Mega Mendoeng

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Mega Mendoeng
Poster mega mendoeng.jpg
Locandina del film
Titolo originaleMega Mendoeng
Lingua originaleindonesiano
Paese di produzioneIndonesia
Anno1942
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, sentimentale
RegiaBoen Kim Nam
ProduttoreAng Hock Liem
Casa di produzioneUnion Films
Interpreti e personaggi
  • Rd Soekarno: Soedjono
  • Oedjang
  • Boen Sofiati: Koestini
  • Soehaena

Mega Mendoeng ([məˈga mənˈdʊŋ]; Perfected Spelling: Mega Mendung) è un film del 1942 in bianco e nero diretto da Boen Kim Nam. Realizzato nelle Indie orientali olandesi, venne prodotto da Ang Hock Liem per la sua Union Films ed interpretato da Rd Soekarno, Oedjang, Boen Sofiati e Soehaena. La storia, priva di crediti, è incentrata su due giovani amanti che, separati da delle menzogne, alla fine si riuniscono nel villaggio di Mega Mendoeng a Bogor.

La pellicola, l'ultima realizzata dallo studio, venne girata in contemporanea a Soeara Berbisa e completata in soli tre mesi. Uscì nei cinema all'inizio del 1942 e proiettata fino al luglio dello stesso anno. Come tutte le altre produzioni della Union Films, ora è considerata perduta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Raden Koesoema ordina a suo figlio Winanta di divorziare da sua moglie, Retnaningsih, per sposare sua cugina Fatima, minacciando di rinnegarlo qualora si rifiuti di farlo. Per salvare suo marito da questo destino, Retnaningsih decide di abbandonarlo e si trasferisce da Bandung a Batavia (l'odierna Giacarta), dove conduce una vita di povertà. Senza che le venga fatto sapere, questa decisione viene usata da Raden Koesoema come prova del fatto che lei non è degna di fiducia. Winanta cade nella disperazione e alla fine sposa Fatimah.

Diciotto anni dopo, Winanta e Fatimah hanno avuto una figlia di nome Koestini (Boen Sofiati), che studia a Batavia. Educata, aggraziata e bella, è amata dai giovani uomini ma restituisce solo gli affetti di Soedjono (Rd Soekarno), un giovane assistente farmacista istruito e raffinato. Una delle sue sprezzanti pretendenti, Soekatma, decide di rovinare la loro relazione dicendo a Winanta che Koestini ha passato tutto il suo tempo a inseguire i ragazzi piuttosto che a studiare. Credendo a queste bugie, egli la riporta a Bandung.

La fanciulla si ammala e viene riportata la sua morte. Sconvolto dalla notizia, Soedjono impazzisce ed inizia a vagare senza meta. Tuttavia, come guidato da una forza invisibile, scopre che ella è in realtà viva in un villaggio chiamato Mega Mendoeng, vicino a Bogor. Questo fatto lo fa rinsavire e i due sono in grado di vivere felici insieme.[1][2]

Tre fotogrammi del film, in ordine cronologico

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Rd Soekarno e Boen Sofiati in una scena

Mega Mendoeng, fu l'ultimo lavoro della Union Films, una casa di produzione con sede a Batavia che era gestito da Tjoa Ma Tjoen e finanziato da Ang Hock Liem, suo fondatore.[3] Il suo regista, Boen Kim Nam, era un tecnico del suono, ed esso rappresentò la sua prima ed ultima prova in tale veste.[4] Annunciato a settembre 1941 e realizzato in concomitanza con Soeara Berbisa, nel quale Boen era invece aiuto regista a R Hu,[3][5] venne completato a dicembre di quell'anno.[6]

Questo film in bianco e nero venne interpretato da un cast composto da persone provenienti dai più disparati contesti socio-economici: figurano infatti Rd Soekarno, Oedjang, Boen Sofiati (accreditata anche come Boon Sofiati[7]) e Soehaena nei ruoli principali e Ratna Djoewita, Ratnasih, Gamari Fadjar e Moesa in quelli secondari.[2] Oedjang era con la Union fin dal primo lungometraggio, Kedok Ketawa (1940), mentre Soekarno e Soehaena avevano già preso parte in Soeara Berbisa.[8][9] Sofiati, un'attrice teatrale che gestiva la sua compagnia, non era mai approdata al Cinema.[2][7] Sebbene la casa di produzione avesse affermato che l'opera era stato realizzata secondo le linee del realismo e che era rivolta a telespettatori,[10] grazie all'inclusione di attori teatrali (che di solito intrattenevano un pubblico di classe inferiore) lo storico del cinema indonesiano Misbach Yusa Biran ipotizzò nel suo saggio del 2009 Sejarah Film 1900–1950: Bikin Film di Jawa che questo non fosse vero.[11]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Oedjang e Soehana in una sequenza

Mega Mendoeng fu il settimo ed ultimo film della Union: infatti a seguito dell'occupazione giapponese delle Indie orientali olandesi, l'edizione di febbraio 1942 della rivista cinematografica Pertjatoeran Doenia dan Film riferì che diversi studi si sarebbero allontanati dalla capitale coloniale di Batavia o sarebbero andati in pausa di produzione. L'azienda in questione, sebbene stesse realizzando una pellicola storica ambientata nel regno giavanese di Majapahit intitolata Damar Woelan, fu una di quelle che vennero chiuse forzatamente;[12] non venne mai più riaperta.[13] Soekarno fu l'unico, tra coloro che avevano lavorato al lungometraggio, a ritornare a lavorare nell'industria cinematografica negli anni Cinquanta, rimanendo attivo per almeno altri vent'anni e venendo principalmente accreditato come Rendra Karno.[14]

Si ritiene che il lungometraggio sia ora perduto, dato che tutti i film dell'epoca erano stati girati su pellicole di nitrato di cellulosa infiammabili e che il magazzino della Produksi Film Negara, dove erano conservati, venne distrutto da un incendio nel 1952, appiccato forse deliberatamente per eliminare le bobine in nitrato.[15] Di fatto l'antropologo visuale statunitense Karl G. Heider suggerì che ogni opera cinematografica indonesiana realizzata prima degli anni Cinquanta sia ormai da considerare irrecuperabile.[16] Tuttavia, lo storico del cinema JB Kristanto, nel suo Katalog Film Indonesia 1926-1995, riporta che diverse opere sopravvissero negli archivi della Sinematek Indonesia e il collega Misbach Yusa Biran aggiunge che a salvarsi furono numerosi film di propaganda giapponesi, sfuggiti al Servizio informazioni del governo olandese.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
Fonti
  1. ^ (ID) Mega Mendoeng, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 7ª ed., dicembre 1941, 19.
  2. ^ a b c (ID) Mega Mendoeng, su filmindonesia.or.id, Konfiden Foundation. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2012).
  3. ^ a b Biran, pp. 232–233.
  4. ^ (ID) Studio Nieuws, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 9ª ed., febbraio 1942, 18–20.
  5. ^ (ID) Warta dari Studio, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 4ª ed., settembre 1941, 26–28.
  6. ^ (ID) Tirai Terbentang, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 7ª ed., dicembre 1941, 28–29.
  7. ^ a b (ID) Tanja Djawab, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 9ª ed., febbraio 1942, p. 25.
  8. ^ (ID) Oedjang, su filmindonesia.or.id, Konfiden Foundation. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2014).
  9. ^ (ID) Raden Soekarno – Filmografi, su filmindonesia.or.id, Konfiden Foundation. URL consultato il 22 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2014).
  10. ^ (ID) Warta dari Studio, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 4ª ed., settembre 1941, p. 28.
  11. ^ Biran, pp. 274–275.
  12. ^ (ID) Studio Nieuws, in Pertjatoeran Doenia dan Film, vol. 1, 9ª ed., febbraio 1942, p. 18.
  13. ^ Biran, pp. 319, 332.
  14. ^ Biran, p. 397.
  15. ^ Biran 2012, p. 291.
  16. ^ Heider, p. 14.
  17. ^ Biran, p. 351.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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