Matvej Ivanovič Platov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ritratto di Platov proveniente dalla Galleria militare del Palazzo d'Inverno (1825)

Matvej Ivanovič Platov, in russo: Матвей Иванович Платов[?] (Pribilyanskoe, 6 agosto 1751Taganrog, 3 gennaio 1818), è stato un generale russo che comandò i Cosacchi del Don nelle guerre napoleoniche, e che fondò Novočerkassk come nuova capitale della provincia di Don Host.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Platov nacque a Pribilyanskoe, e si arruolò tra i Cosacchi del Don nel 1766, diventando uno yesaul nel 1769. Si distinse nella campagna di Crimea del 1771 venendo promosso comandante di un reggimento di Cosacchi nel 1772. Tra il 1774 ed il 1784 combatté contro i Tatari di Crimea, nel 1774 e di nuovo nel 1782 servì sotto Aleksandr Suvorov nella valle del Kuban, a Cecenia e nel Dagestan.[1] Nel 1790 fu insignito dell'Ordine di San Giorgio (4ª classe) per la sua partecipazione alla conquista di Ochakov. Dopo le operazioni di Akkerman, Bender e Kaushani, per le quali fu promosso brigadiere generale, ricevette l'Ordine di San Giorgio (3ª classe) per l'attacco di Izmail.[1] A causa del coraggio mostrato durante l'attacco fu promosso atamano dei Cosacchi di Ekaterinoslav e Chuguev, ed il 12 gennaio 1793 divenne maggior generale. Nel 1796 ricevette l'Ordine di San Vladimiro (3ª classe) ed una spada d'oro per il coraggio mostrato nella campagna di Persia.

Caduto in disgrazia per scelta dell'imperatore Paolo I di Russia, come risultato di voci messe in giro dall'entourage dell'imperatore, fu esiliato a Kostroma, e poi confinato nella fortezza di Pietro e Paolo.[1] Dopo averne verificato l'innocenza, l'imperatore lo premiò con la croce dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Sfortunatamente questo portò anche alla sua nomina a capo della fallimentare spedizione russa in India del 1800. Nonostante la spedizione abbia raggiunto solamente Orenburg, Platov fu promosso tenente generale e pokhidnii atamano (capo della campagna) dei Cosacchi del Don, venendo trasferito presso il quartier generale di Novočerkassk.

All'ascesa al trono di Alessandro I di Russia fu nominato atamano dei Cosacchi del Don. Nel 1805 ordinò di trasferire la capitale cosacca da Staročerkassk a Novočerkassk.

Durante la campagna polacca del 1806-1807, Platov comandò un corpo di Cosacchi combattendo i francesi nelle battaglie di Eylau, Guttstadt e Friedland, ricevendo per questo gli ordini di San Giorgio (2ª classe), Sant'Alessandro Nevsky e gli ordini prussiani dell'Aquila nera e dell'Aquila rossa. Nel 1808-1809 fu attivo nei confronti dei Turchi nella valle del Danubio, soprattutto nella battaglia di Silistra, ricevendo l'Ordine di San Vladimiro (1ª classe). L'11 ottobre 1809 Platov fu promosso generale di cavalleria.[1] Poco dopo la fine della campagna fece ritorno nel Don Host proseguendo la riorganizzazione dell'amministrazione locale cosacca.

Nel 1812 Platov sostenne il generale il secondo esercito occidentale di Bagration con un corpo cosacco nello scontro di Korelichi, a Mir ed a Romanovo, fornendo la retroguardia durante la ritirata verso Mahilëŭ. Durante il contrattacco russo di Smolensk, Platov combatté a Molevo Boloto. Nella battaglia di Borodino egli, assieme al generale Fëdor Fëdorovič Ušakov, condusse una manovra contro il fianco sinistro (nord) francese, ma fallì e non ricevette nessuna decorazione, anche se in futuro si scoprì che questo raid ebbe un effetto deciviso per la sconfitta di Napoleone Bonaparte.[1] Cacciò i francesi durante la ritirata da Mosca nel 1812, (per la quale si meritò il titolo di conte dell'impero russo), e di nuovo dopo la loro sconfitta nella battaglia di Lipsia del 1813 in Sassonia.

In seguito Platov accompagnò l'imperatore Alessandro a Londra dove fu insignito della spada d'oro e di una laurea ad honorem presso l'università di Oxford. Un ritratto a figura intera fu dipinto da Thomas Lawrence, e fu esposto nella stanza Waterloo del castello di Windsor da Giorgio IV, allora principe reggente. Platov si trasferì nella capitale cosacca Novočerkassk, dove fondò una scuola e fu a capo dell'amministrazione locale. Morì a 67 anni ad Epancickoe (nei pressi di Taganrog), e fu sepolto nella cattedrale di Novočerkassk.

Statue equestri a lui dedicate si trovano a Novočerkassk e Staročerkassk. Gavrila Derzhavin gli dedicò l'ultima delle sue odi. Nel Levsha di Leskov (1881), il Platov dei Cosacchi del Don è un personaggio principale, anche se la sua descrizione è piena di anacronismi.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze russe[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea
Cavaliere di I classe dell'Ordine di San Vladimiro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine di San Vladimiro
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna
Cavaliere di II classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme in Russia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme in Russia
Spada d'oro al coraggio - nastrino per uniforme ordinaria Spada d'oro al coraggio

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austriaco)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e p. 304, Mikaberidze

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mikaberidze, Alexander, The Russian officer Corps in the Revolutionary and Napoleonic wars 1792-1815, Savas Beatie, New York, 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

guerre napoleoniche Portale Guerre napoleoniche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerre napoleoniche