Merine

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Merine
frazione
Merine – Veduta
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Lecce-Stemma.png Lecce
ComuneLizzanello-Stemma.png Lizzanello
Territorio
Coordinate40°19′57″N 18°13′34″E / 40.3325°N 18.226111°E40.3325; 18.226111 (Merine)Coordinate: 40°19′57″N 18°13′34″E / 40.3325°N 18.226111°E40.3325; 18.226111 (Merine)
Altitudine45 m s.l.m.
Abitanti4 785 (Censimento ISTAT 2011)
Altre informazioni
Cod. postale73023
Prefisso0832
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMerinesi
PatronoMaria SS. Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Merine
Merine

Merine è l'unica frazione di Lizzanello in provincia di Lecce. Situata nel Salento centro-settentrionale, dista 3 km dal centro del capoluogo comunale e si trova nelle immediate vicinanze della città di Lecce.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Le varie interpretazioni circa l'etimologia del paese, riconducono il toponimo al volgare fiorentino màrie, proveniente dall'araldico mera (luogo ameno, delizioso e di pastura) o al termine merinos (ottima razza di pecore spagnole).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ad appena 3 km da Lecce, incontriamo la frazione di Merine, nel cui territorio esistevano i menhir scomparsi. Pare che Merine esistesse prima ancora di Lizzanello; si dice che la frazione sia sorta in epoca alto medioevale, intorno ad una grancia basiliana. Merine fino al XIII secolo fu incorporata alla Contea di Lecce e fu infeudata nel 1353, ai Carovineis che la possedettero sino al XV secolo. In quel tempo il luogo era soggetto, per la giurisdizione civile e penale, al Vescovo di Lecce. Il casale passò ai Montenegro e, nel 1613, ai Palmieri, che lo acquistarono per 20.500 ducati. Costoro furono signori del luogo fino all'800, ossia fino all'evasione della feudalità. A Merine, oltre le abitazioni a corte, esistono moderne costruzioni.

Abitazione Fortificata

Il centro storico ha l'aspetto di un agglomerato rurale, costituito da casupole realizzate con muratura irregolare e con il tetto a spiovente coperto da embrici. Gli ambienti di queste case contadine, all'esterno dipinte di bianco, sono angusti. Inoltre la struttura urbanistica della frazione di Lizzanello gravita intorno a masserie e ad altre costruzioni fortificate, che ora sono state totalmente assorbite dall'abitato. Evidentemente si tratta di dimore occupate dai ceti elevati dell'epoca, con la funzione di proteggersi in qualche modo dai briganti e dalle incursioni saracene e piratesche, provenienti dal mare fino a tutto il XVIII secolo. A Merine, ancora, fino a non molti anni fa, esisteva a pochi metri della parrocchiale un monolito sul quale era posta una statuetta della Vergine. Nel 1979, nel corso di alcuni lavori, la colonna si ruppe; si salvò però la statuetta che attende ancora di essere collocata al suo posto. Tra le costruzioni da segnalare a Merine ricordiamo la casa baronale della famiglia Majola, nonché l'abitazione fortificata di Via Lizzanello, di proprietà Cappelluti. L'edificio, nella camera da letto, appare riccamente illustrato da pitture floreali e da bozzetti paesisti che rappresentano momenti di vita salentina del XVIII secolo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Santa Maria delle Grazie, chiesa Madre del paese, risale al 1641 ma fu rifatta nel 1878. Si presenta con una sobria facciata in pietra leccese terminante con timpano triangolare, tipico dello stile neoclassico, e con una torre dell'orologio. L'interno, a croce latina, ospita alcuni altari laterali e un altare maggiore caratterizzato da un particolare tabernacolo ligneo, a due piani con semicupoletta ottagonale terminante con una croce.

Chiesa di Maria SS. Assunta[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Maria SS. Assunta è il tempio più antico di Merine. Restaurato nel secolo scorso, una decina di anni fa è stato restituito alla sua struttura originaria, dopo i tanti interventi subiti nei secoli. Conosciuta anche come "chiesa vecchia" o chiesa di San Vito, risale al XV secolo. L'edificio, di modeste dimensioni, si presenta con un esterno fortificato da piombatoie poste in corrispondenza delle due porte d'accesso. L'interno custodisce alcuni affreschi che richiamano quelli della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina.

Chiesa di Maria SS. Assunta

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella di Santa Maria di Costantinopoli;
  • Cappella di Sant'Oronzo, chiesetta rurale sconsacrata;
  • Cappella del Crocifisso, adiacente al palazzo baronale e attualmente adibita ad usi civili.
Palazzo Baronale Palmieri-Magliola

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo majola (XVII secolo)

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

"Lu Sannà", termine dialettale che indica l'Osanna, è una colonna monolitica sulla cui sommità è posizionata una piccola statua di Maria SS. Assunta ed è localizzata al centro della piazza principale.

"Lu Sannà"

Società[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Merine sono denominati merinesi. Il censimento del 2011 ha rilevato che il numero di abitanti del paese è di 4785 unità. Nei territori limitrofi di Merine (uniti al paese) vi sono gli agglomerati di Zona Erchie Piccolo (85 abitanti) e Zona Marangi (134 abitanti). (Dati Istat). Negli ultimi anni[quando?] il paese ha avuto un notevole incremento demografico dovuto alla vicinanza con la città di Lecce.

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto parlato a Merine è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al Dialetto Leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Marco Bianco

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Esistono a Merine una scuola dell'infanzia; una scuola primaria; una scuola secondaria di I grado.

Persone legate a Merine[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Patrona di Merine è la Vergine Assunta, conosciuta come la Madonna Beddhra, che si festeggia il 15 agosto. Particolarità della vergine è che cinge sul fianco sinistro una fascia antica in seta e oro dalla fattura orientale donata secondo la leggenda, da una principessa turca al suo amato Oronzo di Merine, che fatto schiavo dai turchi in una delle tante incursioni di quel tempo, venne portato dal sultano che lo prese in simpatia e lo tenne in casa dove nacque l'amore con la figlia e che riuscì grazie alla sua fede a convertire la principessa al culto della Madonna, quando il sultano scoprì il loro amore li ostacolò e i due cercarono di scappare ma vennero inseguiti da una flotta con la mezzaluna, fu allora che la principessa disse ad Oronzo di scappare da solo e dandogli la fascia gli disse di votarsi alla Madonna che l'avrebbe protetto, infatti una tempesta fece ritirare la flotta del sultano ed Oronzo sbarcando a San Cataldo tornò a Merine e mise la fascia (come promesso all'amata) sul fianco della Vergine. Altre feste minori, sempre con processioni e luminarie, quelle di S. Vito, di S. Antonio e di S. Luigi. Dal 1993 nel mese di luglio si svolge la "Sagra te lu Ranu" (Sagra del Grano), una manifestazione gastronomica organizzata dall'unica parrocchia del paese "Santa Maria delle Grazie".

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Merine Calcio che milita nel girone A leccese di 3ª Categoria.

Squadre minori che militano nei vari campionati Amatori sono: A.C. Amatori Merine, Real Salento Merine e Gioventù Merine.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario De Marco Merine. Storia, arte e religiosità, Edizioni Grifo (2009)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sagra te lu ranu

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