Matteo Rubeo Orsini

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Matteo Rubeo Orsini
cardinale di Santa Romana Chiesa
Giotto - Bonifatius VIII.jpg
CardinalCoA PioM.svg
 
Nato1230 ca.
Creato cardinale1262 (o 1263) da papa Urbano IV
Deceduto1305
 

Matteo Rubeo Orsini, o Matteo Rosso Orsini (Roma, 1230 circa – Roma, 1305), fu un cardinale italiano vissuto fra il XIII e il XIV secolo, appartenente alla famiglia romana degli Orsini; fu nominato cardinale da papa Urbano IV.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato dalla famiglia baronale romana degli Orsini intorno al 1230, nel 1262 venne creato cardinale diacono con il titolo di Santa Maria in Portico Octaviae da papa Urbano IV. Inoltre fu commendatario di Santa Maria in Trastevere e governatore delle provincie del Patrimonio di San Pietro e delle Marche. Qui tenne testa militarmente alle milizie di Pietro di Vico, favorevole al ghibellino Manfredi.

Partecipò al secondo concilio di Lione, indetto da papa Gregorio X, e a tredici conclavi: in cinque di questi, essendo protodiacono, incoronò i pontefici eletti.

Partecipò anche ad alcuni eventi tristi della storia della Chiesa: durante il conclave per l'elezione di papa Martino IV, tenutosi nel Palazzo dei Papi di Viterbo, venne arrestato dal custode del conclave, Annibaldo Annibaldi, e imprigionato per qualche giorno. Nel 1303 accompagnò papa Bonifacio VIII ad Anagni, con una scorta armata, e lo difese dalle milizie di Sciarra Colonna e di Guglielmo di Nogaret.

Nel 1266 fu curatore testamentario per la liquidazione dell'eredità Frangipane: con l'occasione, acquistò i feudi già Frangipane di Marino e Nemi, estendendo le mire della sua famiglia sui territori a sud di Roma.

Nel 1277 fu nominato dallo zio, papa Niccolò III, Arciprete della Basilica Vaticana, carica che mantenne fino alla morte, e rettore dell'ospedale romano di Santo Spirito in Sassia, nonché protettore dell'ordine francescano.

Nel 1287 divenne cardinale protodiacono, carica che mantenne fino alla morte.

Fra il 23 ed il 24 dicembre 1294 partecipò al conclave successivo all'abdicazione di Celestino V, in esso, secondo lo storico tedesco Sigfido di Ballhausen sarebbe stato eletto al primo scrutinio ma avrebbe rifiutato l'elezione [1]; recentemente è stato anche ipotizzato che Dante, parlando dell'innominata «ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto» (Inf. III, 60) avrebbe potuto riferirsi proprio all'Orsini [2].

Morì nel 1305 a Roma, dopo quarantatré anni di cardinalato: negli ultimi tempi si era opposto al trasferimento della Santa Sede ad Avignone, operato da papa Clemente V. Venne sepolto sotto la cappella di san Pastore nella Basilica di San Pietro in Vaticano: la tradizione vuole che nove anni dopo la sepoltura il suo corpo venisse ritrovato intatto.

Fu anche un letterato e scrisse varie opere: il De auctoritate Ecclesiae, le Epistolas varias e la Theologica quedam.

Conclavi[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Rubeo Orsini partecipò a ben 13 conclavi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agostino Paravicini Bagliani, Bonifacio VIII, Torino, 2003, pag. 71, nota 13; Peter Herde, Die Wahl Bonifaz' VIII..., Roma, 1994.
  2. ^ Antonio Garro, Il "gran rifiuto" lo espresse Pilato Dante non pensava a Celestino V. Ma l'Alighieri potrebbe anche riferirsi a Matteo Rosso Orsini che non accettò di fare il Papa, in Gazzetta del Sud, 22 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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