Michele Salvati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
on. Michele Salvati
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Michele Salvati
Luogo nascita Cremona
Data nascita 4 maggio 1937
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza, Laurea in Economia
Professione Docente universitario
Partito Partito Democratico della Sinistra
Legislatura XIII
Gruppo Democratici di Sinistra - L'Ulivo
Coalizione L'Ulivo
Circoscrizione Lombardia 1
Incarichi parlamentari
  • Componente della XI Commissione permanente Lavoro
  • Componente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali
  • Componente della Commissione speciale per l'esame della relazione sul programma di riordino delle norme legislative e regolamentari, trasmessa dal governo ai sensi della legge n. 50 del 1999
Pagina istituzionale

Michele Salvati, all'anagrafe Micael Antonio Salvati (Cremona, 4 maggio 1937), è un economista, politico e politologo italiano, deputato dal 1996 al 2001 e primo teorizzatore del Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza all'Università di Pavia come alunno dell'Almo Collegio Borromeo nel 1960, ha conseguito una seconda laurea in economia all'Università di Cambridge, cinque anni dopo.

Ha fondato insieme a Fernando Vianello, Sebastiano Brusco, Andrea Ginzburg e Salvatore Biasco la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia[1].

Insegna Economia Politica all'Università Statale di Milano, nella facoltà di Scienze Politiche. Alla fine degli anni sessanta ha militato nella nuova sinistra, scrivendo sulle principali riviste dei movimenti, in particolare su Quaderni Piacentini e Giovane Critica, fornendo contributi teorici non dogmatici e ricchi di spunti innovativi.

Ha scritto e scrive editoriali per numerosi quotidiani, come il Corriere della Sera, la Repubblica, l'Unità e Il Sole 24 ore, e per riviste come Stato e Mercato e Il Mulino, rivista, quest'ultima, di cui è anche direttore.

Alle elezioni del 1996 è stato candidato per L'Ulivo alla Camera dei deputati nel collegio di Milano 1, che perse contro Silvio Berlusconi (51,5 a 36,3%);[2] fu comunque ripescato nella parte proporzionale, venendo quindi eletto per la lista del Partito Democratico della Sinistra. Nella veste di deputato ha contribuito alla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali, la cosiddetta "Bicamerale", progetto poi fallito.

Anche dopo aver lasciato la carica di deputato, non ha smesso di interessarsi alle questioni politiche italiane: il 10 aprile 2003, con un appello su Il Foglio, è il primo a teorizzare la nascita del Partito Democratico, una formazione in cui si sarebbero dovuti sciogliere i Democratici di Sinistra e La Margherita, e che potesse riunire in un unico soggetto di centrosinistra tutti i riformisti.[3][4] Al Partito Democratico ha dedicato due libri, Il Partito democratico. Alle origini di un'idea politica, del 2003, e Il partito democratico per la rivoluzione liberale, del 2007.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Martinelli, Michele Salvati, Salvatore Veca, Progetto 89. Tre saggi su libertà, eguaglianza, fraternità, Milano, Il Saggiatore, 1989, ISBN 978-88-565-0140-7.
  • Interessi e ideali. Interventi sul programma del nuovo PCI, Milano, Feltrinelli, 1990, ISBN 88-07-09025-2.
  • Sinistra o cara, Bologna, il Mulino, 1995, ISBN 88-15-05077-9.
  • La sinistra, il governo, l'Europa, Bologna, il Mulino, 1997, ISBN 88-15-06098-7.
  • Occasioni mancate. Economia e politica in Italia dagli anni '60 a oggi, Roma, Laterza, 2000, ISBN 88-420-6066-6.
  • Il Partito democratico. Alle origini di un'idea politica, Bologna, il Mulino, 2003, ISBN 88-15-09664-7.
  • Il partito democratico per la rivoluzione liberale, Milano, Feltrinelli, 2007, ISBN 978-88-07-71031-5.
  • Capitalismo, mercato e democrazia, Bologna, il Mulino, 2009, ISBN 978-88-15-13398-4.
  • Tre pezzi facili sull'Italia. Democrazia, crisi economica, Berlusconi, Bologna, il Mulino, 2011, ISBN 978-88-15-23440-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: saggio di Fernando Vianello, "La Facoltà di Economia e commercio di Modena", pubblicato in: G. Garofalo e A. Graziani (a cura di), La formazione degli economisti in Italia (1950-1975), il Mulino, Bologna, 2004, pp. 487-488.
  2. ^ Camera del 21 aprile 1996 - Collegio Milano 1 in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  3. ^ Michele Salvati - biografia in Dell'Arti
  4. ^ Michele Salvati, Appello per il Partito democratico in Il Foglio, 10 aprile 2003. URL consultato il 24 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore della rivista il Mulino Successore
Piero Ignazi gennaio 2012 - oggi in carica
Controllo di autorità VIAF: (EN49262227 · LCCN: (ENn82092026 · SBN: IT\ICCU\CFIV\033040 · ISNI: (EN0000 0000 8127 4089 · GND: (DE170002225 · BNF: (FRcb12143269p (data)