Melchiade Gabba

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Melchiade Gabba
Melchiade Gabba.jpg

Ministro dell'Africa Italiana del Regno d'Italia
Durata mandato 27 luglio 1943 –
11 febbraio 1944
Monarca Vittorio Emanuele III di Savoia
Capo del governo Pietro Badoglio
Predecessore Attilio Teruzzi
Successore Pietro Badoglio, ad interim

Senatore del Regno d'Italia
Legislature dalla XXX
Tipo nomina Categoria: 14
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PNF
Titolo di studio Accademia militare
Professione Ufficiale
Melchiade Gabba
20 agosto 1874 – 17 novembre 1952
Nato aMilano
Morto aRoma
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
ArmaArtiglieria
Anni di servizio1895-1939
GradoGenerale d'armata
ComandantiLuigi Cadorna
Emilio de Bono
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
Decorazionivedi qui
Studi militariScuola di applicazione d’artiglieria e genio di Torino
dati tratti da La Repubblica democratica dell'Azerbaigian: i documenti militari italiani (1919-1920)[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Melchiade Gabba (Milano, 20 agosto 1874Roma, 17 novembre 1952) è stato un generale e politico italiano, veterano della prima guerra mondiale dove ricoprì l'incarico di Capo dell’ufficio operazioni e affari generali del Comando supremo. Nel primo dopoguerra ricoprì il ruolo di direttore della Regia agenzia politica del Regno d’Italia presso le repubbliche di Georgia, Azerbaigian e di Armenia (28 febbraio 1920-16 marzo 1922), di Comandante del Regio corpo truppe coloniali d'Eritrea e di primo Aiutante di campo generale di S.A.R. il Principe del Piemonte (17 novembre 1932-25 maggio 1934). Durante la guerra d'Etiopia fu Capo di stato maggiore del Comando superiore dell'Africa Orientale, divenendo poi Senatore del Regno d'Italia il 25 marzo 1939. Tra il luglio 1943 e il 24 febbraio 1944 ricoprì l'incarico di Ministro dell'Africa Italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Milano il 20 agosto 1874[1], figlio del nobile Alberto e dalla nobildonna Giulia Sozzani, entrambi appartenenti all'aristocrazia milanese. Giovanissimo decise di intraprendere la carriera militare, dapprima frequentando, a partire dal 15 ottobre 1892, l'Accademia militare di Milano e poi la Scuola di applicazione d’artiglieria e genio ove si iscrisse l'8 agosto 1895.

Passò infine alla Scuola di guerra nel 1905. Dal 1911 al dicembre 1915 fu in Eritrea come ufficiale del Corpo di Stato maggiore, e poi comandante l'artiglieria del Regio corpo truppe coloniali.

Rientrato in Patria in piena prima guerra mondiale, a partire dal maggio 1916, con il grado di tenente colonnello, prestò servizio sul fronte giulio al comando di un gruppo di unità d'artiglieria del XVIII Corpo d'armata e del XX Corpo d'armata. Fu poi Capo di stato maggiore della 13ª Divisione, della 57ª Divisione, e Capo dell’ufficio operazioni e affari generali del Capo di stato maggiore del Regio Esercito, generale Luigi Cadorna. In seguito ricoprì il ruolo di Capo di stato maggiore del XXIX Corpo d'armata, del XIV Corpo d'armata e Capo di stato maggiore della Divisione di fanteria di "Chieti".

Divenne membro della Società geografica italiana (1919) perfezionandosi nella cartografia militare. Promosso colonnello, fu capo di una missione militare in Transcaucasia[2], e poi ricoprì il ruolo di direttore della Regia agenzia politica del Regno d'Italia presso le repubbliche di Georgia, Azerbaigian e di Armenia (28 febbraio 1920-16 marzo 1922)[2]. Rientrato in Italia fu in successione Capo di stato maggiore del III Corpo d'armata di Milano[1], Capo ufficio operazioni allo Stato maggiore dell'Esercito, e segretario del Consiglio dell'Esercito (1921). Nel settembre 1921 ritornò in Eritrea come comandante di quel Regio corpo di truppe coloniali.

Promosso generale di brigata nel maggio 1926 e nominato Capo di stato maggiore del comando designato d'armata di Firenze. Comandante della 20ª Divisione di fanteria "Curtatone e Montanara", divenne poi primo Aiutante di campo generale di S.A.R. il Principe di Piemonte (17 novembre 1932-25 maggio 1934). Nel novembre 1934 fu promosso al grado di generale di corpo d'armata e nel 1936 a generale designato d'armata. Prese parte alla guerra d'Etiopia[1] come Capo di stato maggiore[3] del Comando superiore dell'Africa Orientale[4], retto dal generale Emilio de Bono[5].

Nominato senatore del Regno d'Italia il 25 marzo 1939 su proposta del Ministro della guerra[1], divenne Membro della Commissione degli affari dell'Africa italiana (dal 1939 e poi Vicepresidente della medesima commissione dal 1941) e Membro della Commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (1939-1943)[1]. Nel maggio 1940 è promosso generale d'armata[6].

Nel luglio 1943 viene nominato da Pietro Badoglio Ministro dell'Africa Italiana[1], carica che deterrà sino al 24 febbraio 1944 quando tale ministero verrà assunto ad interim da Badoglio, e pochi mesi dopo dichiarato decaduto dal Senato[7].

Ritiratosi a vita privata dopo la formazione della Repubblica Italiana, si spense a Roma il 17 novembre 1952[1].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— Regio Decreto 24 febbraio 1918[8]
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 11 novembre 1920[8]
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
— 9 luglio 1936[8]
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 30 novembre 1936[8]
Croce al merito di guerra (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (2 volte)
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 31 dicembre 1914
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 12 maggio 1921
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 11 novembre 1933
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— 11 novembre 1934
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 14 gennaio 1916
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 30 dicembre 1919
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 15 gennaio 1931
Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 21 marzo 1935
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 14 gennaio 1937
Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935)
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Medaglia militare al merito di lungo comando di bronzo (10 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare al merito di lungo comando di bronzo (10 anni)
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (1935 – 1936, ruoli combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (1935 – 1936, ruoli combattenti)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Pommier Vincelli, Carteny 2012, p. 32.
  2. ^ a b Pommier Vincelli, Carteny 2012, p. 30.
  3. ^ Gooch 2005, p. 301.
  4. ^ http://www.regioesercito.it/campagne/etiopia/et35comand.htm
  5. ^ Angelo Del Boca, "Gli italiani in Africa orientale". Vol. 2: La conquista dell'Impero, A. Mondadori Editore, Milano, 2001.
  6. ^ Archivio Camera
  7. ^ Sito Senato
  8. ^ a b c d Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana. Vol. 1, Milano, Fratelli Treves editori, 1921.
  • Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana. Vol. 2, Milano, Fratelli Treves editori, 1921.
  • Alberto Cavaciocchi e Andrea Ungari, Gli italiani in guerra, Milano, Ugo Mursia Editore s.r.l., 2014.
  • Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa orientale. Vol. 2: La conquista dell'Impero, Milano, A. Mondadori Editore, 2001.
  • (EN) John Gooch, Mussolini and His Generals: The Armed Forces and Fascist Foreign Policy, 1922-1940, Torino, Einaudi, 2007, ISBN 0-52185-602-7.
  • Giorgio Rochat, Le guerre italiane 1935-1943. Dall'impero d'Etiopia alla disfatta, Torino, Einaudi, 2005, ISBN 88-06-16118-0.
  • Daniel Pommier Vincelli e Andrea Carteny, La Repubblica democratica dell'Azerbaigian: i documenti militari italiani (1919-1920), Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2012, ISBN 8-86134-966-8.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN316737696 · ISNI (EN0000 0004 5097 5738 · BNF (FRcb165510097 (data) · WorldCat Identities (EN316737696