Michele Allasia

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Michele Allasia
24 giugno 1893 – 20 luglio 1918
Nato a Ferrara
Morto a Marcon
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Arma Servizio Aeronautico
Specialità caccia
Reparto 37ª Squadriglia
77ª Squadriglia Aeroplani
80ª Squadriglia Caccia
5ª Sezione SVA
Anni di servizio 1915-1919
Grado Sottotenente
Guerre Prima guerra mondiale
Decorazioni qui
Dati tratti da Italian Aces of World War 1[1]
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Michele Allasia (Ferrara, 24 giugno 1893Marcon, 20 luglio 1918) è stato un aviatore italiano.

Sottotenente del Servizio Aeronautico del Regio Esercito combatté durante la Prima guerra mondiale conseguendo la qualifica di Asso.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Ferrara il 24 giugno 1893,[3] nella vita civile di professione tornitore, nel 1913, a causa della sua abilità con il tornio, entrò in servizio presso il Battaglione Squadriglie Aviatori. All'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 24 maggio 1915, si iscrisse[1] alla scuola di volo di Busto Arsizio. Il 22 maggio[1] del 1916, il Sergente Allasia ottenne il brevetto di pilota militare, ed entrò in servizio il 6 giugno nella 2ª Sezione della 37ª Squadriglia[4] Farman incaricata della difesa di Bergamo.[3] Presso questa squadriglia effettuò circa 40, infruttuose, sortite operative, prima di essere selezionato per l'addestramento caccia sui Nieuport.[1] Il 9 marzo 1917 venne trasferito in forza alla 80ª Squadriglia Caccia,[3] ritornando in servizio sul fronte dell'Isonzo con il grado di sergente maggiore.[1] In questo periodo alcuni piloti della Squadriglia adottarono come insegna per i propri aerei[1][5] Il 25 aprile 1917 fu decorato con una Medaglia di bronzo al valor militare.[3] Il 27 aprile, in una lettera spedita a casa, egli descrisse il suo combattimento aereo avvenuto il giorno precedente (26 aprile) contro tre velivoli austro-ungarici: Se solo poteste vedere quanto e ridotto male il mio aereo! Quattro proiettili mi hanno colpito dietro. Anche il serbatoio del carburante è stato forato[1][6] Il giorno seguente, il 28 aprile, sei settimane dopo aver sostenuto il suo primo combattimento aereo, ottenne la qualifica di pilota di Nieuport Ni.11.[3] Il 10 maggio 1917 rimase ferito da un proiettile antiaereo, atterrando in emergenza a Doberdò del Lago dove venne medicato, e ritornando in servizio attivo nei primi giorni del mese di luglio.[1]

Dopo il suo ritorno in prima linea, il 13 luglio reclamò l'abbattimento di un idrovolante, ma tale vittoria non poté essere confermata. Il mese successivo collaborò con Giovanni Sabelli all'abbattimento un velivolo Hansa-Brandenburg C.I, conseguendo la sua prima vittoria. Il 1 settembre 1917 il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, duca di Aosta, comandante della 3ª Armata, gli conferì “sul campo” la Medaglia d'argento al valor militare.[3] Prima di essere trasferito[7] nel corso del mese di novembre alla 77ª Squadriglia Aeroplani,[1] del I Gruppo aeroplani, equipaggiata con i nuovi SPAD VII,[1] reclamò altre due vittorie il 2 e il 7 novembre.[3] Presso la nuova unità compì solo 37 ore di volo, tra cui alcuni esperimenti di volo notturno, sostenendo un solo combattimento, e venendo decorato con una seconda Medaglia d'argento al valor militare ottenuta “sul campo”.[3] L'11 marzo 1918[1] impegnò combattimento contro una formazione di velivoli austro-ungarici sopra Pordenone. Il suo Spad incassò 18 colpi dalle mitragliatrici del velivolo pilotato dall'asso Benno Fiala von Fernbrugg,[3] che lo reclamò come una vittoria, ma egli riuscì a fuggire illeso.

L'8 giugno 1918 fu trasferito al neocostituto reparto da ricognizione strategica, 5ª Sezione SVA,[8] ed una settimana dopo conseguì la sua quarta vittoria, abbattendo un velivolo biposto. Il 23 giugno ottenne la sua quinta vittoria,[9] la qualifica ufficiale di asso, e il conferimento della terza Medaglia d'argento al valor militare per le sue coraggiose azioni compiute dal 15 a 23 giugno 1918.[3]

Il 20 luglio 1918, Allasia e il suo passeggero, il Capitano Giuseppe Graglia,[9] si è schiantarono al suolo a bordo di un velivolo Ansaldo SVA.9 vicino al campo d'aviazione di Marcon. Rimasti intrappolati tra i rottami, i due aviatori morirono in seguito all'incendio dell'aereo.[9] Alla sua memoria gli fu intitolato l'aeroporto della sua città natale.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— 1º settembre 1917
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota da caccia di grande ardimento, nell'esecuzione dei mandati affidategli diè sempre il contributo del suo alto sentimento di dovere e disciplina, abbattendo quattro velivoli nemici in ventitré avventurosi combattimenti. Il 5 ed il 13 dicembre 1917 partecipò ad ardite ricognizioni a più di 100 chilometri dalle nostre linee, affrontando, impavido, le offese dell'avversario. Cielo di Gorizia, 5-13 dicembre 1917.»
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Meraviglioso pilota da caccia e ricognizione, primo sempre in ogni impresa audace, per più volte si abbassava a mitragliare fanti e artiglieri nemici. Attaccava ed abbatteva un apparecchio da ricognizione nemico, altra volta impegnato combattimento contro otto caccia nemici, ne costringeva due ad atterrare sbandati. Di ritorno da una ricognizione, incontrati due caccia nemici, l'attaccava con magnifico ardimento abbattendone uno in fiamme e fugando il secondo. Cielo del Montello, 15-18-23 giugno 1918.»
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Pilota ardito e valoroso, sostenne brillanti combattimenti aerei, riuscendo sempre ad aver ragione dell'avversario. Scortando un apparecchio da ricognizione, affrontava coraggiosamente due velivoli nemici, e, benchè fatto segno a violento tiro di mitragliatrici, li metteva in fuga. Cielo del Carso, 25 aprile 1917.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Varriale 2009, p. 13
  2. ^ http://www.theaerodrome.com/aces/italy/allasia.php Retrieved on 31 May 2010.
  3. ^ a b c d e f g h i j Franks, Guest, Alegy 1997, p. 129
  4. ^ Molfese 1925, p. 30
  5. ^ Anche Allasia adottò tale insegna, con il "Fortunello" che urlava in silenzio.
  6. ^ "If only you could see how badly holed my aircraft is! Four bullets grazed my back. Even the fuel tank was pierced.".
  7. ^ Al momento del trasferimento aveva effettuato 368 ore di volo in zona di operazioni con la 80ª Squadriglia.
  8. ^ Molfese 1925, p. 70
  9. ^ a b c Varriale 2009, p. 14.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Norman Franks, Russell Guest, Gregory Alegy, Above the War Fronts: The British Two-seater Bomber Pilot and Observer Aces, the British Two-seater Fighter Observer Aces, and the Belgian, Italian, Austro-Hungarian and Russian Fighter Aces, 1914–1918: Volume 4 of Fighting Airmen of WWI Series: Volume 4 of Air Aces of WWI ., London, Grub Street, 1997, ISBN 1-898697-56-6.
  • Alessandro Fraschetti, La prima organizzazione dell'Aeronautica Militare in Italia 1884-1925, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1885.
  • Manlio Molfese, L'aviazione da ricognizione italiana durante la grande guerra europea (maggio 1915-novembre-1918), Roma, Provveditorato generale dello Stato, 1925.
  • (EN) Paolo Varriale, Italian Aces of World War 1, Botley, OspreyPublishing, 2009, ISBN 978-1-84603-426-8.