Mercato di Mahane Yehuda

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Mercato di Mahane Yehuda
Shuk (26).JPG
Il mercato durante un affollato venerdi
Localizzazione
StatoIsraele Israele
LocalitàGerusalemme
IndirizzoQuartiere di Mahane Yehuda
Coordinate31°47′08″N 35°12′44″E / 31.785556°N 35.212222°E31.785556; 35.212222Coordinate: 31°47′08″N 35°12′44″E / 31.785556°N 35.212222°E31.785556; 35.212222
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Il mercato di Mahane Yehuda (in ebraico: שוק מחנה יהודה?, Shuk Mahane Yehuda), spesso chiamato lo "Shuk"[1], è un mercato (originariamente aperto, ma oggi parzialmente coperto) di Gerusalemme, in Israele. Popolare sia fra i residenti che fra i turisti, il mercato raduna più di 250 tra venditori ambulanti e negozi[2] che vendono in prevalenza prodotti alimentari assieme a merce di ogni genere. Dalla frutta e verdura fresca ai dolci; dal pesce alla carne e al formaggio; dai vestiti ai libri[3][4].

La vivacità e l'energia del mercato sono accentuati dai venditori che gridano slogan e prezzi all'indirizzo dei clienti[2]. Giovedì e venerdì, il mercato è affollato di persone che fanno la spesa in vista dello Shabbat. Negli ultimi anni lo 'shuk' ha visto crescere la propria vita notturna, con l'apertura di ristoranti e bar che propongono musica dal vivo[5].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Arance e merci varie a Mahane Yehuda.

Il mercato Mahane Yehuda è delimitato a nord da Jaffa Road, da Agrippa II Street verso sud, da Beit Yaakov Street a ovest e da Kiach Street ad est[6]. Il mercato stesso contiene due strade: Eitz Chaim Street (il mercato coperto) e Mahane Yehuda Street (il mercato scoperto). Un grosso numero di strade più piccole chiamate con nomi di frutti - Afarsek (Pesca) Street, Agas (Pera) Street, Egoz (Noce) Street, Shaked (Mandorla) Street, Shezif (Prugna) Street, Tapuach (Mela) Street - intersecano le due arterie principali[4][7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere di Mahane Yehuda fu fondato nella parte a nord di Jaffa Road da tre uomini d'affari: Johannes Frutiger, un protestante tedesco proprietario della più grande banca in Palestina, Shalom Konstrum, e Joseph Navon. Fu chiamato come il fratello di Navon, Yehuda[4]. Confina a sud ovest con Beit Ya'akov, un quartiere fondato nel 1885.

Alla fine del XIX secolo, il mercato nacque all'interno di un appezzamento di terreno libero di proprietà della famiglia sefardita Valero[4] ad est di Beit Ya'akov, il cui nome era, originariamente, Shuk Beit Yaakov (Mercato di Beit Yaakov). Qui mercanti arabi e fellah vendevano le loro merci ai residenti che vivevano fuori dalle mura della città antica. A mano a mano che i nuovi quartieri della città fuori dalle mura si espandevano, anche il mercato di Beit Yaakov cresceva allo stesso ritmo, aumentando il numero di negozi e venditori.

Durante il regno ottomano, il mercato si espanse senza un preciso schema e le condizioni sanitarie peggiorarono drasticamente. Negli anni 20, sotto mandato britannico, le autorità costruirono negozi e banchetti permanenti e coprirono parte del mercato[4]. Dopo questo intervento il mercato cominciò ad essere conosciuto come il mercato di Mahane Yehuda.

Nel 1931 fu costruita una nuova sezione del mercato e 20 negozianti che precedentemente possedevano solamente installazioni temporanee in legno vi si installarono. Quest'area fu chiamata Iraqi Market (il mercato iracheno), poiché molti di questi venditori erano discendenti di ebrei iracheni[8].

Un venditore di halva.

Nei primi anni 2000, il mercato subì un'opera di rinnovamento strutturale, tra cui la ripavimentazione delle strade e la copertura di alcune aree, precedentemente scoperte[4]. Questo ammodernamento fu la risposta da parte dell'amministrazione alla riduzione di avventori dovuti agli attacchi terroristici avvenuti nel 1997 e nel 2002[9]. Questo progetto mirava a favorire, inoltre, l'apertura di caffè e boutique nella zona che avrebbero dovuto attirare persone della classe media[9]. Secondo Eli Mizrachi, presidente dell'associazione commercianti di Mahane Yehuda, mentre i clienti abituali vengono al mercato per comprare prodotti, la "nuova generazione" vuole un posto dove divertirsi, bere una tazza di caffè e fare acquisti[10].

Un numero di negozi alla moda e caffè furono aperti all'interno del mercato[11] assieme a locali che propongono cucina non mediorientale, come ristoranti italiani[12], vegetariani[13] e fish and chips; oltre a bar e gioiellerie[3][14][15][16].

Queste innovazioni hanno cambiato a tal punto il volto del quartiere che oggi Mahane Yehuda è divenuto uno dei centri della vita notturna[10]. Lo shuk ospita eventi musicali come il Balabasta dance and music festival, inaugurato nel 2010, che attrae molti giovani che si fermano per le strade del quartiere fino a tarda notte[10]. Il festival include spettacoli di vario genere, talvolta collegati ai beni venduti all'interno del mercato[17][18].

Queste innovazioni hanno rivitalizzato il quartiere e l'intera città[10][19], ma allo stesso modo hanno fatto aumentare vertiginosamente i prezzi degli immobili inducendo alcuni tra i commercianti storici (come pescherie e fruttivendoli) a cedere l'attività[10]. Alcuni temono l'arrivo nel mercato delle grosse catene di distribuzione che cancellerebbe la cultura locale[20].

Alcuni negozianti di origine etiope fecero la loro comparsa nel mercato verso la metà degli anni 2000. Ancora oggi vendono prodotti alimentari e sono parte integrante del mercato[21].

Oggi, l'amministrazione di Mahane Yehuda include rappresentanti dei commercianti e gestisce lo sviluppo del business in concomitanza con la municipalità di Gerusalemme, il Ministero della salute ed altre entità governative[1].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La sinagoga di Beit Zvul.

Il comune di Gerusalemme ha investito molto nella modernizzazione della Città Nuova creando moderne vie pedonali per aumentare l'affluenza e favorire il commercio, il turismo e la cultura[22]. Nir Barkat, sindaco di Gerusalemme sostiene che, "Ci siamo resi conto che la vita notturna sarebbe stata la chiave per incrementare il turismo a Gerusalemme". Parte integrante di questa strategia è stata l'apertura di molti bar e ristoranti nelle strade di Mahane Yehuda per attirare giovani e turisti[5][23].

Lo shuk ha un sito interattivo in inglese che include articoli, foto, notizie, e mappe[9][24].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 le saracinesche e le porte dei negozi vennero dipinte dall'artista di strada Solomon Souza e divennero un'attrazione[25][26][27].

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Multi autobus servono il mercato e c'è una fermata della metropolitana scoperta in Jaffa Road[28][29]. Quest'ultima è stata inaugurata all'interno dei piani per rivitalizzare la zona[19].

Persone legate a Mahane Yehuda[modifica | modifica wikitesto]

La prima generazione dei Banai, una famiglia di attori e musicisti, viveva in HaAgas Street nella parte sud del mercato. Nel 2000 la municipalità di Gerusalemme ha cambiato nome alla strada in Eliyahu Yaakov Banai Street in onore del capostipite della famiglia Banai[14].

Ehud Banai ha composto una canzone intitolata "1 HaAgas Street" che descrive la vita quotidiata e l'atmosfera all'interno della casa di famiglia.

«Above a vegetable store
The building is empty now
The walls bare and worn

Yet immersed and sway
Reminiscent of holidays,
Of scented jasmine
Of an old tune that rings
Summoning to a feast»

(Ehud Banai, 1 HaAgas Street)

Nel 1976 Rami Levy aprì il suo primo negozio in Hashikma Street, una delle vie di Mahane Yehuda, vendendo prodotti alimentari a prezzi contenuti. Oggi Rami Levy Hashikma Marketing è il terzo distributore di tutto Israele[30].

Il mercato durante le festività ebraiche[modifica | modifica wikitesto]

Un commerciante mentre vende galli e galline per kapparot prima di Yom Kippur, 1983 circa.

Prima di Rosh haShana, il capodanno ebraico, migliaia di persone raggiungono il mercato per comprare cibo legato alla festività: melograni, datteri e miele[31]. Nei giorni tra Rosh Hashana e lo Yom Kippur, uno shuk kapparot (un mercato kapparot) apre accanto a quello di Mahane Yehuda. Qui le persone acquistano galli e galline che fanno volteggiare per tre volte sopra la testa, recitando una preghiera e trasferendo simbolicamente i loro peccati all'animale che viene successivamente macellato e donato ai poveri. Nei giorni precedenti a Sukkot, viene posizionata una grande tenda in Valero Square, la quale ospita un shuk arba minim, dove i commercianti vendono lulav, etrog e altri oggetti rituali utilizzati durante questa festività[32][33]. Il mercato offre una varietà di prodotti tipici durante tutte le altre festività come sufganiyah durante Hanukkah o hamantash durante Purim.

Attentati terroristici[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato di Mahane Yehuda è tenuto sotto stretto controllo dalle autorità militari israeliane in quanto fu obiettivo terroristico non solo durante la Seconda intifada, ma anche precedentemente:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Mahane Yehuda website, su machne.co.il. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  2. ^ a b (EN) Mahane Yehuda – The Jerusalem Shuk (Outdoor Market), su fonerbooks.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  3. ^ a b (EN) Whole Lotta Shuk-ing Going On, su thejewishweek.com. URL consultato il 24 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2012).
  4. ^ a b c d e f (EN) Visiting the Mahane Yehuda Open Air Market, su israelnationalnews.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  5. ^ a b (EN) Night Owls: Jerusalem After Dark, su timeout.co.il. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  6. ^ (EN) Map of Mahane Yehuda Market, su israeltours.wordpress.com.
  7. ^ (EN) Jerusalem residents fight city to keep street names of old, su haaretz.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  8. ^ (EN) The History of Shuk Machane Yehuda, su en.machne.co.il. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  9. ^ a b c (EN) Savvy entrepreneurs introduce a DIY guide to Jerusalem's vibrant Mahane Yehuda, su timesofisrael.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  10. ^ a b c d e (EN) Market Makeover, su jpost.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  11. ^ (EN) Urban art spices up Jerusalem's famous Mahane Yehuda market, su israel21c.org. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  12. ^ (EN) Top 5 Winter Warmers in Jerusalem, su jpost.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  13. ^ (EN) 'Ha'Agas 1,' Vegetarian kosher restaurant, su happycow.net. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  14. ^ a b (EN) Shuk Mahane Yehuda – The New Trend in Jerusalem, su tiuli.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  15. ^ (EN) Shazif Invades the Shuk: Among the vegetable and meat stalls of Jerusalem's open-air market are a relatively new Italian coffee house, gourmet delicatessen and bistro. Is Mahane Yehuda on its way to becoming a yuppie stronghold?, su haaretz.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  16. ^ (EN) From Cheap to Chic – Jerusalem shuk goes upscale, su jweekly.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  17. ^ (EN) Balabasta festival 2012 in shuk Mahane Yehuda, su gojerusalem.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  18. ^ (EN) CITYbites: Night festivals in Mahane Yehuda market, su jpost.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  19. ^ a b (EN) Open air market at heart of Jerusalem's revival, su jpost.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  20. ^ (EN) Aroma versus Mahane Yehuda Market, su haaretz.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  21. ^ (EN) Ethiopian Ethnic Center - Machane Yehuda Market Jerusalem, su en.machne.co.il. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  22. ^ (EN) Jerusalem’s Heart is Beating Again, su timeout.co.il. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  23. ^ (EN) Jerusalem emerges as the capital of culture, su israel21c.org. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  24. ^ (EN) New English Website Makes Jerusalem's Mahane Yehuda Even More Accessible to Tourists, su goisrael.com. URL consultato il 24 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2012).
  25. ^ (EN) The Artist’s Temple, su jpost.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  26. ^ (EN) Closed storefronts become colourful works of art, su theglobeandmail.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  27. ^ (EN) Two guys are turning an old Jerusalem market into a portrait gallery of famous Jews, su washingtonpost.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  28. ^ (EN) Rosenberg, Jerusalem's light rail system opens to the public after years of delays, su haaretz.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  29. ^ (EN) Jerusalem rail brings city closer together, su forward.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  30. ^ Company description, The Financial Times Ltd., 2011. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  31. ^ Minsky, Loren, "Feeling the holiday spirit at Mahane Yehudah," The Jerusalem Post, September 28, 2011, retrieved September 6, 2012
  32. ^ (EN) A conversation with Shimon Vaknin, four species vendor, su jerusalemite.net. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  33. ^ (EN) Shuk Arba Minim 2011: 19 September, 2010 – 22 September, 2010, su gojerusalem.com. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  34. ^ (EN) Worst terrorist attacks in Israel, su johnstonsarchive.net. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  35. ^ (EN) Suicide bombers threaten Mid-East accord - The Independent, su independent.co.uk. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  36. ^ (EN) Suicide and Other Bombing Attacks in Israel Since the Declaration of Principles (Sept 1993), su mfa.gov.il. URL consultato il 24 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]