Massa e potere

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Massa e potere
Titolo originale Masse und Macht
Autore Elias Canetti
1ª ed. originale 1960
1ª ed. italiana 1972
Genere saggio
Sottogenere sociologia
Lingua originale tedesco

Massa e potere è un saggio di Elias Canetti pubblicato nel 1960. L'autore impiegò 38 anni per completare la scrittura definitiva della sua opera, tanto che egli stesso la definì l'opera di una vita. Il saggio si articola in 12 capitoli, l'ultimo dei quali costituisce l'epilogo dell'opera.

La massa[modifica | modifica wikitesto]

Il primo capitolo, intitolato La massa, è dedicato alla sociologia delle masse, ai cristalli di massa e ai simboli di massa.

La massa è un insieme di individui che si forma per il capovolgimento del timore di essere toccati e si caratterizza per la tendenza ad accrescere di numero, per la concentrazione, per la tendenza verso una meta comune e per l'uguaglianza tra gli appartenenti che viene raggiunta al momento della scarica. Mentre la massa aperta ha come obiettivo primario l'accrescimento, la massa chiusa presenta confini più rigidi ed ha come obiettivo principale la ripetizione nel tempo; lo scoppio può trasformare una massa chiusa in una massa aperta. Le masse doppie, invece, sono masse chiuse complementari tra loro all'interno del medesimo sistema (es. maschi e femmine, vivi e morti, amici e nemici). In base al movimento si riconoscono masse statiche e masse ritmiche, mentre in base alla distanza dalla meta si distinguono masse lente e masse veloci. Tra le varie tipologie distinguibili per contenuto affettivo vi sono la massa aizzata, la massa in fuga, la massa del divieto, la massa di rovesciamento, la massa festiva e la massa invisibile (i defunti).

I cristalli di massa sono invece gruppi ristretti di uomini, rigidamente organizzati e durevoli nel tempo, che possono contribuire alla formazione di masse (es. l'esercito, la corte, ecc.).

Tra i simboli di massa sono da annoverare il fuoco (simbolo generale di massa), il mare (simbolo della massa aperta), il fiume (simbolo della massa lenta), la pioggia (simbolo della scarica), il vento (simbolo della massa invisibile), la sabbia (simbolo della discendenza da un antenato comune), la foresta (simbolo dell'esercito), il grano, i mucchi, i mucchi di pietre, il tesoro.

La muta[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo capitolo, La muta, tratta i fenomeni sociologici e antropologici relativi a gruppi ristretti di uomini.

Muta e religione[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo capitolo, Muta e religione, analizza sociologicamente lo sviluppo delle religioni e dei riti a partire dalla muta.

Massa e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quarto capitolo, Massa e storia, descrive i simboli di massa delle nazioni e analizza le cause dell'inflazione in Germania che poi portarono all'antisemitismo.

Tra i simboli di massa delle nazioni, il mare è caratteristico sia degli Inglesi (che si ritrovano a navigare spesso in condizioni tempestose) sia degli Olandesi (che lottano per strappare le loro terre al mare); la foresta che rappresenta l'esercito è il simbolo dei Tedeschi; la rivoluzione è il simbolo dei Francesi; la montagna è il simbolo degli Svizzeri; il torero (che rappresenta la lotta contro la paura mentre affronta animali feroci) è il simbolo degli Spagnoli; l'esodo è il simbolo che può rappresentare il popolo ebraico nel corso della storia; gli Italiani, invece, hanno cercato di fare di Roma il loro simbolo nazionale senza però ottenere il risultato sperato.

Gli organi del potere[modifica | modifica wikitesto]

Il quinto capitolo, Gli organi del potere, inizia l'analisi sociologia e antropologica del potere, che poi prosegue nei capitoli successivi. L'afferrare con le mani e l'incorporare coi denti vengono esaminati nella loro evoluzione fino a divenire organi del potere.

Il sopravvissuto[modifica | modifica wikitesto]

Il sesto capitolo, Il sopravvissuto, tratta la sopravvivenza in alcuni popoli primitivi dal punto di vista antropologico e nel potere dal punto di vista sociologico.

Elementi del potere[modifica | modifica wikitesto]

Il settimo capitolo, Elementi del potere, illustra la forza, la velocità, la domanda e l'interrogatorio, il sentenziare e condannare, il perdono e la grazia, quali caratteristiche essenziali del potere.

Il comando[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottavo capitolo, Il comando, viene esaminato il comando quale elemento del potere che contiene una minaccia di morte domesticata e differita che pende sul destinatario del comando.

La metamorfosi[modifica | modifica wikitesto]

Il nono capitolo, La metamorfosi, tratta l'analisi dell'imitazione, dell'emulazione, del presentimento e della metamorfosi, con la loro relativa correlazione con il potere.

Aspetti del potere[modifica | modifica wikitesto]

Nel decimo capitolo, Aspetti del potere, vengono analizzati i vari atteggiamenti riconducibili al potere, quali lo stare in piedi, lo stare seduti, l'inginocchiarsi, l'accoccolarsi e lo sdraiarsi, con il relativo significato.

Sovranità e paranoia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'undicesimo capitolo, Sovranità e paranoia, vengono analizzati gli aspetti paranoici del potere di alcuni sovrani e il caso di Daniel Paul Schreber.

[modifica | modifica wikitesto]

Il dodicesimo capitolo, Epilogo, tratta il dissolvimento del sopravvissuto dove vengono analizzati anche la dicotomia capitalismo-socialismo in rapporto alla produzione e il cambiamento impartito dalla dotazione di bombe atomiche tra gli armamenti delle potenze mondiali.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Alfieri - Antonio De Simone (a cura di), Leggere Canetti. "Massa e potere" cinquant'anni dopo, Morlacchi Editore, Perugia, 2011.