Massimo Maria Berruti

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Massimo Maria Berruti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
Popolo della Libertà
Circoscrizione IV (Lombardia 2)
Incarichi parlamentari
  • XIII
    • membro della VI commissione finanze (28 luglio 1998 -)
    • membro della commissione parlamentare consultiva in materia di riforma fiscale ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662 dal 24 marzo 1997
  • XIV
    • membro della giunta delle elezioni (13 giugno 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro della X commissione attività produttive, commercio e turismo (20 giugno 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro della XI commissione lavoro pubblico e privato (20 giugno 2001 - 25 novembre 2002)
    • membro della commissione per la vigilanza sull'istituto di emissione e sulla circolazione dei biglietti di banca (19 settembre 2001 - 27 aprile 2006)
  • XV
    • vicepresidente della VI commissione finanze (6 giugno 2006 - 28 aprile 2008)
    • membro della giunta provvisoria (28 aprile 2006 - 28 aprile 2006)
  • XVI
    • membro della X commissione attività produttive, commercio e turismo (21 maggio 2008 -)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Il Popolo della Libertà
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato patrocinante in cassazione

Massimo Maria Berruti (Lagonegro, 1º maggio 1949) è un ex dirigente d'azienda e politico italiano, esponente di Forza Italia e del Popolo della Libertà, più volte parlamentare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato inizialmente capitano della Guardia di Finanza nel nucleo speciale di polizia valutaria[1], incarico poi lasciato il 14 marzo 1980[2].

Nel 1985 fu arrestato con l'accusa di aver intascato una tangente di 150 milioni durante un'indagine sull'Imotec (fallita nel 1981 con uno scoperto di circa 70 miliardi)[3]: condannato in primo grado, fu assolto in appello e in Cassazione[2].

Nel 1979, come membro della Guardia di Finanza, condusse un'ispezione per un'evasione di 5 miliardi, presso la Edilnord di Silvio Berlusconi. I finanzieri dovevano verificare perché il Cavaliere avesse prestato fideiussioni personali in favore dell'Edilnord e della Sogeat, i cui capitali erano controllati da misteriosi soci svizzeri. Berlusconi disse, mentendo, di essere un semplice consulente dell'Edilnord, e di occuparsi soltanto della progettazione e della direzione generale di Milano 2 (mentre in realtà era il proprietario della società)[2]. L'indagine finì nel nulla[4] e pochi mesi dopo Berruti prese ufficialmente congedo dal corpo, per poi iniziare a lavorare come commercialista e, in seguito, come avvocato per la Fininvest di Berlusconi[2][5], occupandosi di società estere e dei contratti dei calciatori del Milan[2].

È fratello di Giuseppe Maria Berruti, ex componente del CSM[6].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Già coinvolto marginalmente nel 1994 nella promozione di Forza Italia, è stato candidato dal partito ed eletto alla Camera dei deputati nella tornata elettorale del 1996, e poi riconfermato nella successiva legislatura, quando fu eletto col sistema proporzionale nella circoscrizione IV Lombardia 2. Nella XV legislatura viene nuovamente eletto nella circoscrizione IV (Lombardia 2), proclamato il 21 aprile 2006. Alle elezioni politiche del 2008, candidato nella circoscrizione Lombardia 2 nelle file del Popolo della Libertà, è stato confermato a Montecitorio.

Berruti è considerato politicamente vicino alle idee dell'ex Ministro Claudio Scajola e dell'ex Ministro Giuseppe Pisanu[7].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Procedimento per favoreggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 Berruti finì nuovamente sotto inchiesta, stavolta accusato di favoreggiamento, per aver tentato di depistare le indagini tentando di convincere al silenzio i finanzieri arrestati nelle indagini sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo uscì con una condanna a 10 mesi di detenzione, inflittagli in primo grado, ridotta nei gradi successivi a 8 mesi di carcere per favoreggiamento[2].

Durante il processo di primo grado sulle tangenti alla Guardia di Finanza, nel 1997, affermò:

« Volevo difendere la stabilità del governo Berlusconi[2]. »

Procedimento per riciclaggio[modifica | modifica wikitesto]

Berruti viene accusato di riciclaggio nell'ambito del processo per i diritti televisivi e dei fondi neri Fininvest/Mediaset degli anni novanta, in cui gli sono state contestate alcune operazioni bancarie sul conto corrente Jasran della SBS-Société de Banque Suisse, a lui riconducibile, avvenute tra il 10 ottobre e il 21 novembre 1995. Per tali operazioni la Corte d'appello di Milano ha dichiarato la prescrizione del reato.

Dopo questa sentenza ci furono due appelli in Cassazione: uno del PM che contestava il metodo di calcolo utilizzato dalla Corte d'appello nel determinare i termini di prescrizione, un altro dello stesso imputato per ottenere l'assoluzione con formula piena. La Cassazione respinse il ricorso dell'imputato e accolse quello della Procura di Milano, fissando al 27 febbraio 2011 i termini per la prescrizione del reato contestato. In base a questo verdetto il processo riprese[8].

Il 23 febbraio 2011, il PG Laura Bertolè Viale chiese la condanna a tre anni di carcere e al pagamento di 6.000 euro di multa[9]. Il giorno successivo la Corte d'appello di Milano condannò Berruti a 2 anni e 10 mesi di reclusione per riciclaggio nel processo milanese d'appello sui presunti fondi neri Mediaset[10].

Il 1º febbraio 2012 la Cassazione dichiarò il reato commesso ma prescritto[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nucleo Speciale Polizia Valutaria Roma, gdf.it. URL consultato il 17 febbraio 2012.
  2. ^ a b c d e f g Peter Gomez e Marco Travaglio, Se li conosci li eviti, Milano, Chiarelettere, 2008.
  3. ^ Tangenti pagate dall'imprenditore Luciano Rodi, in Corriere della Sera, 29 aprile 1992. URL consultato il 17 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2015).
  4. ^ Paolo Biondani, Berruti, da inquisitore a dipendente, in Corriere della Sera, 2 giugno 1995. URL consultato il 17 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2011).
  5. ^ Marco Travaglio, Ad personam, Milano, Chiarelettere, 2010.
  6. ^ Dino Martirano, Tensione al Csm dopo la nomina di Marra «Aria viziata dalle pressioni politiche», in Corriere della Sera, 5 febbraio 2010. URL consultato il 17 febbraio 2012.
  7. ^ Paola Di Caro, La fronda di Pisanu e Scajola L'idea di un Berlusconi bis, in Corriere della Sera, 7 ottobre 2011. URL consultato l'8 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2012).
  8. ^ Patrizia Maciocchi, La Cassazione respinge il ricorso del deputato Pdl Massimo Maria Berruti, in Il Sole 24 ORE, 11 gennaio 2011. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  9. ^ Chiesti tre anni per Berruti, in Corriere.it, 23 febbraio 2011. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  10. ^ Fondi neri Mediaset, Berruti (Pdl) condannato a due anni e 10 mesi, in Repubblica.it, 24 febbraio 2011. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  11. ^ Mediaset: Cassazione, reato prescritto per deputato Pdl Berruti, in Corriere.it, 1º febbraio 2012. URL consultato il 25 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]