Massimo Bitonci

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Massimo Bitonci
Massimo Bitonci daticamera 2018.jpg

Sottosegretario di Stato al Ministero dell'economia e delle finanze
Durata mandato 13 giugno 2018 –
5 settembre 2019
Cotitolare Laura Castelli
Massimo Garavaglia
Alessio Villarosa
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Pier Paolo Baretta

Sindaco di Padova
Durata mandato 10 giugno 2014 –
12 novembre 2016
Predecessore Ivo Rossi (vicesindaco f.f.)[1]
Successore Michele Penta (commissario prefettizio)

Sindaco di Cittadella
Durata mandato 13 maggio 2002 –
7 maggio 2012
Predecessore Lucio Facco
Successore Giuseppe Pan

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI, XVIII
Gruppo
parlamentare
Lega - Salvini Premier
Coalizione Coalizione di centro-destra del 2018
Circoscrizione XVI:
Veneto 1
XVIII:
Veneto 2
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
2 luglio 2014
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Lega Nord
Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Veneto
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Lega
Tendenza politica Venetismo
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Università Università Ca' Foscari di Venezia
Professione Dottore commercialista

Massimo Bitonci (Padova, 24 giugno 1965) è un politico italiano, dal 13 giugno 2018 al 5 settembre 2019 sottosegretario al MEF nel Governo Conte I. È stato anche sindaco di Padova dal 2014 al 2016.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato nel 1991 in economia e commercio all'Università Ca' Foscari di Venezia, svolge la professione di dottore commercialista e revisore legale.

Vicesindaco e sindaco di Cittadella[modifica | modifica wikitesto]

Bitonci ricoprì il ruolo di vicesindaco del comune di Cittadella dal 1994 al 2002 e fu eletto sindaco nel 2002,[2] sostenuto da una coalizione formata dalla Liga Veneta Repubblica e da liste civiche, battendo al ballottaggio con il 50,9% il candidato della Lega Nord e liste di centrodestra Stefano Svegliado; fu rieletto per il secondo mandato il 28 maggio 2007 con il 56,5% al primo turno appoggiato dalla Lega Nord (alla quale aderì nel 2005) e Alleanza Nazionale e altre civiche fino al 7 maggio 2012.[3]

Nel novembre del 2007 emanò un'ordinanza che imponeva ai cittadini stranieri l'obbligo di dimostrare di disporre di un reddito minimo per poter richiedere l'iscrizione anagrafica alle liste dei residenti del comune di Cittadella, ispiratrice del cosiddetto Decreto Sicurezza dell'allora Ministro Roberto Maroni. L'ordinanza fu da più parti bollata come razzista e discriminatoria, oltre che illegale[4]. Per tale provvedimento Bitonci fu inquisito dalla magistratura di Padova che tuttavia, successivamente, procedette all'archiviazione del fascicolo. Numerosi altri comuni hanno adottato normative simili,[5][6] che sono sfociate in condanne da parte dei tribunali locali[7][8].

Bitonci fu vicepresidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, nominato il 6 luglio 2010, e presidente della Consulta Sicurezza e Legalità. È inoltre segretario della sezione di Padova Città della Lega Nord Liga Veneta e componente del direttivo Federale della Lega Nord eletto al congresso del 2012.

Parlamentare della Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2008 fu eletto deputato per la Lega Nord nella circoscrizione VII (Veneto 1) e ricoprì l'incarico congiuntamente a quello di sindaco fino al mese di maggio 2012. Alla Camera dei deputati fu capogruppo per la Lega Nord in commissione Bilancio e vicepresidente della commissione bicamerale di controllo sulla Cassa Depositi e Prestiti.

Nel 2012 si candidò alla segreteria della Liga Veneta, venendo poi battuto di misura dall'altro candidato, Flavio Tosi.[9] Nel 2013 fu senatore per la Lega Nord, di cui fu capogruppo al Senato della Repubblica, carica che ricoprì fino all'elezione a sindaco di Padova, quando si dimise dalla carica il 2 luglio 2014[10]. Al suo posto è subentrato Paolo Tosato[11].

Sindaco di Padova[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni amministrative del 2014 si presentò come candidato sindaco al comune di Padova, sostenuto da 6 liste tra cui quelle di Forza Italia, della Lega Nord e di Fratelli d'Italia. L'8 giugno 2014 vinse il ballottaggio con il vicesindaco uscente Ivo Rossi, facente funzioni di sindaco dopo la nomina a ministro di Flavio Zanonato, e fu eletto sindaco della città veneta.

Il 6 marzo 2016 è eletto presidente della Liga Veneta[12]. La sera dell'11 novembre 2016 la maggioranza del consiglio comunale si dimette dal Consiglio, sfiduciando di fatto il sindaco e portando alla caduta della giunta[13][14][15]. Si ricandida alle successive elezioni, risultando sconfitto dal candidato del centro-sinistra Sergio Giordani[16].

Elezioni politiche del 2018 e nomina a Sottosegretario di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 viene eletto deputato per la Lega nella circoscrizione Veneto 2 risultando eletto e, in seguito all'accordo di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, il 13 giugno 2018 presta giuramento come Sottosegretario di Stato al Ministero dell'economia e delle finanze del Governo Conte I. Cessa dall'incarico il 5 settembre 2019 con il giuramento del Governo Conte II.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vicesindaco che ha sostituito Flavio Zanonato, nominato ministro dello sviluppo economico nel governo Letta.
  2. ^ repubblica.it, Archivio on line elezioni amministrative, in la Repubblica.
  3. ^ Speciale elezioni 2007 - Elezioni amministrative
  4. ^ Roberto Bianchin, Niente residenza a chi guadagna poco, in la Repubblica, 18 novembre 2007, p. 15.
  5. ^ Gad Lerner, Quei muri alzati dai sindaci del Nord, in la Repubblica, 4 dicembre 2007, p. 1.
  6. ^ Marisa Fumagalli, Senza reddito niente diritto di residenza, in Corriere della Sera, 18 novembre 2007, p. 9.
  7. ^ L'Eco di Bergamo
  8. ^ Tribunale di Brescia[collegamento interrotto]
  9. ^ Lega, vince un altro maroniano Tosi eletto segretario in Veneto - Repubblica.it
  10. ^ Scheda sul sito del Senato, su senato.it. URL consultato il 15 luglio 2014.
  11. ^ Comunicato stampa della seduta del 2 luglio 2014 del Senato della Repubblica, su senato.it.
  12. ^ È Bitonci il presidente della Liga Veneta, su mattinopadova.gelocal.it.
  13. ^ Dimissioni di massa a Padova, cade la giunta del leghista Bitonci, Il Mattino di Padova, 12 novembre 2016. URL consultato il 12 novembre 2016.
  14. ^ Fine dell'era Bitonci a Padova - Si dimettono 17 consiglieri, Il Gazzettino, 12 novembre 2016. URL consultato il 12 novembre 2016.
  15. ^ Padova, cade giunta Bitonci, «Preso atto di un’implosione», Il Corriere della Sera, 12 novembre 2016. URL consultato il 12 novembre 2016.
  16. ^ La sinistra fa vincere Giordani, l'ex sindaco Bitonci esce sconfitto, Il Gazzettino, 26 giugno 2017. URL consultato il 26 giugno 2017.

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