Maserati Mistral

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Maserati Mistral
Maserati Mistral 4000 red vl2.jpg
Una Mistral 4000 coupé
Descrizione generale
Costruttore Italia  Maserati
Tipo principale Coupé
Altre versioni Spider
Produzione dal 1963 al 1970
Sostituisce la Maserati 3500 GT
Esemplari prodotti 955[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4500 mm
Larghezza 1680 mm
Altezza 1250 mm
Passo 2400 mm
Massa 1300 kg
Altro
Stile Pietro Frua
Maserati Mistral (4353560625).jpg

La Mistral è un modello di autovettura Maserati costruita dal 1963 al 1970.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva da quello di un vento freddo della Francia meridionale: fu suggerito dall'importatore francese della casa del Tridente (prima di una lunga serie di Maserati con nomi di venti). La Mistral (siglata internamente Tipo 109 e presentata originariamente col nome di 3500 GT 2 posti) rimpiazzava la 3500 GT e come la sua antenata era disponibile in versione coupé e spider (prodotte rispettivamente in 830 e 125 esemplari) disegnate però da Pietro Frua.

La versione spider

La Mistral è l'ultima Maserati a montare il celebre 6 cilindri in linea bialbero doppia accensione derivato da quello della 250 F, la Formula 1 campione del mondo 1957 con Juan Manuel Fangio. Il motore vantava camere di combustione emisferiche e, per l'occasione, era stato equipaggiato con un sistema di iniezione indiretta Lucas (una primizia per una sportiva italiana). Nonostante l'impianto Lucas migliorasse le prestazioni, diversi proprietari di Mistral (specialmente negli USA) lo sostituirono con carburatori Weber, date le difficoltà di regolazione dell'iniezione.

La Mistral venne lanciata con il 3,5 litri già montato sulle 3500 GT (235 CV); successivamente vennero resi disponibili un 3,7 litri (245 CV) e un 4 litri (255 CV), tutti a 6 cilindri in linea. Il cambio era uno ZF a 5 marce.

Presentata al Salone dell'automobile di Torino del 1963, la Mistral, nella sua carrozzeria disegnata da Frua, è considerata una delle più belle Maserati di sempre. Talvolta viene scambiata con la molto simile AC Frua, disegnata dallo stesso carrozziere torinese, la quale però è più grande e più potente.

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