Massimo di Padova

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San Massimo di Padova
Saints Maximus and Oswald, by Giovanni Battista Tiepolo, c. 1740-1745, oil on canvas - Krannert Art Museum, UIUC - DSC06332.jpg
Tela dei santi Massimo e Osvaldo di Giovanni Battista Tiepolo
 

Vescovo

 
Morte166
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza2 agosto

San Massimo di Padova (... – 166) è stato un vescovo italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia e culto[modifica | modifica wikitesto]

Si crede che san Massimo di Padova sia della famiglia dei Vitaliani di Padova[1]. Fu il secondo vescovo di Padova, dopo san Prosdocimo, di cui scrisse le gesta[1]; il suo episcopato durò dal 141 d.C. al 166[1], ed il suo successore fu san Fidenzio[2].

Sepolto accanto a Prosdocimo[1] fuori dalle mura, seguendo la legge romana sulla sepoltura[3], la sua tomba venne ritrovata nel 1052[1] o nel 1053[3] probabilmente in una cappella o in un oratorio[1] nell'area di un vecchio cimitero pagano-cristiano dedicato a santa Giustina[3]. Su ordine dello stesso papa Leone IX, che all'epoca si trovava a Padova, la salma venne riposta alla pubblica venerazione[3]; attualmente, il suo corpo si trova nella nona cappella della basilica di santa Giustina, a destra[3]. A san Massimo è dedicata una chiesa[3] a Padova. La sua memoria ricorre il 2 agosto[4]. Così lo ricorda il Martirologio Romano[4]:

«A Padova, san Massimo, vescovo, che si ritiene sia succeduto a san Prosdócimo.»

(Martirologio Romano)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Giustiniani, pag. 6 - 7
  2. ^ Giustiniani, pag. 8
  3. ^ a b c d e f San Massimo, Diocesi di Padova. URL consultato il 2 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  4. ^ a b San Massimo di Padova, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it. URL consultato il 2 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]