Masayoshi Son

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Masayoshi Son

Masayoshi Son (孫 正義 Son Masayoshi?, 손정의?, Son Jeong-uiLR; Tosu, 11 agosto 1957) è un imprenditore giapponese di origine coreana.

Fondatore e amministratore delegato della holding finanziaria multinazionale SoftBank, è amministratore delegato di SoftBank Mobile, presidente della Sprint Corporation con sede negli Stati Uniti e presidente della britannica ARM Holdings.[1] Secondo la rivista Forbes, il patrimonio netto stimato di Son è nel 2018 di 21 miliardi di dollari,[2] facendo di lui l'uomo più ricco del Giappone nonostante abbia perso circa 70 miliardi di dollari durante la bolla finanziaria delle dotcom del 2000 quando ne aveva in portafoglio 800, quasi tutte fallite.[3] Forbes lo descrive anche come un filantropo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Son è nato in una piccola città dell'isola meridionale del Giappone, Kyūshū, dove dalla Corea erano emigrati i suoi nonni. La famiglia di Son, come le altre famiglie con discendenza coreana, fu costretta dal governo ad adottare cognomi giapponesi. Loro hanno adottato il cognome giapponese Yasumoto ( 安 本 ), cercando di evitare la discriminazione a cui i coreani erano soggetti in quel periodo in Giappone. Son ha così usato questo cognome sin da bambino. All'età di 16 anni è andato a studiare in California dove ha terminato il liceo in un college di South San Francisco, quindi si è trasferito all'Università della California, a Berkeley, dove si è laureato nel 1980 in economia studiando contemporaneamente informatica.

Grazie ad un microchip inserito in una rivista, Son si è convinto all'età di 19 anni che la tecnologia informatica avrebbe innescato la prossima rivoluzione commerciale. Già come studente, inventa con l'aiuto di alcuni professori un traduttore elettronico che è riuscito poi a vendere a Sharp Corporation per 1,7 milioni di dollari. Importa anche a credito dal Giappone macchine usate per videogiochi, riuscendo poi ad installarle in dormitori e ristoranti: un business che gli ha procurato 1,5 milioni di dollari.

Nel 1981 torna in Giappone decidendo di usare il suo cognome da coreano (prenderà la cittadinanza giapponese solo nel 1990).[4]. Fonda una società di software chiamata SoftBank.

Son investe molto presto nelle aziende Internet. A metà degli anni novanta porta SoftBank in Borsa conservando una quota di poco superiore al 19% e diventando un miliardario.[5] Nel 1995 acquisisce una quota di Yahoo!, rileva Nippon Credit Bank, nel 1999 investe 20 milioni di dollari in Alibaba, la concorrente cinese di Amazon fondata da Jack Ma, investe in E*Trade. Sebbene la partecipazione di SoftBank in Yahoo! Japan sia poi scesa al 7%, Son lancia (insieme a Yahoo!) Yahoo! Japan che diventerà il più grande motore di ricerca del Giappone,[5] fonda Yahoo! BroadBand nel settembre 2001 che in seguito acquisisce Japan Telecom, all'epoca la terza più grande broadband e provider di telefonia fissa con 600.000 abbonati residenziali e 170.000 commerciali. Yahoo! BB è ora il principale fornitore di banda larga del Giappone.

Il 17 marzo 2006 acquisisce Vodafone KK per circa 1,75 trilioni di yen giapponesi (circa US $ 15,1 miliardi). E Masayoshi Son ne diventa l'amministratore delegato.

Nel 2012 rileva per 20 miliardi di dollari il 76% dell'azienda di telecomunicazioni americana Sprint, sede nel Kansas e terza nel mobile,[5] arrotondando in seguito la partecipazione sino all'80% del capitale.[6] Nel 2013 Forbes inserisce Masayoshi Son detto "Masa" al 45esimo posto della lista delle persone più potenti del mondo.[7]

Nell'estate 2016 acquisisce l'inglese ARM Holdings, specializzata in alta tecnologia, per un totale di 24 miliardi di sterline (31 miliardi di dollari): è la più grossa acquisizione di una società tecnologica europea.[6]

Nel 2017 lancia Vision Fund, il più grande fondo di private equity nella storia dell'industria tecnologica, raccogliendo 100 miliardi dagli investitori[8] tra cui figurano i fondi sovrani dell'Arabia Saudita e di Abu Dhabi, Apple, Sharp, il fondatore di Oracle, Larry Ellison, l'azienda di semiconduttori Qualcomm. Ne ha già impiegati 56.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bruce Einhorn, Masayoshi Son's $58 Billion Payday on Alibaba, su Bloomberg, 9 maggio 2014.
  2. ^ (EN) Masayoshi Son, su Forbes, 20 maggio 2018.
  3. ^ (EN) Andrew Ross Sorkin, Masayoshi Son: A Key Figure in the Future of Yahoo, su The New York Times, 13 dicembre 2010.
  4. ^ (EN) Stephen Harner, After Buying Sprint, SoftBank's Masayoshi Son's Vision: To Be The World's Number One Company, su Forbes, 14 aprile 2014. URL consultato il 16 maggio 2018.
  5. ^ a b c (EN) 10 things you didn't know abaout Masayoshi Son, su moneyinc.com, settembre 2017. URL consultato l'8 giugno 2018.
  6. ^ a b Masayoshi Son, il manager-azionista che piace molto agli occidentali, su ilsole24ore.com, 21 luglio 2016. URL consultato l'8 giugno 2018.
  7. ^ (EN) No. 45: Masayoshi Son - The World's Most Powerful People: 2013, su Forbes.
  8. ^ Vision Fund, la bomba da 100 miliardi del venture capital, su wallstreetitalia.com, 3 gennaio 2018. URL consultato l'8 giugno 2018.
  9. ^ Maria Teresa Cometto, L'uomo da 100 miliardi, L'Economia del Corriere della Sera, 4 giugno 2018, p. 25.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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