Micetoma

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Micetoma
Madura foot..JPG
Un piede colpito da "Piede di Madura", la forma più comune di micetoma
Specialitàinfettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSHD008271 e D008271
eMedicine1090932 e 1090738

I micetomi sono infezioni croniche fungine o batteriche che causano una reazione granulomatosa dei tessuti.[1][2]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Le zone endemiche mostrano un clima comune: Africa tropicale, America centrale e India.[3] Per via dei viaggiatori occasionali nelle regioni a rischio si sono registrati casi importati anche in Europa.

L'infezione si contrae per via transcutanea, con piccole ferite.[4] Le parti più colpite sono gli arti inferiori.[5]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

I micetomi sono spesso causati dal fungo Aspergillus (e prendono il nome di aspergillomi) ma possono essere causati occasionalmente da altri funghi come Candida, Madurella mycetomatis,[6] Madurella grisea,[7] Exophiala jeanselmei,[8] Fusarium moniliforme, Acremonium kiliense.

Inoltre possono essere coinvolti anche batteri dell'ordine Actinomycetales.[4][5]

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi cambiano a seconda di quale forma di micetoma, talvolta si mostra tumefazione genericamente indolore, mentre al contrario per le forme actinomicosiche il dolore è molto intenso.

Per una corretta diagnosi basta ricorrere al prelievo del pus ed esaminarlo. Inoltre si ricorre alle prove sierologiche a conferma.

Radiologicamente i micetomi si presentano come masse circondate da una falce d'aria ("crescent sign"), che si muovono in base al decubito del paziente. Tale immagine deve essere posta in diagnosi differenziale con le neoplasie polmonari, la presenza di corpi estranei, le emorragie intracavitarie, la granulomatosi di Wegener, la cisti da echinococco, la tubercolosi.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento prevede trattamento chemioterapico.

  • Micetomi actinomicosici:
    • Streptomicina 1 g al giorno in associazione con dapsone, 100 mg 2 volte al giorno
    • Amikacina, 15 mg al giorno divisa in più dosi, ma sempre in associazione con il dapsone o equivalenti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hendrick M. Motswaledi, Keneiloe Mathekga e Pyu Pyu Sein, Paecilomyces lilacinus eumycetoma, in International Journal of Dermatology, vol. 48, nº 8, August 2009, pp. 858–861, DOI:10.1111/j.1365-4632.2008.04047.x. URL consultato il 26 marzo 2018.
  2. ^ Isaac Brownell, Miriam Pomeranz e Linglei Ma, Eumycetoma, in Dermatology Online Journal, vol. 11, nº 4, 30 dicembre 2005, pp. 10. URL consultato il 26 marzo 2018.
  3. ^ Bailey, Hamilton, 1894-1961., Hamilton Bailey's demonstrations of physical signs in clinical surgery., 17th ed., Butterworth-Heinemann, 1992, ISBN 0750606258, OCLC 27012693.
  4. ^ a b Paniker, C. K. Jayaram. e Ananthanarayan, R., Ananthanarayan and Paniker's textbook of microbiology., 7th ed., Orient Longman, 2005, ISBN 8125028080, OCLC 868942036.
  5. ^ a b c Boon, Nicholas A. e Davidson, Stanley, Sir, 1894-1981., Davidson's principles & practice of medicine., 20th ed., Elsevier/Churchill Livingstone, 2006, ISBN 9780443101335, OCLC 65765046.
  6. ^ Abdalla O. A. Ahmed, Nicole Desplaces e Philippe Leonard, Molecular detection and identification of agents of eumycetoma: detailed report of two cases, in Journal of Clinical Microbiology, vol. 41, nº 12, December 2003, pp. 5813–5816, DOI:10.1128/JCM.41.12.5813-5816.2003. URL consultato il 26 marzo 2018.
  7. ^ (EN) Raquel Vilela, Olga M. V. Duarte e Carlos A. Rosa, A case of eumycetoma due to Madurella grisea in northern Brazil, in Mycopathologia, vol. 158, nº 4, 1º dicembre 2004, pp. 415–418, DOI:10.1007/s11046-004-2844-y. URL consultato il 26 marzo 2018.
  8. ^ L. C. Severo, F. M. Oliveira e G. Vettorato, Mycetoma caused by Exophiala jeanselmei. Report of a case successfully treated with itraconazole and review of the literature, in Revista Iberoamericana De Micologia, vol. 16, nº 1, March 1999, pp. 57–59. URL consultato il 26 marzo 2018.
  9. ^ M. R. Capoor, G. Khanna e D. Nair, Eumycetoma pedis due to Exophiala jeanselmei, in Indian Journal of Medical Microbiology, vol. 25, nº 2, April 2007, pp. 155–157. URL consultato il 26 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Moroni, esposito Roberto, De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-214-2980-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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