Mazindolo

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Mazindolo
Mazindol.svg
Nome IUPAC
(±)-5-(4-clorofenil)-3,5-diidro-2H-imidazo[2,1-a]isoindol-5-olo
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC16H13ClN2O
Massa molecolare (u)284,74
Numero CAS22232-71-9
Numero EINECS244-857-0
Codice ATCA08AA05
PubChem4020
DrugBankDB00579
SMILES
C1CN2C(=N1)C3=CC=CC=C3C2(C4=CC=C(C=C4)Cl)O
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità93%
MetabolismoEpatico
Emivita12-24 ore
EscrezioneRenale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Tossico
Frasi R23/24/25
Frasi S36/37/39-45 [1]

Il mazindolo è un farmaco che è dotato di un profilo di attività farmacologica simile a quello delle amfetamine. Il maziondolo differisce da queste ultime sia strutturalmente che per una minore attività di stimolazione del sistema nervoso centrale (SNC).

Meccanismo di azione[modifica | modifica wikitesto]

Il suo meccanismo d'azione non è completamente chiarito. Secondo alcuni autori l'effetto predominante sarebbe quello della soppressione dell'appetito. Sarebbero comunque coinvolti anche altri effetti metabolici ed azioni a carico del SNC.
Secondo alcuni studi effettuati su animali di laboratorio il mazindolo esplicherebbe la propria attività soprattutto a livello del sistema limbico andando ad inibire il meccanismo di uptake neuronale della noradrenalina. Verosimile, ma in ogni caso assai meno intensa, l'azione di inibizione della ricaptazione di 5-HT e dopamina.

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo somministrazione orale il mazindolo viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale. L'azione del farmaco compare già a partire da 30 a 60 minuti dopo la somministrazione orale e permane per 8-15 ore. Il picco plasmatico viene raggiunto dopo circa due ore dalla assunzione. La emivita del mazindolo è di 12-24 ore. L'eliminazione avviene principalmente attraverso le urine, sia come farmaco immodificato che come metaboliti coniugati.

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Il mazindolo grazie alla sua proprietà di ridurre in modo incisivo l'appetito, è usato come anoresizante nel trattamento a breve termine della obesità.[2][3][4] Il farmaco deve sempre essere associato ad un adeguato regime di restrizione dietetica e calorica.
Esistono studi sperimentali in cui il mazindolo viene utilizzato nel trattamento della distrofia muscolare di Duchenne.[5][6][7]
Il farmaco è stato utilizzato anche per il trattamento dell'abuso di cocaina[8] ed ha inoltre dato buoni risultati nella narcolessia.[9][10][11][12]

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

Il mazindolo viene somministrato per via orale in genere al dosaggio di 2 mg una volta al giorno o di 1 mg tre volte al giorno, un'ora prima dei pasti.

Effetti collaterali ed avversi[modifica | modifica wikitesto]

Il mazindolo può causare disturbi a carico del sistema nervoso centrale (SNC) ed in particolare nervosismo, agitazione psicomotoria, sovraeccitazione, insonnia, vertigini, disforia, tremore, brividi, cefalea, depressione mentale,[13] sedazione, stato di debolezza). Frequenti anche gli effetti collaterali a carico dell'apparato gastrointestinale e tra questi in particolare si segnala la xerostomia, la nausea, la stipsi, la diarrea, disgeusia ed ageusia. L'assunzione di mazindolo a stomaco pieno può ridurre la incidenza degli effetti collaterali gastrointestinali.
A livello cardiovascolare gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati dalle palpitazioni e dalla tachicardia).
Sono stati anche segnalati rash cutanei, sudorazione profusa, dolore testicolare,[14] impotenza e raramente alterazione della libido.
Il mazindolo può produrre tolleranza e dipendenza psichica.

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il mazindolo è controindicato in caso di ipersensibilità o idiosincrasia. È inoltre controindicato nei soggetti affetti da glaucoma, ipertensione arteriosa grave, aritmie. Ulteriori controindicazioni sono rappresentate dallo stato di gravidanza ed in caso di età inferiore ai 12 anni.
Il farmaco non deve essere somministrato durante il trattamento con gli inibitori delle mono amino ossidasi (IMAO) o prima che siano trascorsi almeno 14 giorni dall'interruzione di tale trattamento.
Il mazindolo deve essere somministrato con cautela nei pazienti che in passato abbiano già abusato di farmaci.
Il farmaco può alterare il grado di attenzione e la prontezza di riflessi, pertanto i pazienti debbono esserne avvertiti e sconsigliati dalla guida di automobili o dall'uso di macchinari che richiedano particolare attenzione.

Sovradosaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il sovradosaggio da mazindolo richiede la messa in atto di un protocollo di trattamento sovrapponibile a quello della intossicazione acuta da amfetamina solfato.

Interazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il mazindolo, come altre sostanze di tipo amfetamina-simile, può determinare una diminuzione dell'effetto ipotensivo della guanetidina. Nei pazienti pazienti affetti da diabete mellito l'assunzione di mazindolo può richiedere un aggiustamento del dosaggio dell'insulina.[15]
Il farmaco può anche comportare un potenziamento dell'effetto pressorio delle catecolamine esogene.
È stato descritto un caso di tossicità da sali di litio indotta da mazindolo.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mazindol ≥98% (TLC), powder | Sigma-Aldrich
  2. ^ R. Guazzelli, M. Piazzini; C. Conti; L. Papi; G. Strazzulla; L. Matassi, [Clinical use of mazindol in the treatment of essential obesity]., in Clin Ter, vol. 120, nº 5, Mar 1987, pp. 385-91, PMID 2953538.
  3. ^ G. Delitala, S. Alagna; A. Masala, [Mazindol (AN-448): a new non-amphetamine anorectic in the treatment of exogenous obesity]., in Clin Ter, vol. 81, nº 6, Jun 1977, pp. 547-54, PMID 884939.
  4. ^ S. Inoue, M. Egawa; S. Satoh; M. Saito; H. Suzuki; Y. Kumahara; M. Abe; A. Kumagai; Y. Goto; K. Shizume, Clinical and basic aspects of an anorexiant, mazindol, as an antiobesity agent in Japan., in Am J Clin Nutr, vol. 55, 1 Suppl, Jan 1992, pp. 199S-202S, PMID 1728834.
  5. ^ JH. Coakley, RH. Edwards; J. Moorcraft; LJ. Hipkin; CS. Smith, Mazindol in Duchenne muscular dystrophy., in Lancet, vol. 1, nº 8578, Jan 1988, p. 184, PMID 2893022.
  6. ^ PJ. Collipp, J. Kelemen; SY. Chen; M. Castro-Magana; M. Angulo; A. Derenoncourt, Growth hormone inhibition causes increased selenium levels in Duchenne muscular dystrophy: a possible new approach to therapy., in J Med Genet, vol. 21, nº 4, Aug 1984, pp. 254-6, PMID 6492089.
  7. ^ M. Zatz, M. Vainzof; D. Rapaport; JM. da Rocha; Rde C. Pavanello; RT. Betti, Mazindol and growth hormone inhibition in Duchenne muscular dystrophy., in Am J Med Genet, vol. 27, nº 4, Aug 1987, pp. 993-5, DOI:10.1002/ajmg.1320270433, PMID 3321999.
  8. ^ P. Berger, F. Gawin; TR. Kosten, Treatment of cocaine abuse with mazindol., in Lancet, vol. 1, nº 8632, Feb 1989, p. 283, PMID 2563451.
  9. ^ JD. Parkes, M. Schachter, Mazindol in the treatment of narcolepsy., in Acta Neurol Scand, vol. 60, nº 4, Oct 1979, pp. 250-4, PMID 525256.
  10. ^ J. Shindler, M. Schachter; S. Brincat; JD. Parkes, Amphetamine, mazindol, and fencamfamin in narcolepsy., in Br Med J (Clin Res Ed), vol. 290, nº 6476, Apr 1985, pp. 1167-70, PMID 2859077.
  11. ^ B. Alvarez, M. Dahlitz; J. Grimshaw; JD. Parkes, Mazindol in long-term treatment of narcolepsy., in Lancet, vol. 337, nº 8752, maggio 1991, pp. 1293-4, PMID 1674093.
  12. ^ S. Iijima, Y. Sugita; Y. Teshima; Y. Hishikawa, Therapeutic effects of mazindol on narcolepsy., in Sleep, vol. 9, 1 Pt 2, 1986, pp. 265-8, PMID 3704452.
  13. ^ Z. Rihmer, K. Révai; M. Arató; A. Perényi, Two case reports of mazindol-induced depression., in Am J Psychiatry, vol. 141, nº 11, Nov 1984, pp. 1497-8, PMID 6496806.
  14. ^ J. McEwen, RH. Meyboom, Testicular pain caused by mazindol., in Br Med J (Clin Res Ed), vol. 287, nº 6407, Dec 1983, pp. 1763-4, PMID 6416584.
  15. ^ C. Sirtori, A. Hurwitz; DL. Azarnoff, Hyperinsulinemia secondary to chronic administration of mazindol and d-amphetamine., in Am J Med Sci, vol. 261, nº 6, Jun 1971, pp. 341-9, PMID 4948438.
  16. ^ MS. Hendy, AF. Dove; PG. Arblaster, Mazindol-induced lithium toxicity., in Br Med J, vol. 280, nº 6215, Mar 1980, pp. 684-5, PMID 7363020.

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