Massacro dei reali nepalesi

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Massacro dei reali nepalesi
Kathmandu palace.jpg
Il Palazzo Narayanhity, abitazione della famiglia reale e luogo della strage
Stato Nepal Nepal
Luogo Palazzo Narayanhity, Kathmandu
Obiettivo Famiglia reale nepalese
Data 1º giugno 2001
circa 21:00
Morti Birendra del Nepal, Aishwarya Rajya Lakshmi Devi, Shruti del Nepal, Dipendra del Nepal
Responsabili Dipendra del Nepal
Sospetti Gyanendra del Nepal

L'espressione massacro dei reali nepalesi si riferisce alla tragica fine di dieci membri della famiglia reale del Nepal, tra cui il Re Birendra e la Regina Aiswarya, i quali furono assassinati dal Principe ereditario Dipendra la notte del 1º giugno 2001. Il principe, caduto in coma, divenne re per soli tre giorni. Ad oggi non è ancora chiaro come si svolsero realmente i fatti e se fu veramente il principe Dipendra ad uccidere i reali; secondo un'altra teoria, inoltre, il Principe stesso si suicidò e morì istantaneamente durante il massacro, ma le autorità decisero di incoronarlo re in modo fittizio per calmare la popolazione che era scesa in strada e che chiedeva spiegazioni su quanto accaduto.[1]

Il massacro innescò gli eventi che portarono a una totale eliminazione della monarchia.

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia reale del Nepal, come ogni Casa regnante, è sempre stata estremamente chiusa alle influenze esterne. Da secoli i cugini della famiglia venivano sposati tra loro (Birendra e Aiswharya erano cugini di secondo grado[2]); per quanto ormai poco più che effigi dell'antichità, i loro privilegi erano rimasti intatti.

Quel giorno a palazzo si stava tenendo un banchetto. Secondo i rapporti, Dipendra aveva bevuto molto, era confuso da grandi quantità di hashish e si era comportato male con un ospite, tanto che il padre, re Birendra, lo ha invitato a lasciare la cerimonia in corso. Dipendra, ubriaco, è stato portato in camera sua dal fratello, il principe Nirajan e dal cugino, il principe Paras. [3]

Un'ora più tardi, Dipendra è ritornato nella sala in cui si stava svolgendo il ricevimento armato di un Heckler & Koch MP5, di un Franchi SPAS-12 e di un M16 e ha sparato un colpo verso il soffitto prima di rivolgere l'arma contro suo padre, re Birendra. Pochi secondi dopo, Dipendra ha sparato a una delle sue zie. Quando lo zio Dhirendra ha cercato di fermarlo il principe gli ha sparato un colpo nel petto a bruciapelo.[3] Il principe Paras ha subito lievi ferite ma è riuscito a salvare almeno tre reali, tra cui due bambini, nascondendoli dietro un divano.[3]

Estratti dal rapporto del comitato formato da due membri della Corte Suprema Keshab Prasad Upadhyaya, affermano che il re Birendra ha fatto un tentativo all'ultimo minuto per sparare al figlio quando quest'ultimo ha iniziato a fare fuoco indiscriminatamente, secondo i dettagli della relazione della relazione ufficiale rilasciata a Kathmandu. Dopo essere stato ferito nel primo attacco da Dipendra, re Birendra prese la pistola calibro nove millimetri MP-5K automatica, che il principe aveva gettato prima di entrare nella sala da biliardo del palazzo per la seconda volta per sparare al monarca e agli altri. La fonte di questa descrizione è la sorella del defunto re, la principessa Shova Shahi.

Sua madre, la regina Aishwarya, che è entrata nella stanza, quando sono stati sparati i primi colpi, ha lasciato il luogo in fretta, in cerca di aiuto.[4]

Aishwarya e il principe si sono trovati di fronte a Dipendra nel giardino del palazzo, dove sono stati entrambi aggrediti fatalmente. Dipendra ha poi proceduto per un piccolo ponte su un torrente che attraversa il palazzo, dove si è sparato.[3]

Vittime del massacro[modifica | modifica wikitesto]

  • Sua Maestà il Re Birendra, padre
  • Sua Maestà la Regina Aiswarya, madre
  • Sua Altezza Reale il Principe Dipendra, esecutore materiale (suicida)
  • Sua Altezza Reale il Principe Nirajan, fratello
  • Sua Altezza Reale la Principessa Shruti, sorella
  • Dhirendra, fratello del Re che aveva rinunciato al titolo
  • Sua Altezza Reale la Principessa Jayanti, cugina di Re Birendra
  • Sua Altezza Reale la Principessa Shanti, sorella di Re Birendra
  • Sua Altezza Reale la Principessa Sharada, sorella di Re Birendra
  • Kumar Khadga, marito della Principessa Sharada[5]

Feriti[modifica | modifica wikitesto]

  • Sua Altezza Reale la Principessa Shova, sorella del re Birendra che ha cercato di fermare Dipendra
  • Sua Altezza Reale Kumar Gorakh Shamsher, marito della principessa Shruti e l'unico maschio sopravvissuto al massacro
  • Sua Altezza Reale la Principessa Komal, moglie del principe Gyanendra e futura e ultima regina del Nepal
  • Sua Altezza Reale la Principessa Ketaki Chester, prima cugino del re Birendra che aveva rinunciato al suo titolo (e sorella della principessa Jayanti).[6]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Dipendra fu proclamato re, mentre era in coma, ma morì il successivo 4 giugno, dopo tre giorni di regno.[7] Gyanendra è stato nominato reggente per i tre giorni, poi è salito al trono dopo il decesso del nipote.

Mentre Dipendra era ancora in vita, Gyanendra ha sostenuto che le morti erano il risultato di uno "scarico accidentale di un'arma automatica". Tuttavia, ha poi ritrattato questa affermazione a causa di "ostacoli giuridici e costituzionali", dal momento che secondo la Costituzione, e per tradizione, Dipendra non avrebbe potuto essere accusato di omicidio se fosse sopravvissuto.[8] Un'indagine completa ha avuto poi luogo, e il principe ereditario è risultato essere responsabile dell'uccisione.

Un comitato composto da due uomini Keshav Prasad Upadhaya, Presidente della Corte Suprema e Taranath Ranabhat, Presidente della Camera dei Rappresentanti, ha svolto un'indagine durata una settimana sulla strage.[9] Gli inquirenti hanno concluso, dopo aver interrogato oltre un centinaio di persone, tra cui testimoni oculari e funzionari di palazzo, le guardie e il personale, che Dipendra era l'autore del massacro.[10] Un gran numero di critici, sia all'interno del paese che all'estero, hanno contestato il rapporto ufficiale perché molti fatti e prove riportate dalla squadra investigativa sembravano contraddittori in molti aspetti. Una stretto collaboratore di Dipendra quando fu principe disse "Lui può rinunciare al trono per amore della sua amata, ma non sarebbe mai riuscito a fare questo genere di cose".[11]

Voci relative cause di massacro[modifica | modifica wikitesto]

La notizia ampiamente diffusa è che il principe Dipendra era arrabbiato per una disputa matrimoniale.[12] La scelta di Dipendra di sposare Devyani Rana, figlia di Pashupati Rana, membro della famiglia Rana, non ha trovato consenso nella sua famiglia, essendo la dinastia Shah storicamente loro nemici. Alcuni membri dell clan Rana avevano servito come primi ministri ereditari del Nepal, con il titolo di Maharaja, fino al 1951, e le due famiglie hanno una lunga storia di matrimoni combinati fra appartenenti alle due case.[13] Si è inoltre ipotizzato che il motivo per la controversia sulla scelta di Dipendra era che la famiglia reale era contraria che il principe ereditario sposasse qualcuno che ha parenti in India, come Devyani.[14] Inoltre, il fatto che la madre di Devyani Rana, Usharaje Scindia era di lignaggio reale, non è stato considerato rilevante dalla famiglia reale del Nepal.[15] Il principe Dipendra aveva anche corteggiato Supriya Shah, che era la nipote della sorella della Regina Madre Ratna. La Regina Aishwarya, era inizialmente contraria alla relazione a causa dei legami familiari e della sua opinione che Supriya sarebbe incompetente come regina, come suggerito da un suo aiutante.[14]

Nel marzo 2009, in seguito alla riapertura delle indagini sul massacro reale da parte del Governo nepalese, l'ex principe ereditario Paras ha dichiarato che Dipendra aveva tre ragioni per uccidere il padre[16][17]:

  1. l'impedimento delle nozze con Devyani;
  2. l'accettazione da parte del padre della Costituzione del 1990, che Dipendra non gradiva;
  3. il rifiuto del padre di avallare gli accordi per nuovi armamenti intrapresi da Dipendra e che gli avrebbero consentito una larga remunerazione da parte del rifornitore.

Risposta cerimoniale[modifica | modifica wikitesto]

L'11 giugno 2001, si è svolta una cerimonia indù volta ad esorcizzare e bandire lo spirito del defunto sovrano del Nepal. Un bramino, Durga Prasad Sapkota, si è travestito da Birendra a simboleggiare il defunto re, e ha guidato un elefante fuori da Kathmandu portando con se lo spirito del monarca.[18]

Le teorie del complotto[modifica | modifica wikitesto]

Molti nepalesi sono scettici riguardo al rapporto ufficiale che afferma che l'allora principe ereditario Dipendra ha compiuto il massacro.[19] Re Birendra e suo figlio Dipendra erano molto popolari e rispettati dalla popolazione nepalese. Successivamente, Pushpa Kamal Dahal, presidente del Partito Comunista Unificato del Nepal, in un incontro pubblico ha affermato che il massacro è stato progettato dall'agenzia di Intelligence indiana RAW o dell'americana CIA.[20] I promotori di queste idee asseriscono che Gyanendra aveva avuto un ruolo nella strage, in modo che potesse assumere il titolo di sovrano. La sua ascesa al trono sarebbe stata possibile solo se entrambi nipoti, Dipendra e Nirajan, fossero stati eliminati. Inoltre, Gyanendra e soprattutto suo figlio, il principe Paras erano grossolanamente invisi al pubblico. Il giorno del massacro era a Pokhara mentre tutti gli altri reali partecipavano ad un banchetto. Sua moglie Komal, il figlio Paras e la figlia Prerana erano nella stanza del palazzo reale durante la strage. Mentre l'intere famiglia di Birendra e Dipendra è stata spazzati via, nessuno nella famiglia di Gyanendra è morto: suo figlio se l'è cavata con ferite lievi,[21] e sua moglie ha subito una ferita di proiettile, era in pericolo di vita, ma è sopravvissuta.[22]

Nonostante il fatto che due superstiti hanno pubblicamente confermato che Dipendra era l'autore del tragico fatto, come è stato documentato in un documentario BBC,[4] la catena degli eventi è contestata da alcuni nepalesi. Dopo che la monarchia è stata abolita, attraverso una rivolta populista, hanno trovato credito diverse teorie volte a confutare il rapporto ufficiale, tra i quali un libro pubblicato in Nepal con il titolo "Raktakunda" che racconta il massacro.[23] Si esamina il fatto attraverso gli occhi di uno dei testimoni sopravvissuti, la cameriera personale della Regina Madre Ratna, identificata nel libro come Shanta. Il libro, che l'autore definisce un "romanzo storico", presuppone che due uomini mascherati da principe ereditario Dipendra abbiano sparato i colpi che hanno portato alla strage. Il marito di Shanta, Trilochan Acharya, anche lui dipendente del palazzo reale, è stato ucciso insieme alla famiglia reale. Oltre ai dettagli del massacro reale, Shanta ha fatto molte affermazioni su fatti secondo lui occultati come la presunta morte per suicidio di re Mahendra.

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Il massacro è raccontato nel terzo episodio della terza stagione della serie di documentari anglo-canadese Zero Hour (inedita in Italia), sulla base di una ricostruzione dell'evento presa da testimoni oculari sopravvissuti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dipendra was innocent: witness, The Indian Express, 24 luglio 2008.
  2. ^ http://www.flonnet.com/fl1813/18130100.htm Trapped in tradition
  3. ^ a b c d Rahul Bedi e Alex Spillius, Massacre witness blames Crown Prince su The Daily Telegraph, 8 giugno 2001. URL consultato il 28 maggio 2008.
  4. ^ a b Nepal survivors blame prince, BBC News, 7 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  5. ^ Dkagencies
  6. ^ Dipendra kicked his father after he shot him - Nepali Times su nepalitimes.com. URL consultato il 25 maggio 2015.
  7. ^ Nepal mourns slain king, BBC News, 2 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  8. ^ Nepal journalists charged with treason, BBC News, 27 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  9. ^ Nepal massacre inquiry begins, at long last, CNN, 8 giugno 2001. [collegamento interrotto]
  10. ^ Prince blamed for Nepal massacre, BBC News, 14 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  11. ^ Prince Shot the whole family dead for a girl, BBC News, 2 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  12. ^ Five thousand at Nepalese Royal wedding, BBC News, 23 febbraio 2007. URL consultato il 31 maggio 2009.
  13. ^ Intermarriage on two Royal Clans, BBC News, 23 febbraio 2007. URL consultato il 31 maggio 2009.
  14. ^ a b Dipendra's troubled childhood - Nepali Times su nepalitimes.com. URL consultato il 25 maggio 2015.
  15. ^ Princess Of 'Doom' - Jun 18,2001 su outlookindia.com. URL consultato il 25 maggio 2015.
  16. ^ NepalNews (30 marzo 2009)
  17. ^ eKantipur (2 aprile 2009)
  18. ^ ABC News, Nepal Banishes Soul of Dead King su ABC News. URL consultato il 25 maggio 2015.
  19. ^ Nepalese diaspora fears for future, BBC News, 4 giugno 2001.
  20. ^ Apathy, date quirk make Nepal forget royal massacre, The Times of India, 1º giugno 2011.
  21. ^ Nepal's errant crown prince, BBC News, 5 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  22. ^ Nepal queen leaves hospital, BBC News, 27 giugno 2001. URL consultato il 31 maggio 2009.
  23. ^ Nepali Times.