Mia moglie si sposa

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Mia moglie si sposa
Titolo originaleLet's Make It Legal immagine =
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno1951
Durata77 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaRichard Sale
SoggettoMortimer Braus
SceneggiaturaI. A. L. Diamond, F. Hugh Herbert
ProduttoreRobert Bassler
Casa di produzione20th Century Fox
Distribuzione (Italia)20th Century Fox (1952)
FotografiaLucien Ballard
MontaggioRobert Frirch
Effetti specialiFred Sersen
MusicheCyril J. MocKridge
ScenografiaAlbert Hogsett e Lyle R. Wheeler
Paul S. Fox, Thomas Little
CostumiRenié, Charles Le Maire
TruccoBen Nye
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mia moglie si sposa (Let's Make It Legal) è un film del 1951 diretto da Richard Sale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Miriam, nonna a dispetto dell'età inizia la pratica di divorzio dal marito. La figlia Barbara cercherà in ogni modo di far riconciliare i due genitori prima che la sentenza diventi definitiva. Nel frattempo ritorna in scena un pretendente della madre, Victor Mc Fralan, che subito vista la situazione le chiede di sposarlo. Prima delle nozze l'uomo racconta di una partita a dadi con il suo vecchio marito con lei come posta. La donna indignata chiede spiegazioni a suo marito che confessando gli spiega che nell'occasione aveva barato, essendo lei troppo importante per lui, con questa affermazione riconquista l'amata.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne prodotto dalla Twentieth Century Fox Film Corporation.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola venne distribuita in vari paesi fra cui:[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La critica risalta la regia e le interpretazioni dei principali attori,[2] meno la sceneggiatura, fra le interpretazioni evidenziano una «divertente» Marilyn Monroe[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info sulle date di uscita
  2. ^ Segnalazioni cinematografiche, vol.32, 1952, vedi anche scheda su cinematografo.it
  3. ^ Morando Morandini, Laura Morandini e Mauro Tassi, Il Morandini 2010, Zanichelli, p. 898, ISBN 978-88-08-30176-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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