Massimo Bacigalupo

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Massimo Bacigalupo

Massimo Bacigalupo (Rapallo, 1947) è un regista, saggista e critico letterario italiano, ordinario di Letteratura americana e docente di Tecnica della traduzione presso la facoltà di Lingue di Genova.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel cortometraggio nel 1966 con Quasi una tangente, grazie al quale si aggiudica il primo premio al festival di Montecatini e alcuni riconoscimenti in festival minori. Seguono una serie di film, quali 60 metri per il 31 marzo (1968), The last summer (1969), Migrazione (1970), dove la sperimentazione sul flusso di coscienza dà luogo a fantasmagorie audiovisive, talvolta ispirate a viaggi e incontri con culture altre (come quella indiana e quella nord-americana). Nel 1967 partecipa a Roma alla fondazione della Cooperativa Cinema Indipendente, gruppo di film-maker che intendono rinnovare forme, contenuti e modi di distribuzione, proiettando le loro opere in cineclub, associazioni, gallerie, musei, sul modello della Film-Makers' Cooperative di New York. La Cooperativa, di cui fanno parte fra gli altri Adamo Vergine, Pia Epremian, Tonino De Bernardi, Alfredo Leonardi, Piero Bargellini, Guido Lombardi, Luca Patella e Gianfranco Baruchello, opera fino intorno al 1975, producendo fra l'altro il cortometraggio "collettivo" Tutto tutto nello stesso istante. Bacigalupo affianca alla realizzazione di film numerosi interventi critici sul cinema underground per le riviste Filmcritica, Bianco & Nero e la newyorkese Film Culture. Durante un soggiorno di studio negli Stati Uniti, termina il cortometraggio Warming Up (1975) e lo presenta in prima visione presso gli Anthology Film Archives diretti da Jonas Mekas. Dopo il 1975, quando realizza Cartoline dall'America, ha prodotto numerosi video che documentano momenti e figure di amici artisti e no (Flavio Costantini, Giovanni Giudici, Rolando Monti, Sheri Martinelli, ecc.). Nel 2010 il 28mo Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva mentre la GAM di Torino ospitava la mostra "Apparizioni: Immagini e testi dall'archivio di Massimo Bacigalupo". Si è dedicato anche a una serie di studi e traduzioni di autori americani e inglesi, quali Ezra Pound, Emily Dickinson, William Butler Yeats, Herman Melville, Wallace Stevens, divenendo una figura di rilievo nel panorama accademico-letterario italiano (tra le opere L'ultimo Pound, 1981, e Grotta Byron, 2001). Nel 1991 ha ottenuto il Premio Monselice per la traduzione letteraria per Il preludio di William Wordsworth e nel 2001 il Premio Nazionale di Traduzione. Notizie più particolareggiate sulla produzione si leggono in [1] e in [2] È ordinario di Letteratura americana e docente di Teoria e tecnica della traduzione presso la Facoltà di Lingue e letteratures straniere dell'Universita' di Genova. Attento esegeta di James Joyce, dal 2006 ne diffonde la conoscenza anche fuori del mondo accademico con una singolare iniziativa: ogni anno coordina gruppi di lettori, professionisti e non, per una lettura pubblica a voce alta del romanzo Ulisse in luoghi di Genova analoghi alla Dublino in cui vive il protagonista Leopold Bloom; la lettura si svolge dal mattino alla mezzanotte, secondo la scansione oraria dei vari capitoli. Ciò avviene all'interno del Festival Internazionale di Poesia e in concomitanza con le celebrazioni internazionali in onore di Joyce, il 16 giugno di ogni anno (Bloomsday). La data è quella della giornata in cui si svolge il romanzo, 16 giugno 1904. In tale giorno, mese e anno, Joyce aveva avuto il primo incontro con la futura moglie e in tale giorno collocò le avventure dublinesi del moderno Ulisse, Leopold Bloom, che è l'antitesi dell'eroe di Omero. [3]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Copiosa bibliografia in Google books [4]

  • Massimo Bacigalupo (a cura di), Il film sperimentale, numero monografico di "Bianco e Nero", 5-8, 1974
  • Giulio Bursi e Massimo Causo (a cura di), "Massimo Bacigalupo", in 28º Torino Film Festival, Torino, Museo Nazionale del Cinema [5]
  • Nuccio Lodato (a cura di), Ind Under Off. Materiali sul cinema sperimentale 1959-1979, Roma, Bulzoni, 1981.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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