Massimiliano Gallo

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Massimiliano Gallo (Napoli, 19 giugno 1968) è un attore e cantante italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio d'arte (il padre era Nunzio Gallo), è fratello minore dell'attore Gianfranco Gallo e zio dell'attore Gianluca Di Gennaro. Massimiliano Gallo debutta a teatro all'età di cinque anni e a dieci è già protagonista di diversi telefilm per bambini girati per la Rai. Conseguito il diploma, comincia a recitare presso la Compagnia di Carlo Croccolo. Nel 1988 fonda, insieme al fratello Gianfranco, la "Compagnia Gallo" che vanta numerosi successi teatrali come la "Francesca da Rimini" diretta da Aldo Giuffré.

Nel 1997 Carlo Giuffré lo sceglie per interpretare Mario Bertolini, ruolo che fu di Peppino De Filippo, in Non ti pago di Eduardo De Filippo. La stagione successiva interpreta Nennillo in Natale in casa Cupiello, unica edizione senza Eduardo.

Nel 2002 interpreta il "rosso" in C'era una volta...Scugnizzi di Claudio Mattone ed Enrico Vaime, vincitore del Premio E.T.I. Miglior Musical Italiano[senza fonte]. Nel 2006 con Vincenzo Salemme è il Bello di papà. Successivamente recita in una commedia in due atti sempre di Vincenzo Salemme La gente vuol ridere. Nel 2009 Marco Risi lo sceglie per Fortapàsc, nel quale interpreta il boss Valentino Gionta. Nel 2010 è Salvatore in Mine vaganti di Ferzan Özpetek.

Nel settembre 2011 esce al cinema Mozzarella Stories di Edoardo De Angelis. Nel 2011 recita in La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo. Al teatro e al cinema alterna la radio e la televisione. Incide due dischi raccolta, il primo dedicato a Titina De Filippo ed il secondo a Raffaele Viviani.

Nel 2015 è tra i protagonisti di Per amor vostro di Giuseppe Gaudino, con Valeria Golino vincitrice della Coppa Volpi a Venezia[1]. L'anno seguente è il capitano della nave di Onda su onda, la terza regia di Rocco Papaleo.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da "Repubblica"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]