Max Ferrari

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Massimiliano Ferrari, meglio noto come Max Ferrari (Varese, 29 maggio 1971), è un giornalista e politico italiano.

Esperto di geopolitica e Affari Internazionali. Dal 12 ottobre 2002 è direttore responsabile del telegiornale di TelePadania e ci rimane fino all'aprile 2006; in varie occasioni è anche reporter di guerra, come in Serbia, Kosovo, Iraq e Afghanistan. Ha all'attivo anche moltissimi viaggi in Medio-Oriente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari a 16 anni aderisce alla Lega Lombarda e nel 1989 diventa militante e responsabile del primo gruppo giovani del movimento della Lega Nord fa. A partire dal 1990, con lo scoppiare delle rivoluzioni che porteranno allo sgretolamento della Jugoslavia, compie insieme a giovani leghisti varesini e piemontesi (come l'onorevole Giuseppe Guido Rossi) molte spedizioni in Croazia e in tutti i Balcani per prestare aiuto alle popolazioni locali. Dal 1994 al 1998 ricopre l'incarico di consigliere comunale a Malnate, alle porte di Varese, comune dove ha sempre vissuto.

Nel 2002 fu nominato direttore del TGNord di TelePadania e fu autore di interviste personali a capi di Stato ed esponenti politici come: Rafīq al-Ḥarīrī, Vojislav Koštunica, Ibrahim Rugova, Stipe Mesić, Aleksander Kwasniewski, Ion Iliescu, Jörg Haider, Johannes Rau, Václav Havel, Edmund Stoiber, Cristoph Blocher, Jean-Marie Le Pen. Nel 2006 si allontana dall'emittente leghista dopo una serie di divergenze con gli organi direttivi del partito legate alle vicende giudiziarie del caso Belsito e delle "spese pazze" alla Regione Lombardia, che coinvolgevano l'entourage di Umberto Bossi[1][2].

La sera del 10 aprile 2006, il giorno in cui si concludevano le elezioni politiche del 2006 con la sede federale della Lega colma di cronisti e troupe televisive, conduce l'irruzione di una trentina di militanti dissidenti leghisti e contesta pesantemente Rosi Mauro[3]. Pochi giorni dopo l'occupazione della sede di via Bellerio è stato espulso dalla Lega ed ha fondato il Fronte Indipendentista Lombardia[4], con il quale si è candidato alle elezioni provinciali di Varese del 2007 ottenendo lo 0,9% e l'anno successivo si è ricandidato alla medesima carica nella medesima provincia ottenendo l'1% dei voti.

Nel 2009 forma la coalizione Lombardia Autonoma insieme alla Lega Padana Lombardia di Roberto Bernardelli. Sotto le insegne di Lombardia Autonoma si candida alle elezioni provinciali di Milano ottenendo 5.585 voti. Sempre nel 2009 si candida per le elezioni europee nella lista L'Autonomia[5].

Alle elezioni regionali in Lombardia del 2010 annuncia che la Lega Padana Lombardia appoggerà la Lega Nord[6] e nell'aprile 2010 torna alla Lega Nord. Dal 2012 è tornato a scrivere di geopolitica ed esteri su La Padania.

Nel 2016 si candida al consiglio comunale di Varese in quota Lega Nord, ma ottiene 114 preferenze che non risultano necessarie per entrare nel consiglio cittadino (vista anche la vittoria del centrosinistra).

È tuttora presidente dell'Associazione culturale Lombardia-Cina[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]