Masaaki Yuasa

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Masaaki Yuasa all'Anime Expo 2013

Masaaki Yuasa (湯浅 政明 Yuasa Masaaki?; Fukuoka, 16 marzo 1965) è un regista, sceneggiatore e animatore giapponese di anime. È arrivato al successo con la serie The Tatami Galaxy.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Locandina della serie "Devilman Crybaby"

La carriera di Yuasa ha inizio nel 1993 quando inizia a lavorare per la serie Chibi Maruko-chan. Il suo lavoro successivo è per la serie, ancora in corso, Crayon Shin-chan prodotta dallo studio Shin-Ei Animation. Yuasa considera Crayon Shin-chan come una svolta: lavorando alla serie per la prima volta non si è sentito "rigido" e "limitato" e reputa questa esperienza d'animazione come "follemente divertente".[1] Tale esperienza diventa la sua prima da direttore dell'animazione, poiché gli permette di gestire in prima persona un grande numero di episodi e speciali.

Dopo questa esperienza formativa, Yuasa continua a lavorare e a studiare come freelancer, migliorando le sue capacità di scrittura riguardo ai personaggi e alle storie. Durante questo periodo ha l'opportunità di lavorare con importanti figure dell'animazione come Kōji Morimoto e Isao Takahata.[2]

Il debutto con Mind Game[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 Yuasa fa la sua entrata nel mondo del cinema con il film Mind Game. Il lungometraggio si fu un grande successo di critica ma un grande fallimento al botteghino.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mind Game è la maggior illustrazione del pensiero di Yuasa e della sua animazione psichedelica a mano libera, molto spesso senza retini. Mind Game segue le vicende di Nishi, un aspirante mangaka che per puro caso incontra in una Izakaya la sua vecchia compagna di liceo Myon di cui è sempre stato segretamente innamorato. Myon rivela a Nishi che a breve si sposerà, procurando al protagonista un forte dilemma: confessare il proprio amore alla ragazza o meno. Da qui in poi una serie di bizzarri eventi porta Nishi a finire nell'Aldilà, dove Dio gli concede di ripetere l'incontro disastroso con la ex-compagna appena terminato. Questo avvolgimento di tempo porta poi i personaggi a finire nel ventre di una balena.[4][2]

Immedesimazione[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi che finiscono nel ventre della balena sfruttano questa prigionia in modi differenti: per riscoprire vecchi talenti, riaccendere vecchie storie d'amore, sognare il futuro con dettagli esilaranti e technicolor. La tela bianca dell'oscurità della balena offre a Yuasa lo spazio per mostrare a pieno tutta la sua creatività. Questo suo stile permette a questa parte del film di non sembrare strutturata ma spontanea, evidenziando quanto possa essere liberatorio impazzire di noia: le emozioni dei protagonisti finiscono per contagiare il resto dei compagni.[2]

Il regista lascia trasparire ciò che pensano i personaggi attraverso immagini distorte e deformate che vanno a stravolgere i canoni su cui si basano gli anime comuni. Tende infatti a trasformare in incubi ciò che spesso sono frustrazioni giornaliere facendo così immedesimare ancora di più lo spettatore. Sono presenti anche momenti anche di sensualità inusuale: in una scena per esempio gli amanti si trasformano uno nell'altro e viceversa provocando un senso di stranezza e surrealismo.[4]

Il successo con The Tatami Galaxy[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 produce The Tatami Galaxy, serie tratta dall'omonimo romanzo di Tomohiko Morimi. Questa è l'opera che lo ha fatto conoscere a livello mondiale.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

The Tatami Galaxy racconta di Watashi, uno studente universitario che vive in una pensione economica all’interno di un campus. Il giovane è indietro con gli esami, non ha particolari prospettive davanti a sé e ha l’animo appesantito da molti rimpianti. È infatti convinto di aver sprecato i due anni appena trascorsi, quelli che in teoria avrebbero dovuto essere i più belli e spensierati della sua vita, e attribuisce i suoi insuccessi a Ozu, uno strano individuo con cui ha stretto un insolito rapporto di amicizia durante il suo anno da matricola. Ozu è un personaggio che sembra trarre piacere dalle sofferenze altrui ed è spesso riuscito a coinvolgere il protagonista in una serie di scherzi di pessimo gusto fatti agli altri studenti. Alla fine di ogni episodio, dopo essersi conto dei disastri causati, Watashi desidera poter ricominciare da capo e il suo desiderio viene esaudito: il tempo si riavvolge, i titoli di coda scorrono, e nell'episodio successivo Watashi può rifare la sua prima scelta su quale club unirsi. Tuttavia, qualunque sia la sua decisione, il risultato finale è sempre un fallimento.[5]

Le idee e la paura di sbagliare[modifica | modifica wikitesto]

In The Tatami Galaxy Yuasa presenta un tema abbastanza affine alla gioventù di tutti, l'irresponsabilità e l'incapacità di scegliere. Il regista prende queste sensazioni e le trasforma in un ritratto surreale e mutevole della giovinezza, dell'identità, della comunità e della società.[6]

Lo stile artistico astratto di The Tatami Galaxy consente a Yuasa di proiettare dettagli e informazioni facilmente comprensibili riguardanti il mondo in cui si svolge la storia, guidando il modo in cui lo spettatore percepisce ciò che succede prima di resettare a ogni episodio il mondo e stravolgere tutto ciò che sembrava chiaro fino a quel momento. Questo per focalizzare l'attenzione sugli atteggiamenti negativi in cui chi guarda l'opera molto spesso si rispecchia.

The Tatami Galaxy, attraverso l'uso di simboli e astrazione, rende Watoshi un personaggio in cui è facile immedesimarsi rendendo così possibile una maggiore comprensione del suo mondo e di ciò che succede attorno a lui, cioè della realtà limitata e deformata a cui normalmente le persone si aggrappano.[5]

Lavori successivi[modifica | modifica wikitesto]

Yuasa fa la sua prima comparsa nell'intrattenimento occidentale nella serie statunitense Adventure Time come ospite alla regia nell'episodio del 2014, "Catena alimentare", con cui inoltre viene nominato agli Annie Award insieme al direttore artistico Eunyoung Choi.[2]

Nel 2017 pubblica il film Lu e la città delle sirene vincitore del Crystal award come miglior lungometraggio al Festival internazionale del film d'animazione di Annecy.[7]

Nello stesso anno, in produzione con lo studio Science SARU da lui formato, viene pubblicato anche Yoru wa mijikashi aruke yo otome (The Night Is Short Walk on Girl) vincitore del premio come Miglior film d'animazione all'Ottawa International Film Festival (2017) e sequel spirituale della serie già citata The Tatami Galaxy.[8]

Nel 2018 produce Devilman Crybaby, una serie anime su Netflix che riscuote fin da subito un grande successo. La serie è una rivisitazione animata in chiave moderna di un noto manga di Go Nagai degli anni settanta, Devilman.[4]

Stile[modifica | modifica wikitesto]

In tutti i lavori di Yuasa si incontrano personaggi ansiosi e incapaci che passano la loro vita a cercare di realizzare i propri sogni e cercare uno scopo alla loro esistenza, una sicurezza a cui aggrapparsi.[6]

La caratteristica visiva più evidente dei lavori di Yuasa è la bidimensionalità delle animazioni: Yuasa usa la flessibilità dell'animazione e del disegno (disegnato a mano ma spesso assistito dal computer) non per disegnare in maniera realistica, ma per piegare, allungare e distorcere personaggi ed ambientazioni per il massimo potere espressivo e comico. Usa anche la fotografia in modo originale, spesso come sfondo per fare da contrasto alla bidimensionalità dei personaggi.[2] Anche l'uso del colore è particolare: è come se il regista cambiasse continuamente dei filtri sovrapposti all'immagine, in modo tale da sorprendere lo spettatore o mettere in risalto alcuni aspetti o scene. Nonostante la confusione provocata da questi continui cambi di colori e sfumature, le scene risultano comunque di facile interpretazione, grazie al ritmo ripetitivo e al montaggio che cerca di seguire la colonna sonora di sottofondo.[2]

Yuasa dice di aver trovato la sua maggiore ispirazione all'università, dove ha imparato la gran parte delle nozioni che ora ha su pittura a olio e disegno.[9] Yuasa dice di fare attenzione a tutto ciò che lo circonda e trarne ispirazione cercando di sfruttare al massimo i cinque sensi, spesso anche da cartelloni/video pubblicitari o dal movimento di qualcosa di naturale come può essere lo sbocciare di un fiore. Nonostante ciò il suo stile è influenzato anche da artisti come Tex Avery e Salvador Dali.[6]

Opere[10][modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Serie animate[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Vampiyan Kids (1999) episodio pilota – Regia, sceneggiatura, layout
  • Genius Party (2007) – Regia per il sesto corto Happy Machine
  • Kick-Heart (2012) cortometraggio – Regia

Altri ruoli[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[10][modifica | modifica wikitesto]

2023Golden Globe

2005 – Mainichi Film Concours

2017 – Mainichi Film Concours

2017 – Festival internazionale del film d'animazione di Annecy

2017 – Ottawa International Animation Festival

2018 – Awards of the Japanese Academy

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (JA) Mahiro Yasuhara, 唯一無二のアニメーターの設計図 『だれもしらないフシギな世界-湯浅政明スケッチワークス-』", su mediag.bunka.go.jp. URL consultato il 4 maggio 2022.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Emily Yoshida, An Introduction to Japan’s Most Idiosyncratic and Exciting Animation Director, Masaaki Yuasa, su vulture.com. URL consultato il 21 aprile 2022.
  3. ^ (EN) Christopher L. Inoa, Masaaki Yuasa: Always Riding His Own Wave, su japanesefilmfestival.net. URL consultato il 23 maggio 2022.
  4. ^ a b c (EN) Kambole Campbell, Where to begin with Masaaki Yuasa, su bfi.org.uk. URL consultato il 23 maggio 2022.
  5. ^ a b (EN) Kambole Campbell, The animation that showed me the meaning of life, su bbc.com. URL consultato il 2 maggio 2022.
  6. ^ a b c (EN) Chris Robinson, Masaaki Yuasa Speaks in Many Colors, su awn.com. URL consultato il 21 aprile 2022.
  7. ^ (EN) Japanese animation film, "Lu Over The Wall, wins top award at the Annecy International Animated Festival, after 22 years, su fujitv.com. URL consultato il 23 maggio 2022.
  8. ^ (EN) Mikikazu Komatsu, Masaaki Yuasa's "The Night Is Short, Walk on Girl" Wins Japan Academy Film Prize's "Animation of the Year", su crunchyroll.com. URL consultato il 21 aprile 2022.
  9. ^ (JA) クリエイターに大事なのは責任感。 そして一番大切なのは作品です, su kyusan-u.ac.jp. URL consultato il 4 maggio 2022.
  10. ^ a b (EN) Filmografia e Premi, su mubi.com. URL consultato il 2 maggio 2022.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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