Martino Martini (gesuita)

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Martino Martini

Martino Martini (in cinese: 卫匡国, pinyin: Wei Kuangguo, citato anche come "Martin" o "Martinius"; Trento, 20 settembre 1614Hangzhou, 6 giugno 1661) è stato un gesuita, storico, geografo e cartografo italiano. Ha operato principalmente nella Cina imperiale. Fu il primo compilatore di una grammatica cinese (nello stile occidentale), il primo storico della Cina premoderna, il primo geografo europeo in grado di attingere alla tradizione geografica della burocrazia amministrativa cinese attento al gusto barocco nell'arricchire le proprie mappe.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Martini a Hangzhou

Nacque da una famiglia di mercanti a Trento, sede dell'omonimo principato vescovile. Terminati gli studi superiori a Trento nel 1631, Martini entrò, l'anno seguente nella Compagnia di Gesù e fu mandato a Roma per studiare lettere classiche e filosofia nel Collegio Romano (1634-37). Tuttavia, il suo interesse principale era per l'astronomia e la matematica che aveva appreso da Athanasius Kircher. La sua richiesta di andare missionario in Cina gli era già stata accordata da Muzio Vitelleschi, il Generale di allora dei Gesuiti. Fece i suoi studi teologici in Portogallo (1637-39) - già in cammino verso la Cina! –fu ordinato sacerdote a Lisbona nel 1639.

Nell'impero cinese[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio del Novus Atlas Sinensis (1655)

Nel 1640 salpò da Lisbona per le Indie orientali assieme ad altri 24 gesuiti e arrivò a Macao nel 1642, dove studiò cinese per un certo tempo. Nel 1643 egli attraversò il confine e si stabilì a Hangzhou, capoluogo della provincia di Zhejiang, in Cina, dove inizia l'attività di missionario. Da lì fece molti viaggi allo scopo di raccogliere informazioni scientifiche, specialmente sulla geografia dell'impero Cinese: visitò molte province, così come Pechino e la grande muraglia.

Durante la sua lunga permanenza in Cina Martini ha appreso la lingua locale, avvalendosi anche dell'esperienza maturata dai confratelli, come Matteo Ricci, Michele Ruggieri e Giulio Aleni. Martini, per la prima volta per un europeo, ha redatto la propria opera geografica e cartografica proprio basandosi sulla precedente conoscenza del territorio elaborata da Luo Hongxian 羅洪先 (1504-1564) nella sua mappa Guang yu tu 廣與圖. In questo ambito, la sua opera è nettamente più precisa delle descrizioni geografiche di Ricci. La sua opera più nota, intitolata Novus Atlas Sinensis (1655), venne pubblicata non solo in latino, ma anche in edizioni in spagnolo, francese, olandese e tedesco: il fatto che l'editore, Joan Blaeu, fosse uno tra i maggiori dei Paesi Bassi (essendo cartografo ufficiale della VOC di Amsterdam) assicurò alla sua opera il tramite di un'ampia e capillare rete di distribuzione. L'insieme di carte geografiche di Martini/Blaeu rimasero il più preciso riferimento al territorio cinese disponibile in Europa fino a 1737, anno di pubblicazione del famoso Atlas de la Chine da parte del grande cartografo francese Jean Baptiste d'Anville.

La questione dei riti cinesi[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Ferdinando III d'Asburgo

Nel 1651 Martini partì per Roma come delegato delle missioni superiori cinesi. Approfittò del lungo ed avventuroso viaggio, andando prima nelle Filippine e, da lì, a bordo di una nave corsara olandese raggiunse il porto di Bergen, in Norvegia, il 31 agosto 1653). Presentò le informazioni in suo possesso a sovrani ed alti prelati e membri dell'aristocrazia, tra cui anche l'imperatore Ferdinando III d'Asburgo. Inoltre, mentre era in viaggio verso Roma, incontrò editori e tipografi ad Amsterdam, Anversa, Vienna e Monaco di Baviera per sottoporgli gli scritti storici e cartografici che aveva preparato. I suoi lavori furono stampati e lo resero famoso. Raggiunse Roma solo nella primavera del 1655.

A Roma si svolse la parte più difficile del suo viaggio. Egli aveva portato (per sottoporla agli uffici della Santa Sede) una comunicazione lunga e dettagliata dai gesuiti missionari in Cina, in difesa della loro inculturazione missionaria ed approccio religioso: la cosiddetta controversia dei riti cinesi (venerazione degli antenati, e altre pratiche permesse ai nuovi cristiani). Discussioni e dibattiti andarono avanti per cinque mesi, alla fine dei quali Propaganda Fide promulgò un decreto in favore dei gesuiti (23 marzo 1656). La battaglia era vinta, ma la controversia non era placata.

Ritorno in Cina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1658 fece ritorno in Cina, dopo un viaggio molto faticoso, portando con sé il decreto favorevole. Egli si occupò di nuovo delle attività pastorali e missionarie nella zona di Hangzhou dove costruì (1659-61) una chiesa a tre navate considerata una delle più belle tra quelle presenti in Cina, oggi denominata Cattedrale dell'Immacolata Concezione ad Hangzhou. Appena terminata l'edificazione della chiesa, egli morì di colera (1661).

I viaggi di Martini[modifica | modifica wikitesto]

Entrata meridionale delle mura di Nanchino

Di seguito un elenco delle città in cui Martini è stato durante i suoi lunghi viaggi, visitando almeno quindici Stati in Europa e sette Province dell'Impero cinese, facendo tappa in India, Giava, Sumatra, Filippine e Sudafrica. Dopo aver studiato a Trento e a Roma, Martini ha raggiunto Genova, Alicante, Cadice, Sanlúcar de Barrameda (porto vicino a Siviglia in Spagna), Siviglia, Evora (Portogallo), Lisbona, Goa (sulla costa occidentale della penisola indiana), Surat (sulla costa nordoccidentale della penisola indiana), Macao (amministrata dai Portoghesi, sulla costa cinese meridionale), Canton ossia Guangdong (capitale della provincia di Guangdong), Nanxiong (tra le montagne nella parte settentrionale della provincia di Guangdong), Nanchang (capitale della provincia di Jiangxi), Jiujiang (nella parte nordoccidentale della provincia di Jiangxi), Nanchino ossia Nanjing (capitale dell'attuale provincia di Jiangsu, che all'epoca di Martini era chiamata Provincia di Jiangnan), Hangzhou (capitale della provincia di Zhejiang) e Shanghai,

Il Tempio del cielo di Pechino

attraversando la provincia di Shandong ha raggiunto Tianjin (porto nella provincia di Beijing), Pechino ossia Beijing (capitale della provincia di Beijing, e dell'Impero), Nanping nella provincia di Fujian, Wenzhou (nella parte meridionale della provincia di Zhejiang, dove ancora le truppe filo-Ming resistevano contro i mancesi), Anhai (porto nel Fujian meridionale), Manila (capitale delle Filippine), Makassar (importante porto sull'isola Sulawesi, colonia portoghese fino al 1667 poi conquistata dagli olandesi), Batavia (Jakarta) (capitale dell'impero coloniale della VOC olandese, nell'isola di Sumatra), Città del Capo ossia Kaapstad (una sosta di venti giorni nel forte che il governatore olandese Jan van Riebeeck aveva costruito nel 1652), Bergen in Norvegia, Amburgo in Germania (non risulta sia transitato da Copenaghen in Danimarca, anche se era in contatto epistolare con Ole Worm, conosciuto anche come Olaus Wormius: lettera del 27-2-1654, Opera Omnia vol. 1 1998 pagina 255), Anversa e Bruxelles in Belgio (dove incontrò l'arciduca d'Austria Leopoldo Guglielmo, Leida (con lo studioso Jacob van Gool detto Golius) ed Amsterdam in Olanda (dove conobbe il famoso cartografo Joan Blaeu), quasi sicuramente alcune tappe in territorio francese, poi Monaco di Baviera, poi il Padiglione di caccia di Ebersdorf (dove incontrò l'Imperatore Ferdinando III d'Asburgo, e infine Roma. Per il suo ultimo viaggio (dall'11 gennaio 1656 al 17 luglio 1658) Martini è salpato da Genova, per sfuggire ai pirati ha riparato sulle Isole di Hyères in Costa Azzurra, poi Alicante, Lisbona, Goa, la colonia portoghese di Larantuka sull'isola di Flores (Indonesia) con una sosta di oltre un mese, Makassar (dove incontrò il padre domenicano Domingo Navarrete), Macao, ed infine Hangzhou dove morì.[1]

I suoi scritti[modifica | modifica wikitesto]

Martino Martini fu autore di molti scritti brevi e di un corposo Epistolario; tra le sue opere maggiori occorre ricordare soprattutto la prima grammatica del cinese mandarino del 1652-53, compilata secondo l'uso occidentale, nonché la prima grammatica del cinese stampata e pubblicata nel 1696: Grammatica Linguae Sinensis; nel 1654 scrisse la prima cronaca occidentale dell'invasione Qing e del tracollo della dinastia Ming (1644-1646): De Bello Tartarico Historia; sempre del 1654 è il primo censimento della presenza cattolica in Cina per quell'epoca: Brevis Relatio de Numero et Qualitate Christianorum apud Sinas; nel 1655 il primo atlante occidentale a stampa basato su fonti cinesi e completo di tutte le mappe della Cina continentale (non solo le coste): Novus Atlas Sinensis; nel 1658, la prima opera occidentale di storia antica della Cina: Sinicae Historiae Decas Prima e infine, nel 1661, la prima antologia di scrittori occidentali sull'Amicizia, in cinese: Qiu you pian.

Apprezzamenti contemporanei[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici delle discipline scientifiche ed umanistiche del nostro tempo sono sempre più interessati alle opere di Martini. Il suo contributo nel campo delle conoscenze geografiche europee riguardo alla Cina ha letteralmente segnato un punto di svolta definitivo.

A Martino Martini è intitolato l'omonimo Istituto d'istruzione di Mezzolombardo in provincia di Trento.

Il Centro Studi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 un gruppo di docenti dell'Università di Trento ha fondato l'associazione culturale Centro Studi "Martino Martini". Il gesuita è stato scelto in quanto «propugnatore ante litteram del dialogo e della cooperazione fra le civiltà europea e cinese.»[2]
L'associazione sta curando la pubblicazione dell'opera omnia di Martini e l'allestimento di alcune mostre, concentrate in particolare sull'importanza della sua opera geografica e cartografica. In occasione di una mostra esposta anche a Pechino nel 2007, la Repubblica Popolare Cinese ha prodotto una serie di francobolli commemorativi con anche un annullo speciale.[1] Nell'ambito delle celebrazioni del quattrocentesimo anno dalla nascita, anche le Poste Italiane hanno realizzato un francobollo commemorativo con annullo speciale, a partire da sabato 8 marzo 2014[3].

Convegno internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Durante un convegno internazionale organizzato nella città di Trento (sua città natale) un membro dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali, il professore Ma Yon disse: «Martini fu il primo a studiare la storia e la geografia Cinese con obiettivo rigore scientifico, l'ampiezza della sua conoscenza della cultura cinese, l'accuratezza delle sue ricerche, la profondità della sua comprensione dei concetti cinesi sono esempi per i moderni sinologi». Ferdinand von Richthofen chiamò Martini «Il più grande geografo della missione Cinese, che non è stato uguagliato da nessun altro nel XVIII secolo …. Non ci sono stati altri missionari, né prima, né dopo, che hanno fatto un uso così diligente del proprio tempo nell'acquisire informazioni riguardanti il paese.» (China, I, 674 sq.).

Un altro Convegno internazionale è stato organizzato a Trento dal 15 al 17 ottobre 2014, con titolo "Martino Martini uomo del dialogo (Trento 1614 - Hangzhou 1661): le sue opere nella cultura tedesca e italiana".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • De Bello Tartarico Historia, Anversa, 1654: è importante come cronaca della storia Cinese della metà del Seicento, in cui Martini stesso fu testimone di attraverso avvenimenti spaventosi che hanno determinato la detronizzazione della dinastia Ming dopo l'invasione mancese (i futuri Qing).
  • Novus Atlas Sinensis, Amsterdam, 1655: è l'opera più importante di Martini, con 17 mappe e 171 pagine, un lavoro che è, come ha scritto Ferdinand von Richthofen, "la descrizione più completa che possediamo della Cina".
  • Brevis Relatio de Numero et Qualitate Christianorum apud Sinas, Roma, 1654.
  • Sinicae Historiae Decas Prima, Monaco di Baviera, 1658: Del grande lavoro cronologico che Martini aveva programmato, nel quale era compreso tutta la storia cinese a partire dai primi anni della più remota antichità, fu pubblicato solo il primo volume, il quale arriva fino alla nascita di Gesù.
  • Grammatica Linguae Sinensis: 1652-1653. La prima grammatica del cinese mandarino manoscritta, nonché la prima grammatica della lingua cinese ad essere stampata e pubblicata in M. Thévenot Relations des divers voyages curieux (1696).
  • in cinese: Trattato sull'Amicizia, Hangzhou, 1661: potrebbe essere la prima antologia di autori occidentali disponibile in traduzione cinese (le selezioni del Martini provengono dalle opere greche e romane sul tema dell'amicizia e della fiducia).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Martino Martini, Opera Omnia, vol. I, Lettere e documenti, a cura di Giuliano Bertuccioli,Trento, Università degli Studi di Trento, 1998.
  • Martino Martini, Opera Omnia, vol. II, Opere minori, a cura di Giuliano Bertuccioli, Trento, Università degli Studi di Trento, 1998.
  • Martino Martini, Opera Omnia, vol. III, Novus Atlas Sinensis [1655], con note di Giuliano Bertuccioli, Trento, Unitn, 2002, con un volume di complemento intitolato Tavole (le diciassette carte geografiche dell'Atlas riprodotte in folio).
  • Martino Martini, Opera Omnia, vol. IV, Sinicae Historiae Decas Prima, a cura di Federico Masini e Luisa M. Paternicò, Trento, 2010.
  • Martino Martini, Opera Omnia, vol. V, De Bello Tartarico Historia e altri scritti, a cura di Federico Masini, Luisa M. Paternicò e Davor Antonucci, Trento, 2013.
  • Giovanni Vacca, Martini, Martino, voce in Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, Ipzs, vol. XXII, 1934, p. 448.
  • AA.VV., Martino Martini geografo, cartografo, storico, teologo (Trento 1614-Hangzhou 1661), atti del Convegno Internazionale, Trento 1983.
  • Osvaldo Baldacci, Validità cartografica e fortuna dell'Atlas Sinensis di Martino Martini, Trento, Provincia Autonoma di Trento, 1983.
  • Massimo Quaini, Michele Castelnovi, Visioni del Celeste Impero. L'immagine della Cina nella cartografia occidentale, Genova, Il Portolano, 2007 (english: Massimo Quaini and Michele Castelnovi, Visions of the celestial empire. China's image in western cartography, Genova, Il Portolano, 2007).
  • AA.VV., Riflessi d'Oriente. L'immagine della Cina nella cartografia europea, Mostra 18/12/08-18/02/09, a cura di Aldo Caterino, Genova, Il Portolano (Centro Studi Martino Martini di Trento), 2008.
  • Federico Masini, Martini Martino, lemma in DBI - Dizionario Biografico degli Italiani, volume 71, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2008, pp. 244–246.
  • Giuseppe O. Longo, Il Mandarino di Dio. Un gesuita nel Celeste Impero. Dramma in tre scene, Trento, Centro Studi M. Martini, 2008.
  • Giuseppe O. Longo, Il gesuita che disegnò la Cina. La vita e le opere di Martino Martini, Milano, Springer, 2010.
  • Federico Masini, Martino Martini: China in Europe, in Paternicò, Luisa M. (editor), The Generation of Giants. Jesuit Missionaries and Scientists in China on the Footsteps of Matteo Ricci, in Sulla Via del Catai, Trent, Centro Studi Martini, 2011, pp. 39–44 (disponibile anche in lingua italiana: MASINI, Federico, Martino Martini: la Cina in Europa, in Paternicò, Luisa M. (a cura di), La Generazione dei Giganti, Gesuiti scienziati e missionari in Cina sulle orme di Matteo Ricci, numero monografico di "Sulla via del Catai", anno V, numero 6, Genova, Il Portolano, 2011, pp. 70–82.
  • Michele Castelnovi, Il primo atlante dell'Impero di Mezzo. Il contributo di Martino Martini alla conoscenza geografica della Cina, Trento, Centro Studi Martino Martini per le relazioni culturali Europa-Cina, 2012. ISBN 978-88-8443-403-6.
  • Paternicò, Luisa M., When the Europeans Began to Study Chinese, Leuven Chinese Studies XXIV, Leuven: Ferdinand Verbiest Institute, KU Leuven, 2013. ISBN 9789081436588.
  • Davide Magni, Martino Martini, il MANDARINO di Dio, «Avvenire», Roma, 20 settembre 2014.
  • Riccardo Scartezzini (a cura di), Martino Martini S. J. Novus Atlas Sinensis. Le mappe dell'atlante della Cina commentate, Trento, Università degli Studi di Trento, 2014 (con contributi di Riccardo Scartezzini, Giuliano Bertuccioli, Federico Masini e Michele Castelnovi). ISBN 978-88-8443-569-9.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FONTI: Opera Omnia, 1998, pp. 509-533, e mappe p. 59, p. 96, p. 156, p. 447, p. 470-471 e pp. 534-535; Masini, 2008, pp. 244-246.
  2. ^ Centro Studi "Martino Martini", www4.soc.unitn.it:8080. URL consultato il 09-06-2010.
  3. ^ (EN) Father Martino Martini, SJ (1614-1661) The Father of Chinese Geographical Science

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