Mercato libero dell'energia in Italia

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Mercato elettrico italiano
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Il mercato libero dell'energia in Italia nasce come frutto della liberalizzazione del mercato energetico, aprendo la possibilità alle aziende private di poter proporre la propria offerta e permettendo agli utenti di scegliere il proprio fornitore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La liberalizzazione del mercato energetico in Italia fu introdotta dal governo D'Alema I, con l'emanazione del decreto Bersani del 1999. Il documento riportava le indicazioni della direttiva comunitaria 96/92/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo del 19 dicembre 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell'energia in Europa. Il documento prevedeva una graduale liberalizzazione delle attività lungo tutta la catena di valore (produzione, esportazione, importazione, acquisto e vendita di energia elettrica), per favorire la libera concorrenza nel settore energetico a beneficio del consumatore. Venne seguito dal decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 che istituì l'effettiva liberalizzazione del mercato del gas.

Per la regolamentazione dell'intero mercato fu creata nel 1995 l'"Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas", un'autorità amministrativa indipendente, poi diventata ARERA (Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambienti), il cui compito era quello di garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nei servizi di pubblica utilità, tutelando gli interessi di utenti e consumatori. Il decreto Bersani bis nel 2007 segnò la completa liberalizzazione del mercato energetico italiano, aprendolo ai nuovi fornitori e permettendo agli utenti di scegliere liberamente l'operatore a cui rivolgersi per le proprie utenze. Il quadro regolatorio prevedeva un periodo di coesistenza del mercato libero e quello regolato per permettere ai consumatori di effettuare un passaggio graduale e agevole.

La fine del servizio di maggior tutela e del Servizio Elettrico Nazionale è stata rinviata più volte: il D. Lgs. 22 settembre 2018, n. 91 ha posticipato il passaggio obbligatorio al mercato libero dell'energia dapprima a luglio del 2020,[1] seguito da ulteriori slittamenti che hanno portato ad oggi a fissare la data del 1º gennaio 2024 per gli utenti privati[2].

Descrizione generale[modifica | modifica wikitesto]

Al di là della possibilità di scegliere il fornitore, le maggiori differenze tra il mercato libero e quello tutelato per il cliente sono rappresentate soprattutto dalla spesa per la materia prima (che in generale rappresenta il prezzo dell'energia elettrica o del gas), mentre gli altri costi sono uguali per tutti gli operatori.

Per agevolare il passaggio al mercato libero ARERA ha messo a disposizione degli utenti il Portale Offerte[3], dove si possono confrontare le tariffe luce e gas di vari operatori. Oltre al Portale Offerte, gli utenti possono consultare i vari comparatori di tariffe, presenti online, oppure i gestori delle utenze, che non solo aiutano i consumatori a orientarsi sul mercato e a scegliere l'offerta più adatta alle loro esigenze e abitudini di consumo, ma li accompagnano nelle pratiche contrattuali.

Un altro cambiamento riguarderà l'Autorità indipendente che si incaricherà di controllare i prezzi e i diversi operatori nel mercato, mentre prima era principalmente l'ARERA, ora diventerà l'Antitrust, trattandosi il Mercato Libero di un mercato in regime concorrenziale.

Dati e statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvicinarsi della fine del mercato tutelato, secondo i dati di ARERA pubblicati nel monitoraggio Retail a fine 2019, nell'elettricità ad aver lasciato la maggior tutela nel 2019 sono il 46,5% dei clienti domestici (circa 13,7 milioni) e già il 59,1% delle piccole imprese (circa 4,1 milioni). Nel gas già a dicembre 2018 sul libero si trovava il 50% dei domestici[4]. Per agevolare questo passaggio, la deliberazione del 7 luglio 2016 n. 369 dell'Autorità ha obbligato tutti i venditori a presentare al cliente la possibilità di aderire alla Tutela Simile (non più sottoscrivibile) o a un'offerta standard Placet – due tipi di offerte specifiche, limitate nel tempo e non prorogabili, con condizioni regolate, che hanno lo scopo di rendere la transizione più graduale per i cittadini.

Ci sono diverse ipotesi su cosa accadrà agli utenti che non avranno effettuato nessuna scelta entro la data che segnerà l'abolizione del mercato tutelato, tra cui il regime in stile salvaguardia, che prevede un passaggio automatico a un fornitore "esercente la salvaguardia" selezionato tramite gara, e un sistema ad aste, che stabilisce un tetto massimo di clienti che potranno fluire dal fornitore tutelato alla stessa azienda presente nel libero, mentre per quelli in "eccesso" è previsto un sistema ad aste intermedie e finali per passare a un fornitore terzo[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ LEGGE 21 settembre 2018, n. 108, su normattiva.it.
  2. ^ Quando finisce il mercato tutelato: ultime novità,, su ComparaSemplice.it.
  3. ^ Portale offerte, su arera.it.
  4. ^ Energia: il mercato libero si avvicina ma gli italiani si informano poco, su Repubblica.it, 4 marzo 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
  5. ^ Passaggio al Mercato Libero dell'Energia: verso 2021 tra novità e rinvii, su ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. URL consultato il 23 aprile 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]