and science, Gangemi Editore, 2018. Pgg 606

Lo studio Spera&Spera, La vita è segno, Gangemi Editore, 2021. Pagg 336

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

Il liberty dei poveri, La botte e il violino, con Leonardo Sinisgalli, Mim, giugno 1964.
Le case di Atella, La botte e il violino, con Leonardo Sinisgalli, Mim, gennaio 1966.
Quelle vignette graffianti di Maccari, La Voce repubblicana, 1966;
I diciotto anni de “Il Mondo”, Edizioni della Voce, 1966.
Packaging, Rassegna della istruzione artistica, luglio-dicembre 1972.
Sottili strisce di carta piegate, Territorio, 1972.
Il Manifesto è storia, Skema, gennaio 1973.
Flusso ininterrotto di un marchio, Iconografia, febbraio 1975.
Dal progetto politico il codice di trasmissione, La Voce repubblicana, 25 novembre 1976.
Una presentazione, nel catalogo della mostra al Museo del Falcone, Genova 1979.
L'immagine e la grafia, La Voce Repubblicana, 22 maggio 1981.
Paul Rand, gioiosa e consapevole razionalità, Il Manifesto, 7 agosto 1999
Parliamo di scuola, Aiap, Associazione italiana grafici, ottobre 2001
L'Auditorium Oscar Niemeyer, Fondazione Ravello, 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Vito Riviello, nel catalogo della mostra, galleria L'Indiano, Firenze 1965.
Pier Carlo Santini, Novità di design alla III mostra di Carrara, “Ottagono”, ottobre 1968.
AA.VV., Graphis annual, 70/71, Walter Herdeg, The graphis Press, Zurich 1970.
Sergio Telmon, La Malfa, Longanesi, 1971.
Enzo Carli, Michele Spera's graphic art, “Katzumie Masaru”, Tokio 1973.
Dino Villani, Il Manifesto è storia, “Skema”, gennaio 1973.
Leonardo Sciascia, Meglio dei Vespri, “La Stampa”, 15 maggio 1974.
Gillo Dorfles, I marchi di Michele Spera, Edizioni Saged, 1976.
Francesco Vincitorio, Dice M. Spera, “L'Espresso”, gennaio 1976.
Leonardo Sinisgalli, “La Tribuna Express”, febbraio 1976.
Gillo Dorfles, Michele Spera, alcuni marchi, “Graphicus”, giugno 1977.
Enciclopedia universale dell'arte, Sansoni, volume di aggiornamento, 1978.
Takenobu Igaraski, Trademarks & logotypes, Seibundo-Shinkosha Publishing Co, Tokyo 1979.
Fritz-Dieter Rothacker, “Novum Gebrauchsgraphic”, settembre 1979.
Hans-Christian Besemer, “Novum Gebrauchsgraphic”, febbraio 1980.
Maurizio Fagiolo Dell'Arco, “Bolaffi grafica”, 1980.
Toshihiro Miki, Designers in Italy, Seibundo-Shinkosha Publishing Co, Tokyo 1980.
Alberto Bevilacqua, Spiragli, Edizioni Ter, 1981.
Carlo Arturo Quintavalle, Il progetto grafico, venti interventi nel nostro quotidiano, “Panorama”, luglio 1981.
Giovanni Anceschi, Il campo della grafica italiana, “Rassegna”, aprile 1981.
Who's who in graphic art, De Clivo Press, Dubendorf 1982.
Carlo Ludovico Ragghianti, L'immagine del verde, Artivisive, Ravenna 1983.
Giovanni Spadolini, L'immagine del verde, Artivisive, Ravenna 1983.
Domenico De Masi, Digit, “Scienza 2000”, Tattilo Editrice, febbraio 1983.
Licisco Magagnato, Bianco, rosso, il verde, Artivisive, Roma 1984.
Omar Calabrese, Italia moderna. La difficile democrazia, Electa, 1985.
Giulio Carlo Argan, Materiali grafici di Michele Spera, La Ragione, Roma 1987.
Giovanni Spadolini, Materiali grafici di Michele Spera, La Ragione, Roma 1987.
Martha Scotford Lange, Political design in Italy, “Print”, American graphic design magazine, maggio 1988.

Arturo Carlo Quintavalle, Enciclopedia Italiana - V Appendice (1993)
Domenico De Masi, Un esempio: l'immagine del sistema camerale, “Lettera dall'Italia”, Istituto della Enciclopedia Treccani, aprile-giugno 1994.
Domenico De Masi, Paglia per cento cavalli, 194 storie di un segno, Edizioni Socrates, 1996.
Massimo Bucchi, La vita è segno, “La Repubblica”, 1º novembre 1996.
Mario Lunetta, Con il cuore a Potenza e il cervello a Seattle, “Immaginazione”, marzo 1997.

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