Coelophysis bauri

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Coelophysis
Stato di conservazione: Fossile
Coelophysis.png
Scheletri ricostruiti di Coelophysis
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Superfamiglia Coelophysoidea
Famiglia Coelophysidae
Genere Coelophysis
Specie C. bauri
Nomenclatura binomiale
Coelophysis bauri
Edward Drinker Cope, 1889
Sinonimi

Il celofisio (Coelophysis bauri COPE, 1887) era un piccolo dinosauro carnivoro vissuto negli Stati Uniti sudoccidentali nel Triassico superiore (circa 215 milioni di anni fa). È stato uno dei primi dinosauri ad apparire. Il nome significa "forma cava" (dal greco coelos - cavo e physis - forma) in riferimento alle sue ossa cave.

Un collo serpentiforme[modifica | modifica sorgente]

Lungo fino a tre metri e alto in media poco più di un metro, il celofisis aveva una struttura leggera e agile fatta per la velocità. Lucertole, anfibi e insetti alati erano le vittime della sua attività predatoria.

Testa di Coelophysis

Per individuare e catturare la preda, il Coelophysis si serviva dei grandi occhi e del collo lungo e serpentiforme, sufficientemente flessibile per girarsi con rapidità; la testa era lunga e stretta e le mascelle contenevano denti piccoli, aguzzi e aghiformi, dai bordi seghettati.

Il Coelophysis si spostava velocemente sulle due agili e magre zampe. In modo simile a quello di un odierno gatto, questo rapido dinosauro predava tutto quel che si muoveva. Ciascuno degli arti anteriori, piuttosto corti (misuravano un terzo degli arti posteriori), terminava con quattro dita, tre delle quali funzionali e artigliate. Sono state rinvenute due forme di Coelophysis: una più gracile, l'altra più robusta. Probabilmente queste differenze rappresentano maschi e femmine di una stessa specie.

Differenze dai dinosauri primitivi[modifica | modifica sorgente]

Vi sono molte differenze tra il celofisis e i dinosauri più primitivi, gli herrerasauridi. Principalmente, queste riguardano il cranio, dotato di finestre per ridurre il peso e più specializzato, e il corpo. Quest'ultimo possedeva una furcula (noto anche come "osso dei desideri"), presente in tutti i teropodi evoluti e negli uccelli. Il Coelophysis è il primo e più antico esempio di dinosauro in cui questo osso è stato rinvenuto.

Una specializzazione molto particolare del celofisis riguarda la coda, le cui vertebre erano stranamente dotate di strutture allungate che limitavano probabilmente il movimento in verticale. La coda poteva così funzionare per controbilanciare il peso corporeo. Questa semirigidità può essere paragonata a quella dei successivi tetanuri, nei quali la coda è irrigidita dai tendini ossificati (ad esempio nei dromeosauridi).

Un cimitero di dinosauri[modifica | modifica sorgente]

Scheletro di Coelophysis ritrovato a Ghost Ranch.

Nel 1947 una spedizione nel Nuovo Messico (USA), capitanata da Edwin Colbert, fece una sensazionale scoperta. In una proprietà nota col nome di Ghost Ranch (“ranch fantasma”) vennero trovati centinaia di scheletri di Coelophysis, che giacevano gli uni sugli altri. La scoperta era particolarmente eccitante, perché riguardava Coelophysis di età e dimensioni differenti. Sembra che l’intero branco fosse andato incontro alla morte nel medesimo tempo. Ciò fa supporre che il decesso sia stato causato da un’improvvisa calamità, per esempio da una violenta inondazione che fece annegare gli animali, sommergendoli.

A Ghost Ranch si trovarono così tanti scheletri di Coelophysis che gli studiosi dovettero stare attenti a non confondere insieme ossa di esemplari diversi; molte delle ossa accatastate vennero da ultimo ricoperte in modo da separare esemplari perfettamente completi dal resto dei fossili; oggi possiamo vedere copie di questi scheletri in molti musei di storia naturale sparsi in tutto il mondo.

Dinosauri cannibali?[modifica | modifica sorgente]

Fossile di Coelophysis contenente i resti di un crocodilomorfo.

Nella cassa toracica di alcuni adulti si sono ritrovati resti di piccoli della stessa specie: all’inizio gli esperti pensarono che si trattasse di figli vicini alla nascita, ma non ancora venuti alla luce. Ma i dinosauri deponevano uova e non erano vivipari, perciò forse si trattava piuttosto degli avanzi di un ultimo pasto. Quegli scheletri, inoltre, erano davvero troppo grandi per poter essere contenuti in un uovo o per passare attraverso le ossa del bacino. Per quanto possa essere stata sorprendente, l’ipotesi che i Coelophysis non si nutrissero solo di piccole lucertole ma anche dei membri giovanissimi della loro stessa specie sembrò decisamente realistica.

Tuttavia, nonostante questa teoria sia stata più volte acclamata dalla maggior parte dei paleontologi, di recente è stata messa in discussione. L'accatastarsi delle ossa le une sulle altre, infatti, potrebbe aver portato Edwin Colbert e i suoi colleghi a ritenere di aver individuato resti di giovani esemplari nella cavità addominale degli adulti, quando essi potevano semplicemente essere stati "schiacciati" sotto un individuo più grande. In particolare, nel 2005 sono state rinvenute ulteriori prove che derivano dai contenuti dello stomaco fossilizzati in alcuni esemplari di Coelophysis: i resti dei presunti "giovani" sarebbero da attribuire al crocodilomorfo Dromomeron.

Scoperte[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione di Coelophysis

I primi resti di Coelophysis vennero descritti da Edward Drinker Cope nel 1889, durante la cosiddetta "guerra delle ossa" con Othniel Charles Marsh. Un raccoglitore di fossili, David Baldwin, rinvenne le prime ossa frammentarie. Coelophysis bauri fu denominato così in onore di Baur, altro aiutante di Cope. Comunque, questi resti erano troppo frammentari per restituire una completa ricostruzione dell'animale. Nel 1947, poi, venne scoperta la famosa "fossa comune" di Coelophysis a Ghost Ranch. Uno dei numerosi scheletri ben conservati, quindi, rimpiazzò l'esemplare tipo precedente, basato su resti troppo scarsi. Dopo la scoperta di Ghost Ranch, numerosi altri esemplari vennero scoperti in Arizona, Nuovo Messico e forse anche in Utah, sia giovani che adulti. I depositi dove sono stati rinvenuti i fossili di celofisis datano dal tardo Carnico al primo Norico, nell'ambito del Triassico superiore.

Controversia tassonomica[modifica | modifica sorgente]

Coelophysis è un genere tassonomico composto di una sola specie, C. bauri. Altre due specie furono descritte da Cope, C. longicollis e C. willistoni, ma non sono considerate valide e sono ritenute attualmente nomina dubia. La specie C. rhodesiensis, proveniente dal Giurassico inferiore dello Zimbabwe e originariamente descritta come Syntarsus rhodesiensis, è probabilmente una tarda specie di Coelophysis a tutti gli effetti. Nella tassonomia filogenetica, Coelophysis è trattato come clade all'interno dei celofisoidi.

Nei primi anni novanta vi fu un dibattito riguardante le caratteristiche diagnostiche del primo esemplare rinvenuto in confronto agli esemplari della cava di Ghost Ranch. Alcuni paleontologi erano dell'opinione che gli esemplari originali non fossero diagnostici, e così il nome C. bauri non potesse essere applicato a ulteriori ritrovamenti. Fu proposto, quindi, il nome Rioarribasaurus per i resti di Ghost Ranch. Dal momento, però, che i resti di Ghost Ranch erano noti in tutto il mondo come Coelophysis e sarebbe stato quindi molto scomodo per i ricercatori cambiare nome, fu sottoposta una petizione per trasferire l'esemplare tipo di Coelophysis dall'esemplare originale agli esemplari di Ghost Ranch.

Alla fine, la International Commission on Zoological Nomenclature (ICZN) votò per questa mozione. Il nome Rioarribasaurus, quindi, divenne un nomen rejiciendum e Coelophysis un nomen conservandum. Nel 1999, altri paleontologi suggerirono che l'esemplare tipo originale era riferibile a quello che era ritenuto essere un celofisoide appena scoperto, Eucoelophysis baldwini. Tuttavia, ulteriori studi hanno mostrato che Eucoelophysis è in realtà un ornitodiro basale, forse nemmeno un dinosauro, imparentato con l'enigmatico Silesaurus. Quindi l'esemplare originale di Coelophysis non può essere considerato appartenente ad Eucoelophysis.

Il caso di Syntarsus - Megapnosaurus[modifica | modifica sorgente]

In aggiunta a tutto questo, vi è una controversia anche riguardo a un altro celofisoide, Megapnosaurus, che molti ritengono congenerico con Coelophysis. In precedenza questo dinosauro era stato descritto come Syntarsus rhodesiensis, ma recentemente alcuni entomologi si accorsero che il nome Syntarsus era già stato usato in precedenza per classificare un insetto. Proposero quindi il termine Megapnosaurus per il dinosauro. La questione suonò quasi come uno scherzo per molti paleontologi in quanto Megapnosaurus significa semplicemente "grande lucertola morta". Altri paleontologi, tuttavia, ritengono che questo dinosauro sia da ascrivere all'interno del genere Coelophysis. Un'altra specie di Syntarsus - Megapnosaurus, M. kayentakatae, è ritenuta appartenere a un genere ancora da descrivere.

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