Michele Desubleo

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Suicidio di Cleopatra (Fondazione Cariplo)

Michele Desubleo, detto Michele Fiammingo (Maubeuge, 1602Parma, 1676), è stato un pittore fiammingo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Maubeuge nel 1602, probabilmente inizia il suo percorso formativo in patria presso la bottega di Abraham Janssens, insieme al fratellastro Nicolas Régnier; con quest'ultimo, intorno alla prima metà degli anni venti, si trasferirà a Roma. Nel 1630 circa si trova a Bologna, all'interno della fervida bottega di Guido Reni, al quale egli si accosta in maniera decisa (guardando tuttavia anche il Domenichino) insieme ad altri artisti a lui coetanei o poco più giovani, come il Cantarini o il Boulanger. Alla morte del maestro (1642) diviene uno dei "primi pittori di Bologna", secondo quanto informa il biografo Malvasia. Capolavori del suo periodo bolognese sono tra l'altro la Sacra Famiglia e angeli della chiesa di Borgo Panigale e l'Apparizione di Cristo a Sant'Agostino (Bologna, chiesa di San Giacomo). Fu a lungo attivo nel Veneto, lasciando opere importanti tre le quali la Vocazione dei figli di Zebedeo e la Trasfigurazione per la chiesa di San Giacomo a Monselice e la pala dell'Orazione nell'orto nella chiesa di San Zaccaria a Venezia. Nel 1665 è documentato a Parma, città nella quale lascia significativi dipinti, tra i quali la grande pala raffigurante la Madonna e Santi per il Duomo e la tela di soggetto profano che tratta il tema dell'Amore sacro che vince l'amore profano. Nella stessa Parma morirà, nel 1676. Fu autore di squisite tele per collezionisti privati, prevalentemente di soggetto profano, in cui probabilmente raggiunge il più alto grado di qualità, ponendosi come uno dei campioni di quel classicismo colto ed elegantissimo che rappresenta uno dei filoni più interessanti della pittura del Seicento italiano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Cristo nell'orto (Chiesa di San Zaccaria)

Tra i suoi dipinti: Sacra Famiglia e angeli presso la chiesa di Santa Maria Assunta di Borgo Panigale, Tancredi e Erminia agli Uffizi, Ercole e Onfale (Pinacoteca Nazionale di Siena), San Francesco in estasi pala d'altare della Chiesa di San Francesco di Sassuolo, Madonna della Rosa presso una raccolta privata.

Nel 2010 la Madonna del Carmine con bambino e angeli, pala d'altare data per dispersa durante la seconda guerra mondiale è stata ritrovata nei depositi della pinacoteca di Bologna. Fatta oggetto di un sapiente lavoro di restauro, nel 2014 l'opera è stata ricollocata nella sua posizione originaria, nella Sala del Carmine (ex chiesa) di Massa Lombarda (RA)[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il dipinto Madonna del Carmine del pittore franco-fiammingo Michele Desubleo, su comune.massalombarda.ra.it. URL consultato il 22/05/2014 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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