Medicina ebraica

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La maggior parte della conoscenza che si ha della medicina ebraica nel periodo compreso nel primo millennio prima di Cristo, proviene dall' Antico Testamento della Bibbia.

Essa si basava sulla teoria che Dio è l'unica fonte di salute e che i mali sono intesi come punizione delle colpe; in questa teoria sono proibite tutte le pratiche demonologiche anche se rimangono in realtà ben vive (serpente). Il medico è il Sacerdote, come laico esiste solo il medico imbalsamatore.

Nell'Antico Testamento si citano varie leggi e rituali relati alla salute, come per esempio la quarantena delle persone infette (Levitico 13:45-46), lavarsi dopo aver manipolato i corpi dei defunti (Numeri 19:11-19) ed il sotterramento degli escrementi lontano dagli alimenti (Deuteronomio 23:12-13).[1] Gli obblighi includono la profilassi e la soppressione delle epidemia, soppressione delle malattie veneree, e la prostituzione, la cura della pelle, i bagni, l'alimentazione, alloggio ed abbigliamento, regolazione del lavoro, della sessualità, la disciplina, etc. Molti di questi obblighi hanno una base razionale tali come il riposo del Sabato, la circoncisione, le leggi relative all'alimentazione, (proibizione del sangue e del maiale), misure precauzionali relative alle mestruazioni, partorienti ed infermi di gonorrea, isolamento dei lebbrosi, ed igiene della casa.[2] È il miglior esempio della concezione teurgica (tecnica che ricerca il contatto con la divinità attraverso pratiche vicine alla magia) della medicina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Max Neuburger, History of Medicine. Oxford University Press, 1910
  2. ^ Max Neuburger, History of Medicine, Oxford University Press, 1910, Vol. I, p. 38.