Massimo Guglielmi (regista)

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Massimo Guglielmi

Massimo Guglielmi (Venezia, 1954) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

Per quanto riguarda la sua formazione, al DAMS di Bologna è stato allievo di Umberto Eco[1]. Ha anche collaborato con registi e sceneggiatori del calibro di Michelangelo Antonioni, Ermanno Olmi, Ettore Scola, Leo Benvenuti, Ugo Pirro, Furio Scarpelli, Nanny Loy, Sergio Leone[2].

Fin dall'inizio della sua carriera è stato collaboratore RAI, società per la quale ha realizzato oltre un centinaio di programmi, sia radiofonici che televisivi. È stato tra i vincitori della prima edizione del Premio Solinas (1986) con la sceneggiatura di Rebus scritta con Antonio Tabucchi e Sergio Vecchio[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Venezia si è laureato all'Università di Bologna DAMS con una tesi in Storia del Cinema. Oltre all'attività di sceneggiatore e regista, si è dedicato per molti anni, prima per l'ACD (Associazione Cinema Democratico) e poi per l'Associazione nazionale autori cinematografici alla politica di settore.

È stato membro di Commissioni Ministeriali e delegato delle associazioni di categoria in materia sindacale, giuridica e legislativa, per il diritto d'autore e in generale per il settore audiovisivo. Suoi interventi sono stati pubblicati dai maggiori quotidiani nazionali, da riviste e periodici.

Come relatore ha partecipato a convegni, dibattiti storici e culturali in particolare su Cinema Storia e Resistenza con critici, storici e autori come Piero Gobetti, Gianfranco De Bosio, Norberto Bobbio, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Nanny Loy, Ansano Giannarelli, Giuliano Montaldo, Giuseppe Ferrara, Gianni Rondolino, Florestano Vancini.

Ha tenuto corsi, seminari, masterclass e stage di regìa e sceneggiatura cinematografica per Istituti pubblici e privati, sia italiani che internazionali.

È l'ideatore e uno dei promotori dell'iniziativa "INTOLERANCE" (film del cinema italiano contro il razzismo e l'intolleranza) presentato alla Mostra di Venezia (1996).

Ha realizzato alcuni lavori di radiofonia che hanno concorso al Prix Italia. È autore e produttore di numerosi reportage e documentari per la RAI.

Dal 2000 è stato docente di Sceneggiatura e Regia cinematografica presso l'Accademia Europea di Cinema e Televisione Griffith 2000.

Per la Rai Libri ha pubblicato il saggio storico e di costume Un naso in salita: Gino Bartali, la sua storia vera (ma piena di bugie).

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Ritorno a casa (1996)
  • K2. Il lato oscuro della Luna (2004)
  • Pasolini and Death: A Purely Intellectual Thriller (2005)

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1960 (1985)
  • Porzioni di cielo con nuvole (1986)

Reportage televisivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Clip
  • Ritorno a casa (Coming home)
  • Milano 1989-1999: il lungo cammino dell'integrazione
  • La morte al lavoro
  • Trieste, città di confini
  • Chi vuole dimenticare Antonio Russo?
  • La casa del futuro
  • Borgomanero-Tibilisi andata e ritorno
  • Acido fenico
  • Underground

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Un naso in salita: Gino Bartali, la sua storia vera (ma piena di bugie), Torino, Rai Libri, 2002, ISBN 978-8839712011.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989 - Premio Selezione David di Donatello (miglior regìa esordienti)
  • 1992 - Premio Speciale della Giuria Villerupt
  • 1992 - Premio CICAE Annecy
  • 1997 - Premio di Qualità
  • 1997 - Gran Premio della Giuria Festival Internazionale di Mons
  • 2005 - Premio UNESCO al B.A.F.F.
  • 2005 - Premio del Pubblico al B.A.F.F.
  • 2011 - Premio Miglior Regìa al B.A.F.F.
  • 2011 - Premio Miglior Film al S.M.F.F.
  • 2011 - Menzione Speciale al Festival “I've seen film” di Rudger Hauer/Milano 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Super User, MASSIMO GUGLIELMI, su www.giffonifilmfestival.it. URL consultato l'11 agosto 2019.
  2. ^ Osservatorio Balcani e Caucaso, Chi vuole dimenticare Antonio Russo?, su Osservatorio Balcani e Caucaso. URL consultato l'11 agosto 2019.
  3. ^ REBUS. URL consultato il 23 novembre 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN9234699 · ISNI (EN0000 0000 3735 7207 · LCCN (ENn2004023082 · GND (DE1203166303 · BNF (FRcb14103673g (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2004023082