Michele Bianco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Michele Bianco
Michele Bianco.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III
Gruppo
parlamentare
PCI
Collegio Potenza
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato

Michele Bianco (Miglionico, 2 agosto 1895Matera, 26 marzo 1981) è stato un politico e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò al Liceo Ginnasio di Matera e nel 1920 si laureò in Giurisprudenza all'Università di Napoli. Combattente durante la Prima guerra mondiale, fu prigioniero in Germania.

Rientrato in Italia dopo la guerra, fu eletto consigliere comunale e provinciale per il Partito Socialista Italiano, ma a causa delle persecuzioni dei fascisti lasciò la Basilicata e si stabilì a Napoli, dove nel 1924 fondò insieme ad Amadeo Bordiga la rivista Promèteo.

Nello stesso anno insieme ai terzinternazionalisti del PSI confluì nel Partito Comunista d'Italia, e pochi mesi dopo la rivista fu soppressa dal partito. Nel 1926 subì un periodo di confino per un anno a Dorgali in Sardegna dopo il quale, rientrato a Napoli, si dedicò all'attività forense e si sposò.

Durante la Seconda guerra mondiale lasciò Napoli tornando come sfollato a Miglionico, suo comune natio, e già nel 1944 organizzò la Federazione comunista di Matera, della quale fu il primo segretario, e nello stesso anno fu tra i fondatori della Camera del Lavoro di Matera. Negli anni del secondo dopoguerra fu tra i protagonisti delle lotte per l'occupazione delle terre da parte dei contadini.

Alle elezioni politiche italiane del 1948 fu eletto alla Camera dei deputati e fu deputato per tre legislature fino al 1963. Fu tra i promotori delle riforme per il risanamento dei Sassi di Matera e per molti anni fu consigliere comunale e provinciale di Matera. Dopo aver lasciato definitivamente la vita politica nei primi anni settanta, morì a Matera nel 1981.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN79493061 · ISNI (EN0000 0000 6160 6197 · SBN IT\ICCU\MILV\212459 · LCCN (ENn2003116511 · GND (DE124141331