Men in Black (film 1997)

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Men in Black
Men in Black 1.jpg
Logo del film
Titolo originaleMen in Black
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1997
Durata98 min
Rapporto1.85:1
Genereazione, commedia, fantascienza, avventura
RegiaBarry Sonnenfeld
SoggettoEd Solomon (tratto dal fumetto della Malibu di Lowell Cunningham)
SceneggiaturaEd Solomon
ProduttoreWalter F. Parkes, Laurie MacDonald
Produttore esecutivoSteven Spielberg
Casa di produzioneColumbia Pictures, Amblin Entertainment, Parker/MacDonald Productions
Distribuzione in italianoColumbia TriStar Films Italia
FotografiaDon Peterman
MontaggioJames Miller
Effetti specialiIndustrial Light & Magic
MusicheDanny Elfman
ScenografiaBo Welch
CostumiMary E. Vogt
TruccoRick Baker
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Men in Black è un film d'avventura del 1997 diretto da Barry Sonnenfeld, basato sull'omonima serie a fumetti di Lowell Cunningham[1], che ripropone in chiave comico-avventurosa l'ipotesi della reale esistenza dei "Men in Black", spesso presenti nelle teorie del complotto sugli UFO, rappresentati come un'organizzazione segreta che all'oscuro di tutti, persino del governo degli Stati Uniti, controlla l'afflusso di extraterrestri sul pianeta Terra.

Assieme ai suoi due seguiti, Men in Black II (2002) e Men in Black 3 (2012), è la commedia fantascientifica (senza supereroi) che detiene il maggior successo commerciale[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un furgone di clandestini messicani è intento ad entrare negli Stati Uniti, subito fermato dalle guardie di frontiera. Contemporaneamente giungono sul posto due individui vestiti di nero, appartenenti a un'agenzia segreta, che bloccano e identificano uno dei clandestini che si rivela essere un alieno: nel tentativo di fuggire l'alieno viene "distrutto" da uno dei due agenti, l'agente K. Questi, vista l'inaffidabilità del collega, l'agente D, oramai troppo anziano, si trova riluttantemente costretto a cancellargli la memoria con uno strumento chiamato "neuralizzatore".

Contemporaneamente a Manhattan, l'agente di polizia James Edwards è impegnato a inseguire un sospetto, che si rivela in grado di fare cose straordinarie: oltre ad essere in grado di salire su una parete verticale, è anche in possesso di un'arma insolita. Una volta raggiunto in cima ad un tetto, il sospettato confessa ad Edward che la Terra sta per essere distrutta a causa del suo fallimento, per poi suicidarsi gettandosi di sotto.

Edwards riferisce tutta la vicenda al suo commissario, ma questi stenta a credergli. Solo la dott.ssa Laurel Weaver, che, lavorando all'obitorio ha potuto eseguire l'autopsia del corpo del sospetto, gli crede. Improvvisamente arriva l'agente K che neuralizza sia la Weaver sia il superiore di Edwards. K rivela a James la verità sull'esistenza della creatura aliena e lo porta a visitare un banco dei pegni per verificare se James riconosce l'arma che la creatura ha usato. James nonostante qualche dubbio segue K fino alla piccola gioielleria di Jack Jeebs. Jack appare essere un uomo comune, ma con l'intervento di K che spara in piena faccia all'uomo, lo stralunato Edwards scopre la verità. James, una volta rassicurato da K, nota che, pochi istanti dopo, la testa di Jeebs ricresce, tornando identica a prima. James rimane stupefatto e quando Jeebs gli mostra il vero negozio tenuto segretamente nascosto, che si rivela essere un arsenale di armi aliene, riconosce quella utilizzata dall'alieno.

K successivamente neuralizza James cancellandogli il ricordo della loro ultima mezz'ora e lo porta a mangiare fuori. Qui, James riceve da K un biglietto nel quale i MiB lo invitano a reclutarsi. Nel frattempo, nel campo di un comune contadino, precipita un disco volante. Il contadino, di nome Edgar, si reca verso il cratere ma viene improvvisamente afferrato dall'essere alla guida del disco volante. L'essere svuota letteralmente Edgar, indossando poi la sua pelle come un vestito per mimetizzarsi. Dopo aver spaventato la moglie Beatrice a causa del suo comportamento fugge portando con sé la sua navicella spaziale.

La mattina dopo, Edwards si reca all'indirizzo indicato da K. Qui in una base tecnologica segreta compie vari test: uno scritto e uno pratico. Al test pratico viene bloccato dal direttore dell'Agenzia, Z, che non vede di buon occhio il nuovo arrivato. K però convince Zed ad assumerlo. K quindi conduce James all'interno della "vera" base, e gli inizia a narrare la storia delle origini dei MIB: negli anni sessanta l'agenzia venne fondata per stabilire i contatti con le civiltà extraterresti, che in seguito stabilirono un contatto nel 1964 con quelli che divennero i primi Agenti, gli rivela poi le loro navicelle spaziali furono spostate nel Queens e mimetizzate dentro due torri usando come copertura l'esposizione mondiale avvenuta quell'anno.

Quando le porte dell'ascensore si aprono, l'ambiente che si presenta davanti a loro si rivela una sorta di "aeroporto intergalattico". James rimane stupefatto dal monitor di controllo che regola le presenze aliene: secondo il monitor sarebbero alieni con sembianze umane, tra cui la sua maestra delle elementari e diverse stelle del cinema, tra cui Sylvester Stallone e George Lucas.

James viene in seguito sottoposto alla procedura per diventare un agente, tra cui la vestizione di un abito formale, la cancellazione delle impronte digitali e di tutti i documenti anagrafici, venendo rinominato Agente J.

In seguito ad una segnalazione di Z, i protagonisti fermano n Alieno in procinto di fuggire da Manhattan senza permesso assieme alla moglie e al figlio neonato, cosa che fa preoccupare K in quanto già diverse partenze non autorizzate erano state registrate in precedenza, ed investigando in una edicola sui giornali di riviste scandalistiche viene incuriosito da un articolo riguardante Beatrice, la moglie di Edgar, che dichiarava che un alieno aveva rubato la pelle del marito.

Dopo aver interrogato e neuralizzato la moglie per fargli scordare l'accaduto, K verifica tramite analisi del cratere che la creatura atterrata sulla terra è una Piattola aliena, cosa che lo fa preoccupare a causa della pericolosità di quegli esseri.

Nel frattempo l'alieno ancora camuffato da Edgar, uccide un disinfestatore e lo deruba del suo furgone dove nasconde la propria navetta, per poi recarsi in un ristorante dove uccide un Alieno, che viveva sotto la falsa identità di un gioielliere insieme ad un altro alieno con cui si stava incontrando per discutere di questioni di sicurezza galattica, derubandolo in seguito di un misterioso monile, pieno di diamanti, in cui pensava di trovare un artefatto definito "la Galassia".

Dopo una segnalazione, i protagonisti si recano alla Gioielleria dell'Alieno trovandosi davanti Edgar intento a rovistare il negozio in cerca della Galassia, ma a causa dell'inesperienza di J non riescono a fermarlo, al MiB intanto viene rivelato che gli Arquiliani, la specie a cui appartenevano gli alieni uccisi, hanno una astronave in orbita sopra la Terra e distruggeranno il pianeta entro un'ora se la Galassia non verrà recuperata, pur di impedire che finisca nelle mani della razza delle Piattole.

Alla ricerca di indizi per fermare la Piattola J e K si recano all'obitorio di Lauren Weaver, dove assieme a lei vengono a conoscenza dal morente Alieno, che si nascondeva dentro un robot con le fattezze del giolielliere Rosemburg, che la Galassia si nasconde "sulla cintura di Orione".

Dopo un consulto con Frankie, un alieno travestito da cane Carlino, J capisce che Rosemburg si riferiva al ciondolo appeso al collarino del suo gatto, chiamato Orione, che era stato portato all'obitorio assieme al suo cadavere, ma nel frattempo anche Edgar capisce la verità e rapisce Weaver assieme al gatto, facendo scattare un inseguimento fino alla Fiera Universale, dove la Piattola cerca di fuggire utilizzando una delle astronavi utilizzate dai primi alieni che stabilirono il contatto coi MiB nel 1964 ed ingaggiano con lui una violenta battaglia che si risolve con la sua sconfitta.

Dopo questa missione K dichiara di essere stanco e di voler tornare alla vita civile, pertanto consegna a J il suo neuralizzatore spiegandogli il funzionamento e facendosi cancellare la memoria, mentre Laurel abbandona il suo lavoro di medico legale ed entra nei MiB come Agente L. Dopo questo, si scopre che l'intera galassia è all'interno di una biglia, come quella di Orione, che un gigantesco alieno usa per giocare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il fumetto The Men in Black fu scritto e ideato da Lowell Cunningham, illustrato da Sandy Carruthers e pubblicato prima dalla Aircel Comics, poi dalla Malibu Comics, che aveva appena acquistato la precedente azienda di pubblicazioni. A sua volta la Malibu fu comprata dalla Marvel Comics; tre capitoli furono pubblicati nel 1990 e altri tre nell'anno seguente. Dopo il successo del film seguirono altri tre fumetti sui MIB, un adattamento del film, Retribution e Far Cry[3][4].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportate le scalette dei due CD contenenti la colonna sonora di Men in Black.

Men in Black: The Score

  1. M.I.B. (Main Theme) - Danny Elfman – 3:00
  2. D's Memories/Chase - Danny Elfman – 3:57
  3. Edgar's Truck/A New Man - Danny Elfman – 2:58
  4. Imports/Quiet Moment - Danny Elfman – 2:21
  5. J Contemplates - Danny Elfman – 1:17
  6. Headquarters - Danny Elfman – 1:13
  7. The Suit - Danny Elfman – 1:28
  8. Morgue Time - Danny Elfman – 0:48
  9. Petit Mort - Danny Elfman – 1:42
  10. K Reminisces - Danny Elfman – 0:48
  11. Orion's Belt/Cat Stinger - Danny Elfman – 2:17
  12. Noisy Cricket/Impending Trouble - Danny Elfman – 2:07
  13. Sexy Morgue Babe/Icon - Danny Elfman – 5:41
  14. Take Off/Crash - Danny Elfman – 7:20
  15. Finale - Danny Elfman – 3:03
  16. M.I.B. (Closing Theme) - Danny Elfman – 2:38

Men in Black: The Album

  1. Men in Black - Will Smith
  2. We Just Wanna Party with You - Snoop Doggy Dogg
  3. I'm Feelin' You - Ginuwine
  4. Dah Dee Dah (Sexy Thing) - Alicia Keys
  5. Just Cruisin' - Will Smith
  6. The 'Notic - The Roots
  7. Make You Happy - Trey Lorenz
  8. Escobar '97 - Nas
  9. Erotik City - Emoja
  10. Same Ol' Thing - A Tribe Called Quest
  11. Killing Time - Destiny's Child
  12. Waiting for Love - 3T
  13. Chanel No. Fever - De La Soul
  14. Some Cow Fonque (More Tea, Vicar?) - Buckshot LeFonque
  15. M.I.B. (Main Theme) - Danny Elfman
  16. M.I.B. (Closing Theme) - Danny Elfman

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film divenne, alla sua uscita nel 1997, la commedia fantascientifica di maggiore successo commerciale negli USA (senza tenere conto delle commedie di supereroi), posizione che detiene ancora al 2019 subito prima dei suoi due seguiti.[2] Incassò globalmente 589,400,000 $, a fronte di un budget di circa 90 milioni di dollari.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu anche un successo in termini di critica. Sul sito Rotten Tomatoes ottenne il 92% delle recensioni professionali positive su 226, con una media di voto del 7,7/10[5]. La rivista Empire lo classificò quattrocentonovesimo nella lista dei "500 più grandi film di tutti i tempi"[6].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al successo del primo lungometraggio fu girato il sequel Men in Black II, diretto dallo stesso regista, Barry Sonnenfeld e interpretato da Will Smith e Tommy Lee Jones. Il soggetto è di Robert Gordon e si basa, come il precedente, sul fumetto di Lowell Cunningham. Il 23 maggio 2012 uscì nelle sale cinematografiche italiane il terzo e ultimo episodio della serie Men in Black, dieci anni dopo il secondo e quindici dopo il primo. Fu girato anche in versione 3D e, oltre ai due protagonisti, vedeva tra gli attori Emma Thompson, Josh Brolin nel ruolo del giovane Agente K e Jemaine Clement nel ruolo di Boris "l'animale". Il regista fu Barry Sonnenfeld e Steven Spielberg il produttore esecutivo[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ slogan del film presente nel DVD edizione speciale due dischi di Men in Black
  2. ^ a b Sci-Fi Comedy, su Box Office Mojo. URL consultato il 31 dicembre 2015.. Tale classifica delle commedie fantascientifiche non include però le commedie di supereroi.
  3. ^ Donnelly, Billy, Things Get A Bit Heated Between the Infamous Billy the Kidd And Director Barry Sonnenfeld When They Talk 'Men in Black' 3, su Ain't It Cool News, 25 maggio 2012.
  4. ^ Steve Daly, 'Men in Black': How'd They Do That?, in Entertainment Weekly, 18 luglio 1997. URL consultato il 17 settembre 2007.
  5. ^ https://www.rottentomatoes.com/m/men_in_black/
  6. ^ http://www.empireonline.com/movies/features/500-greatest-movies/
  7. ^ Sci-Fi Comedy, su Box Office Mojo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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