Mayor Sánchez di Navarra

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Regno di Navarra
Jiménez
Blason Royaume Navarre.svg

Sancho I
Jimeno II
Figli
  • García
  • Sancho
  • Dadildis
  • Munia
  • García, figlio naturale
García I
Sancho II
Figli
García II
Figli
Sancho III
Figli
García III
Figli
Sancho IV
Figli
  • García
  • Ramón, figlio naturale
  • Urraca, figlia naturale

Sancho V

Pietro I

Figli
  • Pietro
  • Isabella

Alfonso I

García IV

Figli

Sancho VI

Figli

Sancho VII

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Mayor Sánchez di Navarra (1015 circa – 1043 circa) fu una principessa di Navarra e contessa consorte di Tolosa.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Mayor era figlia del re di Navarra Sancho III Garcés di Navarra e di Munia di Castiglia, figlia de conte di Castiglia, Sancho Garces e di Urraca Gomez (?-1038), figlia di Gomez Diaz, conte di Saldaña, della famiglia dei Banu Gómez, e della zia di Sancho, Muniadomna Fernandez di Castiglia, figlia di Fernan Gonzales.[1][2]. Sancho era figlio del re di Pamplona García II Sánchez e di Jimena Fernández, figlia del conte Fernando Bermúdez (discendente del re delle Asturie Ordoño I) e della moglie Elvira[3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei conti di Tolosa

Mayor, verso il 1037, portando in dote terreni e castelli nella zona d'Albì e di Nîmes, venne data in sposa all'erede delle contee di Tolosa, di Nîmes e d'Albi, Ponzio, figlio primogenito del conte di Tolosa, duca di Settimania, conte di Nîmes e conte d'Albi, Guglielmo III Tagliaferro e di Emma di Provenza (come risulta da una donazione, del 999, che si trova negli Archives du Gard in cui Emma è citata come moglie di Guglielmo III Tagliaferro e dove sono ricordati anche i figli, tra cui Ponzio[5]), figlia del marchese di Provenza, Rotboldo III e di Ermengarda (come viene ribadito nel documento nº 172 del volume V delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc[6]), di cui non si conoscono gli ascendenti.
Al momento del matrimonio, secondo il documento nº 211 del volume V delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, in cui suo padre Guglielmo III, compare come sottoscrittore, Ponzio fece dono di una proprietà a Mayor, che era la sua prima moglie[7] e che i cronisti francesi chiamavano "Majorie" [3].
In quello stesso anno, alla morte del padre, suo marito Ponzio II gli subentrò nei titoli di conte di Tolosa, Nîmes ed Albì; mentre il cognato, Bertrando (998 circa-1062), affiancò la madre, Emma nel governo del marchesato di Provenza.

Dopo pochi anni, 1040 circa, Mayor venne ripudiata dal marito.
Poco dopo, verso il 1043, Mayor morì ed il marito contrasse un nuovo matrimonio con Almodis de La Marche[8] (1020-1071, che aveva sposato in peme nozze, il signore di Lusignano, Ugo V[8] detto il Pio († 1060), e poi, nel 1053, dopo essere stata anch'ella ripudiata, avrebbe sposato, in terze nozze, il conte Raimondo Berengario I di Barcellona[8].

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Mayor diede al marito un figlio[5]:

  • Ponzio il Giovane (confermato dalle Europäische Stammtafeln[9], libro III, non consultate[5]) (?-1063), che venne escluso dalla successione, pur essendo il primogenito, per cui alcuni storici ne mettono in dubbio l'esistenza. Ad ereditare i titoli paterni furono i primi due figli che il conte ebbe dalla seconda moglie: Guglielmo[8] e Raimondo[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Alphen, La Francia nell'XI secolo, in "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pp. 770–806
  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in Storia del mondo medievale, vol. II, 1999, pp. 477–515

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]