Metropolitana di Losanna

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Metropolitana di Losanna
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StatoSvizzera Svizzera
CittàLosanna
Apertura1991
GestoreTL
Caratteristiche
Numero linee2
Stazioni28
Lunghezza13,7 km
Mappa della rete
pianta

La metropolitana di Losanna (métro de Lausanne in francese) è una rete di linee metropolitane a servizio della città di Losanna e del suo distretto. È composta da due linee, differenziate da numeri e colori diversi, lunghe in totale 13,7 chilometri e composte da 28 stazioni. La prima linea, la 1, fu inaugurata nel 1990 e seguita nel 2008 dalla linea 2. Al 2012 risulta in progetto una terza linea. Fu costruita da 2 distinte compagnie, mentre il servizio è esercitato da una terza. Risulta essere l'unica metropolitana in Svizzera, mentre Losanna risulta essere la più piccola città al mondo dotata di una metropolitana.

Linee[modifica | modifica wikitesto]

Linea Percorso Inaugurazione Lunghezza Stazioni
M1 Renens CFF - Lausanne Flon 1991 8 km 13
M2 Ouchy - Les Croisettes 2008 6 km 15

Linea M1[modifica | modifica wikitesto]

Progettata a metà anni ottanta, la linea 1 della metropolitana di Losanna aprì il 24 maggio del 1991; è una metropolitana leggera[1] con solo 3 stazioni sotterranee. Titolari sia della concessione ferroviaria[2] che di quella per il trasporto di viaggiatori[3] sono, dal primo gennaio 2012, i Transports publics de la région Lausannoise. In precedenza il servizio, noto anche come Metro Ouest[4] è stato esercitato da una compagnia chiamata TSOL (Societé du tramway du Sud-Ouest lausannois SA), mentre i treni erano invece gestiti dai Transports publics de la région Lausannoise[senza fonte]. La linea, con 8 chilometri di lunghezza, collega il centro della città con le maggiori università e Renens ed è a binario unico e scartamento normale, anche se nella maggior parte delle stazioni (11 su 15) è presente un binario di raddoppio servito da una seconda banchina[4].

Linea M2[modifica | modifica wikitesto]

Approvata con un referendum nel 2002[5], i lavori per la costruzione della linea 2 della metropolitana di Losanna partirono nel marzo 2004[6]; l'inaugurazione avvenne il 18 settembre 2008, utilizzando in parte il tracciato della Losanna-Ouchy[7], prolungato con un'estensione verso Croisettes-Epalinges, attraversando così la città da nord a sud. La linea è lunga 5,9 chilometri, di cui 1,5 facevano parte dei preesistenti binari della "Ficelle" e 14 stazioni, ed è caratterizzata da pendenze tra le più ripide in Europa. È una metropolitana leggera automatica (la prima in Svizzera) su gomma (soluzione resasi necessaria a causa della forte pendenza[8]), gestita da un'unica sala di controllo; è dotata di porte di banchina ed è interamente a doppio binario, fatta eccezione per una tratta di 200 m sotto la stazione FFS[8] i cui costi sarebbero stati troppo elevati.

Progetti[modifica | modifica wikitesto]

Linea M3[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un progetto per la linea M3, con la proposta di servire l'area di sviluppo di La Blécherette e l'ovest della città (Malley, Renens Bussigny). Sarebbe una metropolitana molto simile alla numero 2 e avrebbe un interscambio con le prime due linee alla stazione di Losanna-Flon. Un nuovo studio condotto nel 2010 prevede di utilizzare una tratta della M2 fino alla stazione, abbreviandola per poi continuare verso le aree inizialmente previste e prolungando anche la M2 fino alla stazione di Losanna. Secondo questo studio la messa in esercizio della linea è prevista per il 2020.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Philippe H. Bovy, Le nouveau tramway du Sud-Ouest lausannois, Croissance spectaculaire du trafic, in Ingénieurs et architectes suisses, vol. 118, n° 23, 28 ottobre 1992, p. 452
  2. ^ UFT - Banca dati IT - 5146 - CF Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive.. Riportato il 28 aprile 2014
  3. ^ UFT - Banca dati IT - 0325 - CTV Archiviato il 2 aprile 2015 in Internet Archive.. Riportato il 28 aprile 2013
  4. ^ a b Bovy, op. cit., p. 452
  5. ^ Marco Bettelini, m2 Lausanne - il primo «vero» metrò svizzero, in Archi: rivista svizzera di architettura, ingegneria e urbanistica, n° 2/2009, p. 54
  6. ^ Bettelini, op. cit., p. 57
  7. ^ Bettelini, op. cit., p. 54
  8. ^ a b Bettelini, op. cit., p. 55

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]