Massimo Della Pergola

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Massimo Della Pergola (Trieste, 11 luglio 1912Milano, 13 marzo 2006) è stato un giornalista italiano; fu l'inventore del Totocalcio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Molto giovane cominciò a lavorare per La Gazzetta dello Sport, ma nel 1938 fu espulso dall'albo dei giornalisti perché ebreo. Nel dicembre 1943 si trasferì con la moglie e il figlio Sergio (di un anno) a Roma a cercare protezione dai nazisti. Fu aiutato da un'anziana docente, Livia Sarcoli, che gli mise a disposizione la propria abitazione[1]. Da quel rifugio provvisorio riuscì ad espatriare in Svizzera[2]. Durante la permanenza in un campo profughi in terra elvetica ebbe l'idea di un concorso a premi legato al calcio, con il quale finanziare lo sport italiano alla fine della Seconda guerra mondiale.

Nel 1946 coi colleghi Fabio Jegher e Geo Molo fonda la SISAL. La prima schedina Sisal venne giocata il 5 maggio 1946. Due anni dopo il gioco passa sotto la gestione diretta del CONI e prende il nome di Totocalcio. La causa che i tre inventori intentano al Ministero dell'Interno, che aveva promosso questo passaggio forzato, non ha buon esito e alla Sisal resta la gestione del Totip.

Nel 1954 Della Pergola abbandona l'avventura della Sisal per tornare a tempo pieno al giornalismo (che in realtà mai aveva abbandonato del tutto, visto che in quegli anni fu nominato caporedattore responsabile del calcio, sempre alla Gazzetta dello Sport diretta da Bruno Roghi). Tra il 1977 e il 1989 coprirà l'incarico di segretario generale dell'associazione internazionale della stampa sportiva (Aips), divenendone poi segretario onorario. Collaborò con varie testate fino al 1998.

Fu presidente della Federazione Italiana Maccabi, e dal 1961 al 1989 guidò tutte le delegazioni italiane ai World Maccabiah Games in Israele. Della Pergola ha commentato dalle pagine dei giornali 11 edizioni dei Giochi olimpici estivi, 3 Giochi olimpici invernali e 11 edizioni della Campionato mondiale di calcio. Si deve a lui anche l'ideazione del nome Universiade.

Riposa nel Cimitero Ebraico annesso al Cimitero Maggiore di Milano[3].

Suo figlio, Sergio Della Pergola, è un noto accademico che si occupa di demografia e statistiche. La figlia Mara Della Pergola ha studiato con Moshe Feldenkrais e dirige a Milano un centro specializzato nelle terapie di integrazione funzionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulia Sarcoli fu insignita del titolo di «Giusto delle Nazioni» nel 1945.
  2. ^ Adam Smulevich, "Giusta" anche Livia Sarcoli, in «Avvenire», 7 luglio 2017, p. 11.
  3. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
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