Massimo De Vita

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Massimo De Vita nel 1990.

Massimo De Vita (Milano, 12 maggio 1941) è un fumettista italiano noto come disegnatore di fumetti Disney e di genere avventuroso e riconosciuto come uno dei migliori autori disneyani della sua generazione[1][2][3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Pier Lorenzo De Vita, noto illustratore e disegnatore di fumetti,[4] si iscrive al liceo artistico proprio mentre il padre realizza la sua prima storia disneyana, Paperino e la bella del ballo[5]. Nel 1958 lavora nello studio d'animazione dei fratelli Nino e Toni Pagot collaborando alla realizzazione di cortometraggi pubblicitari[4][1][6] per le sale cinematografiche e per il programma Carosello della Rai. Nel 1959 inizia a collaborare con la Mondadori entrando nella redazione della rivista Topolino[4][1] grazie al padre che lo fa conoscere al direttore Gentilini,[senza fonte] occupandosi di impaginazione[4] delle storie straniere, la maggior parte delle quali realizzate su quattro o più strisce e quindi non adatte al formato tascabile del settimanale. Realizza anche copertine per le testate Topolino, Albi della Rosa, Almanacco Topolino, I Classici di Walt Disney e, per quest'ultima testata, riadatta alcune tavole delle storie a puntate (principalmente quelle con i riassunti) o aggiunge sequenze (come per Le straordinarie avventure di Paperino Girandola)[senza fonte]. Dopo aver collaborato con il padre per alcune storie quali Paperino e il cane dollarosus , esordisce come disegnatore autonomo con la storia Paperino e la missione intercontinentale.[4] Per Topolino realizza anche i brevi enigmi polizieschi a fumetti de L'Ispettore Point.[senza fonte] Il suo stile si ispira inizialmente a quello di Carl Barks, Paul Murry e Floyd Gottfredson, maturandone poi uno proprio e divenendo anche sceneggiatore delle storie che disegna.[4]

Nel 1963 realizzò parte della copertina del disco Disney Parade: una cornice di personaggi Disney (tra cui anche Biancaneve e i sette nani) sopra una foto con una veduta della città di Sanremo. Nel 1964 si occupa di illustrare un volume speciale della Mondadori a tema disneyano, Ruote, macchine, motori... di Lia e Nicola D'Amico insieme ad altri disegnatori; lo stesso anno realizza dodici filmine che escono in abbinamento con il lancio del proiettore Festacolor, un proiettore di diapositive giocattolo. L'anno dopo realizza le illustrazioni per il calendario del 1965 di Topolino (n. 475 del 3 gennaio 1965). De Vita è uno dei primi a disegnare Paperoga, il cugino di Paperino ideato da Dick Kinney e Al Hubbard un paio di mesi prima.

Collabora con molti degli sceneggiatori Disney disegnando parecchi personaggi: Paperoga, Paperino, Paperinik (la prima storia è Il doppio trionfo di Paperinik, pubblicata sui nn. 822 e 823), Mr. Jones (scarsamente utilizzato dagli altri autori Disney, soprattutto in Italia; su testi di Barosso inizia una saga in cui Paperino e Jones si sfidano in battaglie epiche). Nel 1963 si era cimentato nella realizzazione completa di una storia (Paperino e la sagra della frittella; nello stesso anno viene pubblicata, su testi di Abramo Barosso, la sua prima storia con Topolino, Topolino e l'instabile anniversario; nel 1979 realizza Topolino e l'enigma di Mu, storia d'esordio del professor Zapotec, archeologo e direttore del museo di Topolinia.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 Bruno Concina e Giorgio Pezzin elaborano, separatamente, il progetto della macchina del tempo, viene affiancato a Zapotec il professor Marlin, l'ideatore della macchina del tempo e spalla di Zapotec, per evitare che le spiegazioni di quest'ultimo diventassero dei monologhi troppo prolissi. Le idee dei due sceneggiatori, mediate dall'allora direttore artistico Franco Fossati, danno origine alla saga, nel 1985, iniziata con Topolino e il segreto della Gioconda (che doveva essere la terza storia della serie: questo disguido fu dovuto al ritardo nella realizzazione della storia di apertura, Topolino e gli enigmi del tempo, di Pezzin).

Con il personaggio di Indiana Pipps, parodia del personaggio di Indiana Jones, ideato nel 1988 da Bruno Sarda, Uggetti e Colantuoni, realizza varie storie come Topolino e Pippo in: I predatori del tempio perduto, Indiana Pipps e il ritorno dei Big-Foot, Indiana Pipps e la valle dei 7 soli, e molte altre. Un altro personaggio che ha avuto l'esclusiva di disegnare è la cometa Beta, una piccola cometa che nasce nella nube di Oort e fa il suo esordio nel 1992 sul Topolino n.1918 con la storia Topolino e la cometa Beta, su testi di Fabio Michelini. L'anno seguente, col n. 1987 del 1993, entra in gioco anche la cometa Teta (già intravista nella storia precedente), in Topolino & Eta Beta e la cometa Teta.

Negli anni ottanta realizza varie storie nelle quali il personaggio di Pippo, spalla di Topolino, diviene protagonista come quelle della saga di genere fantasy della spada di Ghiaccio e ritenuta uno dei vertici della carriera dell'autore[7][6] e quelle della saga di Topolino e i Signori della Galassia ispirata a quella di Guerre stellari. Tra le altre collaborazioni di De Vita, quella con Alfredo Castelli, il creatore di Martin Mystère che portò alla realizzazione nel 1977 di Topolino e il triangolo delle Bermude, sempre con Pippo. Nel 1983 ripropone Zapotec nella storia in due puntate Topolino e l'arca di Bubanassar, quindi, nel 1984, collabora a due progetti: per le pagine dello speciale Topolino Più e per le pagine della rivista Topolino estate. Del 1985 è la storia Topolino e l'acceleratore nucleare (Topolino n. 1563 del 10 novembre 1985) ambientata al CERN di Ginevra nel periodo in cui era in costruzione il LEP, il più grande acceleratore di particelle mai costruito, che è presente nelle tavole della storia.

Anni novanta e duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 partecipa alla realizzazione delle dodici puntate della storia Alla ricerca della pietra zodiacale che ripropone le storie corali tra paperi e topi. Questa è la storia più lunga mai apparsa su un periodico Disney quanto a numero di pagine. Con "Topolino e il tesoro della Mayflower" inizia la serie C'era una volta... in America. Su testi di Pezzin, De Vita disegna quasi 12 dei 14 capitoli di cui si compone la saga e raccolta successivamente in volume. Nel 1993 si parodia la serie horror Dylan Dog in Topolino e il talismano elfico. Nel 1999, infine, parte una nuova serie con venature horror e fantasy per la quale disegna le avventure di Top de Tops, avo di Topolino, protagonista della serie Tops Stories. La saga va avanti per 12 storie, durante le quali De Vita apporta modifiche alle sceneggiature che gli vengono proposte. Alla lunga Pezzin non gradisce, soprattutto quando ad essere modificata è la conclusione della storia, e si consuma la separazione tra i due.

Inizia una collaborazione con Casty con la storia pubblicata sul n. 2503 di Topolino, Topolino e le bizzarrie di Neoville, alla quale segue Topolino e il mistero pop. De Vita è inoltre il primo a disegnare il nuovo personaggio ideato da Casty, Vito Doppioscherzo, ennesimo nemico di Topolino, che fa il suo esordio in Topolino e il magnifico doppioscherzo, nel n. 2535, per poi tornare Topolino e le regolissime del Guazzabù, nel n. 2580

L'abbandono dei paperi[modifica | modifica wikitesto]

Col tempo De Vita comincia ad apprezzare sempre meno uno dei due tipici "mondi" del fumetto disneyano, ovvero quello dei paperi. Afferma infatti di non riuscire a capirne i personaggi, nonostante avesse in passato scritto molte storie con essi protagonisti; egli stesso disegnò per la prima volta Spectrus, un nemico di Paperinik.

Nel 1996 è pubblicata la sua ultima storia avente come soggetto i paperi, Zio Paperone e i guardiani del tempo (sceneggiatura di Carlo Gentina), pubblicata in due parti sul n. 2130 di Topolino. Da allora non disegnerà più storie con i personaggi di Paperopoli fino al 2001 quando partecipa alla realizzazione di Zio Paperone e l'incredibile avventura di capodanno[8] dove, con altri 42 disegnatori, realizza una singola tavola della storia. Nel 2016, per gli 88 anni di Topolino, realizza una singola tavola di auguri con Topolino e Zio Paperone. La storia Qui, Quo, Qua e il tempo delle mele del Topolino n.1688, da lui disegnata su testo di Massimo Marconi, è stata scelta come migliore storia degli anni ottanta per celebrare i primi 50 anni di Topolino libretto.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Massimo De Vita, su lambiek.net. URL consultato il 29 aprile 2019.
  2. ^ FFF - Fumetto, Massimo DE VITA, su www.lfb.it. URL consultato il 29 aprile 2019.
  3. ^ https://www.lospaziobianco.it/lessenza-di-topolino-da-bubanassar-al-tor-korgat/
  4. ^ a b c d e f (EN) Topolino, su www.topolino.it. URL consultato il 29 aprile 2019.
  5. ^ pubblicata sull'Albo d'Oro n. 29 del 1955
  6. ^ a b Massimo De Vita, su www.fumetti.org. URL consultato il 29 aprile 2019.
  7. ^ Topolino e la Spada di Ghiaccio, i riferimenti della saga, su Fumettologica, 2 gennaio 2019. URL consultato il 29 aprile 2019.
  8. ^ (Topolino n.2353 del 2 gennaio 2001, sceneggiatura di Alberto Savini),

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Maestri Disney (nn. 6, 13, 22)
  • Tutto Disney 18 (Carl Barks, l'uomo dei Paperi) e 25 (Topolino – 70 anni di carta).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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