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Memories of Murder

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Memories of Murder
Song Kang-ho e Kim Sang-kyung in una scena del film
Song Kang-ho e Kim Sang-kyung in una scena del film
Titolo originale 살인의 추억
Salinui chueok
Paese di produzione Corea del Sud
Anno 2003
Durata 130 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, poliziesco
Regia Bong Joon-ho
Sceneggiatura Bong Joon-ho, Kim Kwang-rim, Shim Sung Bo
Produttore Cha Seoung-Jae, Kim Moo Ryung, No Jong-yun
Produttore esecutivo Lee Kang-bok
Casa di produzione Sidus Pictures, CJ Entertainment
Fotografia Kim Hyung-ku
Montaggio Kim Sun-min
Musiche Iwashiro Taro
Scenografia Ryu Seong-hie, Yu Seong-hie
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Memories of Murder (살인의 추억, Salinui chueok) è un film del 2003 diretto da Bong Joon-ho, tratto dal romanzo Come and See Me di Kim Kwang-rim,[1] basato sulla storia vera del primo serial killer coreano conosciuto, attivo fra il 1986 e il 1991 a Hwaseong, nella provincia di Gyeonggi.

Si tratta di «uno dei migliori film sudcoreani degli anni 2000»,[1] successo strepitoso in patria con oltre cinque milioni di spettatori[2][3] e vincitore di svariati riconoscimenti in festival cinematografici internazionali, fra i quali San Sebastian, Tokyo e Torino.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Corea del Sud, 1986. In una piccola cittadina di campagna, in un canale di scolo lungo una strada che attraversa i campi coltivati, viene ritrovato il corpo di una giovane donna barbaramente stuprata ed uccisa. Poco tempo dopo viene ritrovata un'altra vittima.

La polizia locale è impreparata, non ha né le risorse umane né i mezzi tecnici per affrontare delitti di tale gravità. Il detective Park, che conduce l'indagine affidandosi al proprio istinto e a brutali metodi di interrogatorio, sospetta un ragazzo ritardato, Kwang-ho, che pare seguisse regolarmente una delle vittime, dal quale riesce ad ottenere una completa confessione. Il detective Seo, giunto di propria iniziativa da Seul per collaborare alle indagini, non crede affatto alla sua colpevolezza e assiste impotente all'ampia pubblicità mediatica che viene data all'arresto e che si risolve in un imbarazzante sconfitta per la polizia, quando il presunto colpevole viene scarcerato perché non esistono indizi concreti contro di lui, se non quell'inaffidabile confessione estorta con la violenza.

Seo, convinto che l'autore dei delitti sia un omicida seriale, individua alcuni elementi comuni (entrambi i delitti sono avvenuti in una notte di pioggia; entrambe le vittime vestivano di rosso) che gli permettono di ritrovare il corpo di una terza vittima, una ragazza di cui era stata denunciata la scomparsa, ma che tutti credevano se ne fosse semplicemente andata a Seul. In una notte di pioggia, la polizia organizza quindi una trappola per l'assassino, utilizzando una poliziotta come esca, ma si rivela un fallimento. È però proprio un'ufficiale di polizia donna a scoprire un ulteriore elemento in comune fra i delitti: in occasione di ogni omicidio, la stazione radio locale ha trasmesso, su richiesta di un ascoltatore, la stessa canzone.

I poliziotti vedono casualmente un uomo masturbarsi in uno dei luoghi del delitto e riescono a catturarlo. Anche questa volta Park ottiene una confessione, per mezzo della tortura, ma si tratta solo di un pervertito che nulla ha a che fare con la serie di omicidi. Intanto Seo scopre invece l'esistenza di una sopravvissuta ad un'aggressione dell'assassino, del tutto simile nelle modalità alle altre, dalla quale non riesce però ad ottenere indizi decisivi.

Quando, in una sera di pioggia, la solita canzone viene nuovamente trasmessa alla radio, la polizia si ritrova impotente, priva di forze da mobilitare, poiché tutte impegnate nella soppressione di una manifestazione politica e non riesce quindi a sventare il nuovo delitto, puntualmente verificatosi. Stavolta però i detective riescono ad ottenere dalla radio nome e indirizzo dell'ascoltatore che ha richiesto la canzone, Hyun-gyu, un giovane impiegato giunto in città poco prima che cominciassero i delitti. Anche Seo, pur in assenza di prove, è convinto della sua colpevolezza, e sarebbe disposto ad utilizzare le maniere forti del collega per ottenere una confessione, ma l'attenzione della stampa impedisce di utilizzare di nuovo certi metodi. I detective si rendono conto però che la prima confessione, quella di Kwang-ho, era troppo precisa nei dettagli per essere frutto di fantasia, e capiscono che il ragazzo è stato testimone e non autore di uno degli omicidi, ma non riescono a sfruttarne la testimonianza, perché finisce travolto da un treno mentre fugge da loro spaventato.

Nell'ultimo omicidio però l'assassino ha lasciato per la prima volta una traccia biologica, dello sperma, che viene spedito negli Stati Uniti per essere sottoposto al test del DNA. Hyun-gyu viene quindi rilasciato, ma tenuto sotto costante controllo, in attesa dei risultati. L'uomo riesce però ad eludere la stretta sorveglianza ed uccidere ancora, adattando il proprio modus operandi alle circostanze. Seo, sentendosi in colpa per l'ennesima morte, aggredisce il sospetto con l'intenzione di ucciderlo, ma viene bloccato dal collega Park, che gli porta i risultati del test, non conclusivi. Hyun-gyu può quindi allontanarsi indisturbato, senza essere colpito dai rabbiosi colpi di pistola esplosi per frustrazione da Seo.

La serie di omicidi rimane insoluta.

Nel 2003, l'ex detective Park, ora piccolo imprenditore, sposato con due figli adolescenti, passa casualmente vicino al luogo di ritrovamento del primo cadavere, avvenuto quasi vent'anni prima, e non può evitare di fermarsi. Una bambina, vedendolo guardare nel canale di scolo, gli rivela che pochi giorni prima un altro uomo, dall'aspetto del tutto ordinario, si è comportato nello stesso modo e le ha detto di essere tornato a dare un'occhiata dove aveva fatto qualcosa molto tempo fa. Park, sgomento, si rende conto di aver sfiorato l'uomo a cui aveva dato la caccia con tutti i propri sforzi, senza successo.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale cinematografiche sudcoreane il 25 aprile 2003 e in dodici settimane di programmazione ha raggiunto un totale di 5.101.645 spettatori, per un incasso di circa 26 milioni di dollari, terzo risultato dell'anno dietro ai kolossal Silmido e Il ritorno del Re.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869, pag. 1796.
  2. ^ Darcy Paquet, Il cinema coreano nel 2003: un boom ben confezionato. Catalogo ufficiale del Far East Film Festival 2004.
  3. ^ a b (EN) Korean Movie Reviews for 2003. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  4. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade. URL consultato l'8 febbraio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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